DISINFORMAZIONE A BUCCINASCO: ALCUNE SEMPLICI VERITÀ SULLA CURA DEI NUMEROSI ALBERI DELLA CITTÀ

di David Arboit

Spiace constatare che il signor Giorgio Marini (clicca qui), si esponga facendosi strumento, immagino incosciente, di una campagna di disinformazione strumentale montata ad arte da una opposizione che della superficialità e della approssimazione ha fatto uno stile politico. Questo il documento di cui il Marini si fa sostenitore (clicca qui).

Qual è invece la verità in proposito?

Per la scelta delle piante da insediare in via Di Vittorio, per garantire maggiore efficacia ed efficienza all’intervento, l’ufficio ha ritenuto di avvalersi di un supporto professionale adeguato. È stato quindi tramite gara scelto un professionista specializzato, con cui gli uffici hanno collaborato in tutte le fasi del percorso.

Quali sono i criteri per decidere il tipo di pianta da mettere in via Di Vittorio?

Occorre una pianta con apparato radicale idoneo. Non deve andare a interferire spaccandoli marciapiede, pista ciclabile, aiuole e reti di sottoservizi.

Occorre una pianta con chioma idonea visto che il viale è transitato da autobus (automezzi alti) che andrebbero a sbattere contro rami e fronde (come accadeva in precedenza). Una pianta con impalcato basso chioma a ombrello come le robinie non si deve assolutamente mettere.

Esiste inoltre una normativa regionale che prescrive (obbliga) di escludere dalla piantumazione un lungo elenco di alberi per vari motivi. In particolare Buccinasco è flagellata dal noto coleottero anaplophora chinensis. Era necessario mettere qualcosa che risultasse inattaccabile dal micidiale coleottero.

In una prima fase gli uffici e il professionista, di comune accordo, avevano scelto la Liquidambar styraciflua star red, varietà che è differente dalla Liquidambar styraciflua. Reperire 120 piante di questo tipo particolare (la red star) si è rivelata questione particolarmente complicata. Si è fatto ricorso a parecchi vivai, anche tenendo conto del fatto che per piantumarne 120 occorre assicurarsi che siano disponibili qualche decina di piante in più in caso di bisogno (si rompono durante il trasporto, non attecchisco e altri casi della vita). Sono state fatte richieste anche all’estero. Non è stato possibile trovare la pianta in quantità sufficiente a fare fronte alla necessità.

Di comune accordo, quindi, professionista esterno e uffici, hanno ripiegato sulla Parrotia Persica Vanessa (Iron Tree, Parrotia of Persia). La scheda tecnica firmata dall’agronomo ne definisce le caratteristiche ed evidenzia il fatto che è un albero e che può arrivare fino a 15 metri di altezza (clicca qui). Stesse caratteristiche botaniche sono esposte anche in interventi di altri comuni (clicca qui).

Quindi il signor Giorgio Marini e chi lo ha malconsigliato hanno perso una buona occasione per tacere.

Analogo pandemonio è scoppiato giorni fa attorno agli abbattimenti di via Indipendenza. Sono state abbattute 19 piante e ripiantate 20 piante. Vale la pena di chiarire prima di tutto qual è il criterio con cui gli alberi vengono abbattuti. Fatico a capire come mai ci sia chi non capisce una questione che è semplice e chiara:

1) l’Amministrazione taglia alberi malati, che rischiano di essere pericolosi;

2) la diagnosi sulle malattie delle piante la fanno degli specialisti con appositi strumenti tecnico-scientifici;

3) le piante tagliate vengono ripiantumate seguendo principi scientifici consigliati da agronomi (vedi sopra).

Come funziona lo strumento che fa la diagnosi sulla salute della pianta? Si infila un ago in vari punti della pianta e si fa partire un particolare strumento che costruisce un grafico cartesiano. Dal grafico cartesiano si deduce la salute della pianta e la sua pericolosità pubblica. È una misurazione oggettiva che non può in alcun modo essere alterata. Questa rilevazione, anche se fatta da un tecnico di parte non è alterabile, non può essere truccata.

C’è poi una apposita normativa che prescrive gli abbattimenti, e qualora tali abbattimenti non fossero fatti il Comune si prenderebbe la responsabilità di pagare eventuali danni in sede penale e civile in caso di incidente.

Pubblicato il 5 aprile 2019 su LAVORI PUBBLICI, POLITICA LOCALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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