PARTITO DEMOCRATICO, VOTARE SUBITO O GOVERNO ISTITUZIONALE? LA SCISSIONE DI RENZI E DEI SUOI È IN MARCIA?

di David Arboit

Il PDR (Partito di Renzi) sta per nascere? Sembrerebbe di sì, a quanto pare. Lo suggerisce un articolo del quotidiano “Il Foglio”, da sempre “partigiano” dei renziani e di solito ben informato dsll’inner circle (clicca qui) dell’ex Segretario. Ma se ne parla anche altrove (clicca qui). Non è comunque una gran novità perché l’intenzione/minaccia era stata fatta sapientemente circolare già da molto tempo, con un tira e molla per certi aspetti estenuante ed esasperante: creare l’attesa è comunque una tecnica di marketing. Poi l’invenzione dei Comitati Civici, strutture politiche locali evidentemente sostitutive (inutile raccontare la fake che sono integrativi) dei Circoli del PD. Fino ai segnali più recenti, che hanno invece manifestato chiaramente il passaggio dalla intenzione al progetto. Vediamone alcuni.

Clamorosa, a mio giudizio, l’intervista concessa al quotidiano l’Avvenire, dove compare un giudizio sul Partito Democratico di Zingaretti che è a dir poco sprezzante e disprezzante (clicca qui).

Sull’onda del tormentone “che cosa fa Renzi” emerge anche il problema Festa Nazionale dell’Unità: Renzi ci va o non ci va? Va ma pone condizioni: se e solo se… (se è vero quanto scritto da “Il Foglio” l’asticella è posta ad una altezza irraggiungibile) se no allora no (clicca qui).

Poi sul quotidiano “La stampa” il nostro butta lì con nonchalance la solita frase ambigua (se non fosse ambigua la discussione sarebbe più breve e meno vivace) in cui avanza l’idea dalla nascita di uno o più partiti di centro (clicca qui).

E al di là di quello che pensa e vuole Matteo Renzi, c’è chi in Italia da tempo “piange” la scomparsa di un centro moderato e auspica, anche e soprattutto a causa del disfacimento di Forza Italia, la comparsa di un partito “balena bianca” che si collochi al centro del potere e possa applicare di nuovo la politica dei due forni, tentata peraltro anche dal Movimento 5 Stelle. Angelo Panebianco pare essere oggi il più fervido sostenitore di questa scelta politica che, a mio giudizio, trova grande consenso all’interno delle oligarchie economiche italiane (clicca qui1clicca qui2clicca qui3).

Ne parlò a suo tempo anche Carlo Calenda, ma la sua proposta fu gentilmente respinta da Zingaretti e da altri uomini di sinistra (clicca qui).

Altro segno che rimanda ha una scissione e alla nascita di un nuovo partito è fresco di giornata: Zingaretti dice al voto subito? Allora io dico governo istituzionale: insomma sì all’alleanza con M5S “ma solo quando lo dico IO” (clicca qui), e se a me personalmente fa comodo posso decidere di lanciare un salvagente anche a M5S che sta affogando! La linea del PDR (Partito di Renzi) è ancora una volta differente da quella del PD indicata ieri da Zingaretti (clicca qui).

Spero che ormai sia chiaro per tutti che c’è un PDR e che la linea del PDR la detta Renzi, e non è la linea del PD. Quale l’obiettivo del PDR? Quanti seggi può garantire ai renziani il Partito Democratico di Zingaretti? Per ora non si sa, quindi… E poi per fare il PDR ci vuole più tempo, bisogna lanciarlo, farne parlare dai giornali con continue trovate mediatiche, e se si vota a fine ottobre il tempo è troppo poco.

Ma al di là di questi tatticismi qual è il bene dell’Italia? Che cosa dicono gli italiani? Gli italiani dicono che sono stufi di un governo Lega-M5S che governa poco e male e vogliono andare al voto: è il risultato di un sondaggio pubblicato da “Il Sole 24 ore” e fatto da gente seria (clicca qui). Se questo è il sentimento degli italiani, come vedrebbero gli elettori queste manovrine di palazzo, questi stupefacenti spostamenti tattici e voltafaccia dove ciascuno sembra non fare altro che tirare l’acqua al suo personale mulino? Tirare avanti fino a maggio/giugno 2020 consentirebbe a Salvini di gridare contro la grande coalizione anti-Salvini, fatta da un ceto politico opportunista, che non vuole andare a votare perché gli fa comodo, un ceto politico guidato solo dalla sete di potere e dalla paura di perdere la poltrona, che lotta per il proprio tornaconto. Un regalo a Salvini che alle elezioni del giugno 2020 supererebbe sicuramente il 50%. Il quotidiano “Il Manifesto” spiega bene i vantaggi che Salvini porterebbe a casa facilmente (clicca qui). La linea proposta dal PDR è catastrofica, è un suicidio per il PD. La proposta di Renzi è già adesso di per sé, per il fatto di essere stata lanciata, un gran favore a Salvini perché carica sulle spalle del PD la responsabilità, l’onere della salvaguardia del Paese dall’aumento dell’IVA. Le vicende del governo Monti purtroppo non ci hanno insegnato niente.

La risposta del Segretario nazionale Nicola Zingaretti non si è fatta attendere, anche perché si è notato anche tra le fila di chi lo aveva sostenuto al congresso qualche sbandamento (clicca qui) che ha subito creato confusione e disorientamento. Le ragioni esposte da Zingaretti mi sembrano molto chiare: un governo PD-M5S in funzione anti Salvini è una errore madornale, ed è altrettanto un madornale errore mercanteggiare con M5S l’approvazione della legge sulla riduzione dei parlamentari (che ci costringerebbe a votare nel 2021) con l’appoggio a un governicchio sedicente istituzionale che dovrebbe approvare una legge di bilancio cruciale, legge che potrebbe essere sangue e sudore, senza essere stato legittimato dalla urne. Senza la legittimazione delle urne! Una follia!

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Pubblicato il 11 agosto 2019 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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