Archivi categoria: POLITICA NAZIONALE

ITALIA 2017: ANATOMIA DI UN COLPO DI STATO

di Marco Lavia, L’Unità, 17 giugno 2017

“Nel marzo del 2017 in Italia venne perpetrato un colpo di Stato“: scriveranno così i libri di storia sui quali studieranno i nostri nipoti. Sarà un capitolo importante della recente storia italiana nel quale si racconterà di un tentativo di rovesciare il governo del Paese in quel momento presieduto da Matteo Renzi. Mentre ne scriviamo oggi naturalmente non sappiamo i nomi dei burattinai del tentato golpe, e nemmeno ne conosciamo a fondo dettagli, personaggi, conseguenze. Leggi il resto di questa voce

L’INTERVISTA A “IL MESSAGGERO”. RENZI: «UN PATTO CON BERLUSCONI E GRILLO PERCHÉ LO CHIEDE IL COLLE»

Il leader Pd e l’intesa sulla legge elettorale: «Se ci sta anche M5S è solo per convenienza»

Grande coalizione? Corro per vincere, ma senza numeri accordi necessari.

Il voto anticipato può ridurre l’instabilità.

La riforma elettorale? Sul sistema tedesco l’accordo è possibile». Lo dice Matteo Renzi, che aggiunge: il Colle ci ha chiesto di trovare un’intesa.

Clicca qui per leggere l’intervista

GIOVANNI MINOLI, RADIO 24: CAPACI, STRAGE DI MAFIA?

I RENZI E IL FALSO QUOTIDIANO SECONDA PUNTATA: DA DOVE PROVIENE LA PUZZA DI MARCIO

di David Arboit

Un fiume di chiacchiere tanto inutile quanto fazioso. Domande rivolte a Renzi che mettono a fuoco fatti di poco conto strombazzati come se fossero un cruciale momento della verità. È il fondo di ieri di Marco Travaglio. Uno lo legge, è tolta la psicologia (piagnisteo vittimista e astio) vede che ha l’obiettivo di stabilire se Renzi è oppure non è un bugiardo (clicca qui). La risposta gli italiani già la sanno: i politici sono tutti bugiardi. Si tratta poi caso per caso di distinguere tra bugia e riservatezza che sono due cose differenti.

Ma lasciamo stare il dito e guardiamo alla Luna, perché la Luna qui è ben altro. Leggi il resto di questa voce

I RENZI E IL FALSO QUOTIDIANO: FATTI E INTERPRETAZIONI

di David Arboit

Oggi il falso quotidiano pubblica alcune intercettazioni: sono le telefonate tra Matteo e Tiziano Renzi. Le telefonate mostrano nello stesso tempo la brutale franchezza di Matteo e anche la sua chiara e limpida presa di posizione rispetto alle vicende giudiziarie che coinvolgono il padre.

Il commento di Marco Travaglio, invece, mostra in modo esemplare come fatti e circostanze, chiaramente ed evidentemente favorevoli a Matteo, possano venire stravolti, abilmente manipolati, nel tentativo di utilizzarli contro Matteo Renzi e in ultima istanza (il vero obiettivo) per la demolizione del PD (clicca qui). Leggi il resto di questa voce

PRIMARIE PD 30 APRILE

GIORGIO VITTADINI, LUCIANO VIOLANTE: L’INCONTRO CON L’ALTRO GENIO DELLA REPUBBLICA

IL PARTITO DEMOCRATICO, TRA SCISSIONI E NUOVE SFIDE

simonemercuri(di Simone MERCURI)

In dieci anni il nostro partito ha fatto passi in avanti, forse troppo. Siamo passati dall´essere un partito che contendeva il governo a Berlusconi ad un partito che si contende il governo al proprio interno.

Le “poltrone“ ricoperte nei vari livelli, parlamento, consigli regionali e comunali ed europarlamento si sono moltiplicate come gli stessi attori di un ceto politico che si è ampliato.

