QUAL È L’ORIENTAMENTO POLITICO DI QUELLI CHE VOTANO LEGA? SI SENTONO DI DESTRA? DI SINISTRA? DI CENTRO? NÉ L’UNO NÉ L’ALTRO? E CHI VOTA PD? E M5S?

di David Arboit

Un interessante pezzo apparso sul quotidiano “La Repubblica” del 17 giugno, autore Ilvo Diamanti, rappresenta e discute un sondaggio su come si collocano gli elettori italiani sull’asse sinistra-centro-destra tenendo conto delle preferenze elettorali dichiarate. Un terzo degli lettori non si riconosce più nella classica divisione e anche chi vi si riconosce è aperto a scelte elettorali le più varie ed eventuali. (clicca qui).

Il numero di quelli che si collocano al “centro” si riduce e tende a scomparire. I problemi annosi irrisolti e la radicalizzazione demagogica e dialettica dello scontro politico hanno prodotto delle posizioni assolutamente polarizzate. Nelle contraddizioni economiche, politiche e sociali che il cittadino vive e patisce nella vita quotidiana si tende a prendere una posizione netta. Tolti gli aspetti negativi, come una irrazionale drammatizzazione dei problemi e una pericolosa esasperazione della comunicazione, emerge invece come aspetto positivo un desiderio di chiarezza, un desiderio di idee chiare e distinte che possano favorire una chiara presa di responsabilità. Con questo sentimento la palude centrista dove è possibile tutto e il contrario di tutto e dove tutto si confonde non è in sintonia.

Interpretando i risultati, Diamanti osserva che i valori della uguaglianza e della solidarietà, che caratterizzano la sinistra, sono meno sentiti dei valori più di destra come l’efficienza e la mobilità sociale basata sulla competizione. Sintetizzando in modo un po’ semplicistico: si ritiene che sia giusto che ci siano differenze tra ricchi e poveri perché è una questione di merito, chi guadagna di più se lo merita. Forse totalmente scomparsa l’idea che chi guadagna di più non sempre se lo merita, ed è invece che non si vergogna di sfruttare le persone? No, forse no. È che in una società della competizione la capacità di sfruttare il prossimo viene valutata come merito: bravo lui che riesce a sfruttare le persone, chi dice che è uno sfruttatore e solo invidioso e al suo posto farebbe lo stesso.

Diamanti conclude che per il PD lo spazio politico è da cercare in ogni caso tra quelli che si sentono vittime di una ingiustizia, ma che non sono solo gli ultimi, e possono essere anche i penultimi e la classe media. C’è da interpretare in modo razionale il sentimento di ingiustizia.

Che le contraddizioni sociali ci siano e pongano domande di giustizia emerge con chiarezza nel disagio che si manifesta nel mondo del lavoro. I lavoratori percepiscono sulla loro pelle ogni giorno le contraddizioni del sistema economico. E i lavoratori cercano rappresentanza sia politica sia sindacale in modo libero e aperto, spesso senza fare riferimento a sistemi di valori: ciò che orienta la ricerca di rappresentanza di questo disagio è in genere una valutazione delle iniziative della politica e del sindacato in termini di utilità e di efficace protezione dalle logiche del mercato globalizzato (clicca qui).

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Pubblicato il 19 giugno 2019 su Pd, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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