LA LEGITTIMA DIFESA DEI MIGRANTI E L’ILLEGITTIMITÀ DEI RESPINGIMENTI VERSO LA LIBIA: CHI SONO VERAMENTE I CRIMINALI?

di David Arboit

La rivista Diritto Penale Contemporaneo pubblica una interessante sentenza del Tribunale di Trapani nella quale si analizza e si giudica il comportamento tenuto da alcuni migranti. Mentre una nave italiana, dopo averli raccolti li stava trasportando in Libia, si sono ribellati all’equipaggio e lo hanno costretto a fare rotta verso l’Italia.

Il Tribunale ha accertato, anche per ammissione dei migranti imputati nel procedimento e che hanno capeggiato la rivolta, le minacce e le altre violazioni del Codice Penale, ma ha concesso ai migranti la scriminante della legittima difesa. Quali considerazioni sono alla base di questo giudizio?

Il commento della rivista Diritto Penale Contemporaneo (clicca qui) sottolinea che il Tribunale ha richiesto all’UNHCR, l’organismo dell’ONU che si occupa dei rifugiati, una valutazione sulle condizioni di vita e sui rischi che quelle persone correvano se fossero state sbarcate in Libia.

«La sentenza – conclude il commento della rivista – appena sintetizzata rappresenta un elemento di novità importante nel dibattito, quanto mai d’attualità, circa la gestione dei soccorsi in mare e degli sbarchi dei migranti che, fuggendo dalla Libia, si dirigono su imbarcazioni di fortuna verso le coste italiane: il percorso argomentativo seguito dalla sentenza per risolvere il caso concreto passa, infatti, per affermazioni di carattere generale, che possono avere rilievo ben al di là della vicenda specifica.» Tra queste importante una in particolare «La configurazione della legittima difesa, in luogo dello stato di necessità, cambia radicalmente la prospettiva da cui si guarda alla vicenda.» A questo si può aggiungere che « L’aspetto forse più interessante della decisione sono, però, le conseguenze implicite che dalla qualificazione come offesa ingiusta del respingimento possono derivare in ordine non già alla responsabilità penale dei migranti, ma alla responsabilità dei soggetti cui è imputabile la decisione di procedere al respingimento».

La sentenza del tribunale di Trapani (clicca qui).

Per quanto riguarda soccorso in mare e porti sicuri il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha recentemente emanato una raccomandazione (clicca qui) diretta a tutti gli Stati europei. «Si tratta di un documento – troviamo nel commento della rivista Diritto Penale Contemporaneo (clicca qui) – utile sia per i Governi, che per gli organi giudiziari e gli altri attori impegnati sul fronte contenzioso: i primi, in quanto chiamati ad informare la gestione dei flussi migratori a principi di umanità che – piacciano o meno – da tempo non sono più negoziabili; i secondi, ogniqualvolta siano chiamati a valutare la legittimità dell’operato dei primi, nonché la liceità delle condotte dei soggetti privati materialmente impegnati sul fronte dei soccorsi.»

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Pubblicato il 24 giugno 2019 su CULTURA, POLITICA INTERNAZIONALE, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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