Può essere questo il problema? essere diventati troppo grossi?

Sicuramente in un partito di massa per come strutturato questo è inevitabile e rappresenta un pericolo, perché crescere non è sempre sinonimo di positività.

Ma perché siamo cresciuti così tanto soprattutto negli ultimi anni? Semplice abbiamo vinto le sfide elettorali, abbiamo portato in Ue il 40% dei nostri deputati italiani, ci siamo conquistati la maggioranza delle regioni in Italia, abbiamo governato e governiamo ancora molti dei comuni più importanti.

Tutto ciò ha portato alla nascita di un ceto politico nuovo e anche giovane, con il conseguente dilemma dello spazio. C´è spazio per tutti oggi? e domani? e per i nuovi giovani emergenti? cosa può succedere qualora non vincessimo le elezioni? facile, molti politici resterebbero fuori dalla scena e rimarrebbero senza la cosiddetta “poltrona”. Leggi il resto di questa voce

SE IL PD SI SPACCA È UNA SCONFITTA PER TUTTI, ANCHE PER L’ITALIA

rottamazione

di Guido Morano

Quello che fa più rabbia è che sfuggono i contenuti politici della scissione. Gli italiani hanno bisogno di risposte concrete, di politiche concrete, dividiamoci su questo, non su chi vuole fare il capo. L’impressione è che l’obiettivo di chi brandisce la clava della scissione sia rottamare Renzi, rottamare il rottamatore. Qual è il punto politico vero? Quali sono i temi politici concreti e i progetti politici divergenti? Leggi il resto di questa voce

UN CHIARIMENTO POLITICO È URGENTE MA NON È UNA SCISSIONE

di Guido Morano

Scissione, scissione, scissione… nel PD. È la parola chiave sulle prime pagine dei quotidiani oggi, a volte accoppiata a “caos”. Per alcuni è proprio un desiderio, una speranza, una profezia che pregano si avveri. Chi desidera e spera nella scissione? È in particolare l’oligarchia economico-finanziaria italiana. Vuole e spera che la politica rimanga burattino senza fili, mentre loro continuano, dietro le quinte, a fare con i giornaloni e altri mezzi i burattinai. Una politica debole, impotente, ostaggio della loro forza economica e mediatica, a loro fa comodo. Al politico bisbigliano all’orecchio: occhio ragazzo mio, oggi ti ho messo sugli altari, domani ti getto nella polvere. Leggi il resto di questa voce

ROMA, M5S, INCAPACI DI GOVERNARE: QUANDO MANCA UNA CLASSE DIRIGENTE

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di David Arboit

È capitato a Roma che il popolo sovrano, stanco di vedere non risolti i problemi della città, e volendo veramente cambiare musica, abbia dato fiducia a un partito nuovo, che presentava volti nuovi, e come candidato sindaco una giovane donna. Ma un conto è vincere le elezioni altro conto è governare. Una classe dirigente preparata, cioè competente e di esperienza, non si inventa dall’oggi al domani. Leggi il resto di questa voce

IL FUTURO DEL PARTITO DEMOCRATICO: PARLIAMONE

di David Arboit

Dall’assemblea degli amministratori del Partito Democratico che si è tenuta a Rimini sabato e domenica scorsa è emerso un giudizio chiaro: guardiamo in faccia agli italiani, guardiamo in faccia i problemi e i bisogni delle persone, non teniamo lo sguardo solo e soltanto sulle nostre beghe interne. È da un chiarimento sui bisogni del popolo italiano che si possono dedurre scelte politiche e organizzative. Restano comunque le domande del momento: congresso subito? Legge elettorale da cambiare o va bene così, va bene il consultellum? Elezioni a giugno? Che fare? Leggi il resto di questa voce

INTERVISTA A MATTEO RENZI: “L’ITALIA, IL GOVERNO, IL PD, LA SINISTRA: ECCO PERCHÉ LA MIA BATTAGLIA È APPENA COMINCIATA”

Di Ezio Mauro, La repubblica, 15 gennaio 2017

Segretario Renzi, la sua prima intervista dopo il referendum si può incominciare solo così: che sventola! Quanto le brucia? “E deve domandarmelo, non se lo immagina? Brucia, eccome se brucia. Tanto che il vero dubbio è stato se continuare o lasciare. Ma poi uno ritrova la voglia e riparte”.

