PARTITO DEMOCRATICO, COSTITUENTE DELLE IDEE: L’INTERVENTO A SUA INSAPUTA DI GIORGIO VITTADINI

di David Arboit

Ho letto grazie all’amico Giorgio T. il discorso inaugurale che Giorgio Vittadini ha fatto al Meeting di Rimini qualche giorno fa. Lo trovo molto interessante e lo leggo come contributo, “a sua insaputa”, al processo di “Costituente delle idee” avviato dal Partito Democratico, perché ci sono delle idee, appunto, cruciali che a noi del PD possono essere molto utili. Insomma un involontario contributo alla “Costituente delle idee”.

Che cosa ci dice Giorgio Vittadini?

Spezziamo quindi per un momento il filo della comunicazione politica su questa ridicola, nefasta e diabolica crisi politica che ha già causato molti danni al nostro Paese. Tra i danni collaterali di tipo minore c’è il fatto che il percorso avviato dal PD con il Congresso si è interrotto per ragioni di forza maggiore. Zingaretti ha proposto durante il congresso di “voltare pagina” intervenendo con un radicale cambiamento sia della organizzazione del partito sia della cultura e dei progetti politici del PD. Per questo obiettivo ha lanciato la “Costituente delle idee”. Leggendo quello che dice Vittadini credo di avere individuato idee che possono anche essere utili per tirare fuori la politica dalla dimensione di “corto respiro” in cui vive e direi sguazza oggi.

Ne elenco alcune brevemente. A voi il compito di leggere il resto.

La questione educativa. «Rimane centrale quindi la “sfida educativa”, a tutti i livelli». Il riferimento non è però ai bambini e ai ragazzi. Il riferimento è a tutti, in particolare tutte le persone dai 18 ai 99 anni. Di gran moda oggi è il “lifelong learning” (o apprendimento permanente o apprendimento continuo) collegato agli skills lavorativi. Qui invece si tratta di educazione permanente, un processo che è insieme dialisi del pensiero, che elimina scorie velenose, e ritorno a radici valoriali fondamentali. Calato nella politica: come essere personalmente ciascuno all’altezza dei problemi sociali e politici che la realtà ci pone? C’è bisogno di «un soggetto adulto, in grado di creare un’espressione culturale all’altezza della sfida dei tempi che viviamo» (Carron citato da Vittadini).

Ripartire dalla persona e dalla comunità. Calato nella politica: direi la persona nella comunità, perché la persona senza la comunità è esposta alla colonizzazione mentale prodotta dalla incessante propaganda. Qual è il luogo in cui è possibile rigenerare la democrazia come responsabilità di fronte al bene comune, ai propri ideali, e non come cinico gioco senza scrupoli per il potere? Occorrono realtà comunitarie, corpi intermedi, come «movimenti (in origine erano quello cattolico e quello operaio), associazioni, partiti, sindacati» capaci di sostenere le persone dando motivazioni, consapevolezza fiducia. Occorrono «Fatti di rivitalizzazione di realtà aggregative subito».

Democrazia e partecipazione diffusa. «Sostenere la partecipazione dei cittadini “dal basso” significa sostenere la maturazione personale e civile degli individui. Bisogna essere consapevoli del fatto che senza corpi intermedi saremmo un Paese ancora più spaccato di quello che è.»

Calato nella politica: la democrazia diffusa, la partecipazione di massa è un modo per far fuori il populismo che è basato invece sul rapporto esclusivo tra leader carismatico (venerato e intoccabile) e masse popolari. Le soluzioni politiche ai problemi complessi devono maturare nella società civile per avere la forza politica di imporsi nel Paese come volontà generale. «Ogni realtà sociale ha oggi una grande responsabilità: quella di educare alla responsabilità, oltre che alla solidarietà. La sussidiarietà è innanzitutto un’esigenza educativa.» C’è insomma un impegno che ci riguarda tutti perché sussidiarietà non è solo concessione governativa che si attua tramite legislazione, ma responsabilità di tutti, farsi carico di ciascuno di un contributo al bene comune.

Gli obiettivi del bene comune. Posto che è indispensabile avere cura degli ambiti che già ci sono orientandoli correttamente, e moltiplicare gli «ambiti in cui le persone possano tornare a essere aiutate a vivere una giusta dimensione sociale», quali sono gli obiettivi di bene comune da raggiungere? Vittadini propone 5 obiettivi che condivido e mi auguro che il PD accolga e sviluppi in modo creativo. Così come è, per quanto acciaccato e problematico, il PD e l’unico partito che può svolgere questi compiti, che sono compiti storici prima che di un programma politico.

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Pubblicato il 22 agosto 2019 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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