HA SENSO O OGGI PARLARE DI PERICOLO FASCISTA? IL FASCISMO HA UN FUTURO? C’È ANCORA BISOGNO DI ANTIFASCISMO?

di David Arboit

In un articolo del 2016 lo storico Aldo Giannuli provava a rispondere alla domanda “C’è un pericolo fascista in Italia e in Europa?” (clicca qui). Analizzando le “condizioni ambientali generali” che nella storia hanno portato alla affermazione dei regimi fascisti, Giannuli arrivava alla conclusione che era estremamente improbabile la comparsa in Europa di nuovo Stato fascista.

Analisi condivisibile, ma che anche alla luce di quanto si è visto negli anni seguenti trascura a mio giudizio alcuni fatti che quantomeno suscitano domande e preoccupazioni.

La silenziosa affermazione di un certo tipo di cultura può aver costruito una base culturale per una nuova forma di fascismo? E allora non può succedere che la politica cavalchi pensieri e azioni che silenziosamente hanno già intossicato la cosiddetta società civile? Ci sono segni di un inquinamento generale della mentalità?

Peraltro lo stesso Giannuli affermava nell’articolo che «allo stato attuale ho l’impressione che il fenomeno sia, tutto sommato, sottovalutato nella sua pericolosità reale».

Con la sua opera lo scrittore Antonio Scurati mette in rilievo che occorre onestamente prendere atto che gli italiani, una grande maggioranza di italiani, a suo tempo fu francamente e onestamente fascista (clicca qui). E lo dice non per rivendicare la cosa con orgoglio, ma perché oggi più che mai è necessario fare i conti la realtà del passato: il fascismo ha avuto il consenso della stragrande maggioranza degli italiani. Come è potuto accadere? E siamo certi che non possa riaccadere? Ha il nostro paese anticorpi tali da impedire che il cancro fascista non lo infetti di nuovo? (clicca qui)

È l’ignoranza della storia, è l’oblio degli orrori prodotti dalla ideologia e dalla politica nazifascista che apre la possibilità che tra i giovani riprende piede questo cancro dell’umanità? (clicca qui) (clicca qui)

Oppure forse il radicale mutamente culturale prodotto dalla globalizzazione è terreno fertile per la malapianta. Nel mercato globalizzato dove è naturale una competizione senza esclusione di colpi, dove è naturale che la concorrenza sia guerra economica, dove è naturale che “pesce grande mangia pesce piccolo” non si afferma forse il principio fondamentale del fascismo, ossia il diritto del più forte di sottomettere e strumentalizzare, usare a suo piacimento e poi gettare nella spazzatura, scartare, il più debole?

Se si identifica la giustizia, il diritto naturale, con la forza, con il diritto del più forte di usare e sfruttare a suo comodo il suo prossimo più debole, allora valori come la solidarietà e la fraternità non sono più conformi alla giustizia, sono utopia, cioè inganno, frode e menzogna, che la debolezza mette in atto per indebolire il diritto della forza a una giusta affermazione di se. C’è insomma una visione del mondo che è organica alla cultura dello sviluppo economico proposta dal liberismo e ai progetti politici della destra fascista: il darwinismo sociale è coessenziali sia alla cultura fascista sia alla cultura neoliberista del capitalismo. D’altra parte è forse ora di guardare al Lager non più come simbolo di un progetto razzista di genocidio, ma soprattutto come simbolo di un progetto basato sul brutale sfruttamento del lavoro (fino alla morte) della persona per obiettivi di potenza, di potere economico e politico.

I segni di uno “sdoganamento” di questo ideologia vecchia ma potenzialmente sempre nuova sono numerosi osserva Luciano Canfora (clicca qui). Anche momenti che appaiono come iniziative goliardiche (Milano 24 aprile 2019 clicca qui) sono segno di un progressivo sgretolamento dell’antifascismo come elemento fondamentale dello Stato fondato sulla Costituzione repubblicana forgiata dalla Resistenza (clicca qui).

Io credo che oggi più che mai ci sia bisogno di antifascismo. L’antifascismo più profondo e veramente radicale penso sia quello di papa Francesco, un antifascismo che il papa ha dichiarato chiaramente nella via crucis di alcuni giorni fa (clicca qui1clicca qui2clicca qui3).

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Pubblicato il 25 aprile 2019 su CULTURA, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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