Davvero ha pensato di uscire dalla politica? “Sì, nei primi giorni. Mi tentava: e devo dirle, un po’ per curiosità, un po’ per arroganza”. Leggi il resto di questa voce

SEGRETERIA CON NOMI NUOVI E AGENDA SOCIALE: ECCO IL PIANO DI RENZI PER RILANCIARE IL PD

Carlo Bertini, La Stampa, 14 gennaio 2017

Oltre un’ora di chiacchierata, la prima a tu per tu dallo scambio della campanella del passaggio di consegne a palazzo Chigi. Matteo Renzi va a trovare Paolo Gentiloni nella sua stanza al Gemelli e insieme fanno il punto della situazione, toccando tutti i temi sensibili, dalla legge elettorale che impegnerà il leader Pd, ai temi del lavoro sui quali si pronuncerà il governo nei prossimi giorni per tentare di sminare i due referendum della Cgil sui voucher e sugli appalti. Ed è proprio sull’agenda sociale che premier e segretario lavoreranno in tandem, visto che Renzi vuole accentuare il profilo del partito di governo sui temi del lavoro e dei giovani che hanno visto il Pd più in affanno in questi mesi, come dimostrato dai vari test elettorali.  Leggi il resto di questa voce

RENZI RIPARTE DALLE ORIGINI E CHIAMA A RACCOLTA I SINDACI PD: APPUNTAMENTO A RIMINI IL 27 E 28 GENNAIO

Francesca Schianchi, La Stampa, 13 gennaio 2017

Matteo Renzi riparte dalle origini. Dal territorio, dai sindaci, dalle buone pratiche che vengono dai comuni. Il segretario del Pd, che tanto ha insistito sulla sua esperienza amministrativa da ex primo cittadino di Firenze come punto di forza all’inizio dell’avventura nazionale, vuole incontrare sindaci, consiglieri comunali, presidenti di Regione del Pd. Impegnato a riorganizzare il partito, a rivedere la squadra di segreteria e a rimotivare una comunità messa a dura prova dalle spaccature della campagna elettorale e dalla sconfitta del referendum, ha messo in agenda per il 27 e 28 gennaio prossimi, a Rimini, un’Assemblea nazionale degli amministratori Pd.  Leggi il resto di questa voce

PD, NEL 2016 FLOP DI ISCRIZIONI: CROLLO IN EMILIA, PARALISI IN SICILIA

di Giovanna Casadio, la Repubblica, 13 gennaio 2017

A parte le duemila tessere nel catanese, e qualche rinnovo con il contagocce a Enna e Messina, in Sicilia il Pd è paralizzato. Iscritti addio. E stiamo parlando del tesseramento del 2016. Idem in Calabria. Tanto che Lorenzo Guerini, il vice di Renzi, ha deciso la proroga dei termini fino al 28 febbraio. Leggi il resto di questa voce

IL MOVIMENTO 5 STELLE E BEPPE GRILLO SCOPRONO LA PRESUNZIONE DI INNOCENZA

di David Arboit

Alla fine ci sono arrivati anche loro. Dopo avere manganellato tutti i partiti quando a loro faceva comodo, Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle hanno capito, perché adesso fa comodo a loro, che la magistratura indaga per accertare fatti e circostanze, che l’indagine è una azione a tutela dell’indagato se la persona è onesta e ha la coscienza pulita. Chiedere le dimissioni di persone sotto indagine, quindi, è un’iniziativa sbagliata o in malafede. Leggi il resto di questa voce

LEGGE ELETTORALE, MATTEO ORFINI: «TUTTI A UN TAVOLO PER CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE O SI VA AL VOTO»

