LA DIFFERENZA FRA IL MINISTERO DELLA PUBBLICA SICUREZZA E IL MINISTERO DELLA PROPAGANDA SPIEGATA AI SALVINI

di David Arboit

Mentre la criminalità continua a sparare, il ministro dell’Interno Matteo Salvini è ormai da un anno in campagna elettorale permanente. Ci voleva il caso della bambina in fin di vita a Napoli per mettere a tema la questione: lavorare per la sicurezza degli italiani è cosa diversa dal bla bla bla sulla minaccia degli immigrati. Ci voleva una piccola vittima innocente per fare capire agli italiani che Salvini non è un Ministro degli interni ma è solo un Ministro della propaganda, e che la sicurezza degli italiani, in verità, la trascura.

La lezione sulla differenza fra propaganda e sicurezza la danno a Salvini in molti. Ascoltiamoli.

La prima lezione a Salvini la dà una persona di grande autorevolezza: il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. Secondo il Procuratore occorre creare un gruppo di lavoro che costantemente affini strategie e scambi informazione, oltre a una massiccia presenza sul territorio delle forze dell’ordine (clicca qui). Secondariamente bisogna intervenire sul sistema sociale che è terreno fertile per lo sviluppo della criminalità organizzata.

Sono poi gli stessi sindacati di polizia a smascherare il livello demagogico delle chiacchiere del Ministro Salvini sulla sicurezza (clicca qui) facendo emergere il malumore di chi si trova in prima linea. Il ministro dell’interno si dedica alla propaganda politica, semina paura per raccogliere voti ma dovrebbe stare al ministero a lavorare invece di andare in giro a fare proclami sulla sicurezza.

Alla base di questa pessima gestione della sicurezza ci sono anche scelte politiche precise sottolinea il Segretario del PD Nicola Zingaretti (clicca qui).

Sulla sicurezza l’unica cosa concreta fatta dal Governo è la legge sulla legittima difesa che è un po’ come dire “la sicurezza fatevela voi, da soli”.

Avere abolito i soldi per le periferie, continua Zingaretti, è un altro errore madornale e produce insicurezza, cosa suggerita anche da Cafiero de Raho.

Mentre il governo Renzi-Gentiloni aveva programmato un piano finanziario di assunzioni di 7 miliardi in 4 anni Salvini ha previsto 2,5 miliardi in spalmati su 10 anni.

«Facesse qualche comizio in meno – suggerisce Zingaretti – e stesse qualche ora in più al Ministero» a lavorare sui dossier sicurezza.

L’ultima lezione la dà a Salvini il suo compagno di partito Roberto Maroni, ex Ministro dell’interno, riprendendo quanto già detto ieri da Carierò de Raho. Sul quotidiano “Il Mattino di Napoli” racconta che dopo la strage di Castelvolturno del 2008 lui stesso organizzò riunioni operative e di raccordo continue (minimo una al mese) che si tenevano in Prefettura a cui partecipavano tutte le forze dell’ordine. Un dialogo fra tutti gli organismi impegnati contro la delinquenza organizzata, un coordinamento operativo e di raccordo per rafforzare le sinergie e impedire le interferenze fra attività di prevenzione e attività di contrasto. Inutile mandare più uomini per rispondere in modo emotivo alla emergenza. Occorre organizzare una capacità di cooperazione e di coordinamento.

Quindi: Salvini vai a lavorare!

Pubblicato il 7 Mag 2019 su POLITICA NAZIONALE, sicurezza, WELFARE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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