PD BUCCINASCO, GUIDO: IO RESTO NEL PARTITO DEMOCRATICO

Di Guido Morano

Delusione e sorpresa, questi mi sembrano i sentimenti più diffusi dopo la tanto annunciata uscita di Renzi e dei suoi seguaci. Delusione per chi l’aveva prevista da tempo ma sperava in un ripensamento, sorpresa da parte di chi, pur credendo in lui, pensava che Renzi mai avrebbe abbandonato il PD.

In me prevale la delusione, vuoi perché è l’ennesima prova della incapacità storica della sinistra di discutere senza dividersi e vuoi perché anche io, come molti anche della mia generazione, abbiamo creduto e poi sostenuto Renzi.

Certo prima con scetticismo ma poi con convinzione, pensando che la sua potesse essere la strada giusta per quel rinnovamento da tutti cercato e invocato ma ancora lontano e ancora nebuloso. Inutile ora elencare, perché noti, gli episodi e i comportamenti che hanno progressivamente minato questa fiducia, questa stima in un leader moderno, lontano dai profili dei capi della sinistra comunista, ma anche dai sofismi democristiani. Quel che è certo è che quello che prima sembrava moderno, dinamico e intelligente e apparso sempre più come arrogante e furbo.

Ciononostante ancora oggi io penso che la dirimente e strabordante azione renziana rimanga il miglior tentativo di portare ciò che è oggi la sinistra, nella modernità della globalizzazione.

E allora di tutto ciò che cosa rimane dopo questa astuta manovra camuffata da salvataggio della Patria dall’ondata leghista? Rimangono intanto alcuni interrogativi.

Fino a dove arriverà la spregiudicata manovra renziana per conquistarsi uno spazio importante nel nuovo scenario giallo-rosso?

E dove approderà la comprensibile ricerca di una area elettorale significativa alla destra del PD, liberale, democratico, il mitico centro?

Ma soprattutto come reagirà il nostro elettore, il cittadino che rifiuta la deriva Salviniana ma è stanco delle manfrine inconcludenti della sinistra di varia sfumatura?

E ancora sapranno i tanti renziani rimasti nel PD, uscire dalla estenuante diatriba pro o contro Renzi per affrontare insieme le incognite che propone la relazione col grillismo?

Se continueremo a dividerci nel giudizio su Renzi, cercando di interpretare (come accaduto per il voto sull’arresto del deputato di Forza Italia Diego Sozzani) le sue vere o presunte mosse, non andremo lontano.

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Pubblicato il 20 settembre 2019 su IL PARTITO, Pd, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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