Maria Zingarelli, L’Unità, 28 dicembre 2016

Il presidente dem: incontreremo le altre forze politiche per capire la loro posizione. Un danno per l’Italia tergiversare per finire la legislatura. Un Nazareno con tutte le forze politiche per capire chi vuole cambiare la legge elettorale e chi punta a tirare a campare fino a fine legislatura. Il presidente del Pd, Matteo Orfini, lancia la proposta, «ognuno si assuma la propria parte di responsabilità». Altrimenti, si va al voto. Subito. Leggi il resto di questa voce

ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO: LA DECISIONE È TRA CONGRESSO DEL PD O PRIMARIE DI COALIZIONE

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di David Arboit

L’Assemblea nazionale del Partito democratico si riunisce questa mattina alle ore 10 a Roma: location il mitico Hotel Ergife. La discussione ruota attorno alla seguente domanda, al seguente aut/aut: dopo la sconfitta serve un Congresso del Partito Democratico per la discussione di un nuovo programma e di una nuovo Segretario del PD oppure meglio le Primarie di coalizione per un nuovo programma di governo in vista delle elezioni di giugno 2017? Leggi il resto di questa voce

LA ROAD MAP DEL PARTITO DEMOCRATICO NELLA PRIMA METÀ DEL 2017

di David Arboit

Il percorso proposto al Partito Democratico dal Segretario Matteo Renzi per il primo semestre del 2017 è molto chiaro: sostegno al governo Governo Gentiloni per fare fronte alle questioni urgenti; preparazione e svolgimento del Congresso del PD entro il mese di marzo 2017; discussione e approvazione in Parlamento della nuova legge elettorale; elezioni politiche nazionali al più presto, presumibilmente a maggio/giugno (clicca qui). Ma la chiarezza e il buon senso di questo precorso non bastano: il percorso potrebbe trovare parecchi ostacoli perché ci sono nemici dichiarati e nemici occulti a cui questa questa road map non sta bene (clicca qui). Leggi il resto di questa voce

GIULIANO PISAPIA E IL NARCISISMO NICHILISTA DELLA SINISTRA IMPOTENTE

di David Arboit

Quella avanzata da Giuliano Pisapia è una proposta di buon senso, ma è subito andata a infrangersi contro il narcisismo di una sinistra italiana impotente e rancorosa (clicca qui). Leggi il resto di questa voce

REFERENDUM COSTITUZIONALE, QUANTO CI COSTA IL NO: LA RICAPITALIZZAZIONE DI MPS

salvataggio-mpsdi David Arboit

Molti hanno pensato domenica: “mandare a casa Renzi non ha prezzo. Questo modo di dire esprime una soddisfazione anche psicologica è significa “non importa quanto mi costa ma vale la pena di farlo”. Bene, è già arrivato il primo conto che i cittadini dovranno pagare di tasca loro.

Per coprire il buco del Monte dei Paschi di Siena era previsto un piano A: un progetto di ricapitalizzazione basato su finanziamenti privati (fondi di investimento inglesi e del Quatar) e messo a punto con un accordo tra il Governo e i progettisti del piano (Mediobamca e JP Morgan). Leggi il resto di questa voce

REFERENDUM COSTITUZIONALE: IL POPOLO ITALIANO HA VOTATO LA SFIDUCIA AL GOVERNO. È GIUSTO CHE SI VADA A VOTARE UN NUOVO GOVERNO

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di David Arboit

Il popolo italiano è tornato massicciamente alle urne e ha votato la sfiducia al governo Renzi. Un No secco, senza margini di interpretazione. La maggioranza che attualmente è al governo del Paese non c’è più, non può più rappresentare il popolo italiano. Sul voto ha certamente pesato più un giudizio sull’operato del Governo nel suo complesso, un No dei lavoratori a “Jobs act”, un No degli insegnanti alla “Buona scuola”, o così via, piuttosto che una valutazione oggettiva, sul merito della riforma, cosa peraltro di per sé piuttosto complicata. A questo si è aggiunta la volontà di vendetta di molti di quelli che Renzi ha rottamato. Leggi il resto di questa voce

REFERENDUM COSTITUZIONALE: IL SÌ “MALGRADO TUTTO” NON È UN TURARSI IL NASO, MA UN PASSO COSTRUTTIVO

di David Arboit

Il mio Sì alla riforma costituzionale è un Sì con convinzione. Sì perché la riforma costituzionale migliora i meccanismi di governo del Paese e raggiunge in parte l’obiettivo di dare alla politica più efficienza e più efficacia, in un mondo caratterizzato dalla globalizzazione economica e quindi dalla presenza, e dallo strapotere, di soggetti economici e politici che giocano partite di livello mondiale. Ma comprendo anche chi intravvede dei rischi, e vede dei limiti in questa riforma; apprezzo in particolare il senso di responsabilità di chi partendo da questa posizione ha scelto la via del “Sì malgrado”. Leggi il resto di questa voce

REFERENDUM COSTITUZIONALE: SALI O NON SALI? BASTA UN Sì

IL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI: IL VALORE DELLA UNITÀ

di David Arboit

È una notizia passata quasi inosservata: è stato raggiunto un accordo tra rappresentanze sindacali, FIOM compresa, e rappresentanze degli imprenditori, sul Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori metalmeccanici. Una volta in Italia era il contratto più importante, quello che dava il ritmo a tutti i rapposrti sindacali, quello che era più comunicato dai massmedia, anche perché allora, ma anche oggi, il settore è per l’Italia uno dei più vitali. Leggi il resto di questa voce

BUCCINASCO, REFERENDUM COSTITUZIONALE: VENERDì 2 DICEMBRE APERIL Sì

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BUCCINASCO, REFERENDUM COSTITUZIONALE: IL SINDACO MAIORANO SI ESPRIME A FAVORE DEL Sì

RIFORMA COSTITUZIONALE: LE ORIGINI DEL PROGETTO DI RIFORMA E LE CONSEGUENZE NEGATIVE DI UN NO ALLA RIFORMA

 

di David Arboit

È storicamente necessaria una riforma dell’ordinamento dello Stato? Certamente sì sostiene Luciano Violante nella conferenza tenuta al Centro Culturale Milanese il 24 ottobre 2016. Per comprendere il senso della riforma e gli obiettivi che si pone è importante fare una riflessione seria sulla storia del nostro Paese. Solo guardando al passato e interpretandolo correttamente si può progettare il futuro.

Come deve essere riformata la Costituzione? Usciti dall’età della cosiddetta “guerra fredda” siamo entrati nell’età della globalizzazione, che è soprattutto competizione economica in un mercato mondializzato. È quindi diventato indispensabile riformare l’ordinamento dello Stato per garantire all’Italia sia la stabilità di governo sia una rapidità decisionale, due fattori indispensabili per competere sul mercato mondiale. In un articolo uscito ieri sul quotidiano “Corriere della Sera” Luciano Violante dimostra il valore reale della riforma utilizzando un interessante stratagemma dimostrativo (clicca qui).

REFERENDUM COSTITUZIONALE: LO SCENARIO DEL DOPO VOTO SECONDO ME

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di David Arboit

Il voto del 4 dicembre è ormai solo un voto di fiducia sul governo Renzi. Il 4 dicembre gli italiani voteranno la fiducia al governo Renzi, la riforma costituzionale c’entra poco, e per la maggior parte di quelli del No è solo un pretesto.

Poco importa al fronte del No della riforma costituzionale, e quando si parla di forme della costituzione e si chiede spiegazione del dettaglio degli articoli, il fronte del No balbetta critiche inconsistenti e pretestuose (ennesima prova nel confronto Landini/Renzidi domenica scorsa: a domanda precisa segue risposta sempre e comunque evasiva). Leggi il resto di questa voce