RIPENSARE LE CORRENTI NEL PD

[ di Simone MERCURI ]

Bruxelles.
Un mese dopo il Referendum Costituzionale, fine gennaio 2017 circa, ero nella sala grande del S&D in Parlamento Europeo, in preparazione del discorso di Gianni Pittella che lanciava la sua candidatura, accolta per acclamazione da tutto il gruppo, per la Presidenza del Parlamento (poi finita male).

In quell’occasione davanti a me si presenta un ragazzo, assistente di un eurodeputato Italiano del centro/sud (non ricordo bene il nome).

Mi chiede, “vuoi entrare in <<Futura – democratici europei>>?”.

Io ingenuamente chiedo cosa fosse.

“è la corrente di Martina, se vuoi entrare bisogna fare la tessera (o dare una quota partecipativa)”, 20€, 30€ non ricordo.

Io non capivo per quale motivo un iscritto al PD dovesse entrare in qualcos’altro all’interno dello stesso PD e pagare pure per farlo.

Ma soprattutto a parte sostenere Martina (che ho sempre apprezzato come politico, meno come leader) non capivo di cosa si trattasse. C’era un pensiero dietro? Un obiettivo?

Qualche settimana prima di tornare in Italia, fine Febbraio 2017, viene una ragazza e mi chiede se voglio entrare in LaburistiDem o qualcosa del genere.

Stesse modalità.

Alla mia solita domanda, lei mi risponde “è la corrente di Damiano che sostiene Orlando“.

Rimango nuovamente perplesso.

Fino a quel momento sapevo di AreaDem, Sinistra Dem, poi sapevo dei giovani Turchi (che immagino oggi non lo siano più e che comunque potevano scegliere un altro nome), dei D’Alemiani, etc, etc..

Poi appena torno in Italia nel Marzo 2017 è il momento di FutureDem.

Devo dire che in tutta questa situazione io stesso ero un po’ confuso, e mi chiedevo gli iscritti al Pd o anche banali elettori se non lo fossero pure loro.

Ma soprattutto mi chiedevo se al di là di Orlando, Martina, Emiliano, Franceschini, ci fosse un contenuto. CONVINTO CHE CI FOSSE e che in realtà CI SIA, non capivo perché a parte Renzi si Renzi no non arrivasse altro messaggio.

Poi, a settembre 2018 vengo a sapere della nascita di Area Renzi, coordinata da Guerini.

E mi chiedo tra me ”ma come mai non era ancora nata?, c’era la corrente della Puppato e non quella di Matteo Renzi?”, sui contenuti faccio poca fatica a capire di cosa stiamo parlando.

Un’ area fortemente riformista che ha come obiettivo continuare l’azione intrapresa con il governo Renzi e Gentiloni poi, e che vuole dare battaglia al populismo nel quale vede l’unico vero nemico al Pd e al Paese.

Mi piace. Mi è sempre piaciuto dall’inizio. Questo è risaputo.

A questo punto incomincio a pensare a quante correnti ci sono: Renziani, Franceschiniani (AreaDem) Cuperliani (sinistra Dem) Orlandiani, Pittelliani, Orfiniani, Emiliani, Martiniani, Veltroniani, (I Civatiani non più) etc etc etc più tutte le sigle di altri movimenti, Left Wing, FutureDem, Eurodem, JEF, Giovani Dem, etc etc etc.

La confusione sale.

Poi arriva ottobre 2018 e il congresso ormai è apparecchiato.

I Renziani aspettano, il leader non può candidarsi perché nel partito “Democratico” se ti chiami Matteo Renzi non devi candidarti. Prendono tempo, sanno che è difficile mettere un nome che riesca a confermare il risultato di Matteo un anno fa.

AreaDem con Sinistra Dem e altre 4, 5 correnti sostengono Zingaretti.

I LaburistiDem si contano con Damiano.

Il “povero” Corallo va in solitudine, ma da adesso almeno in tanti sapranno chi è Corallo, così che chi perde un congresso in realtà lo vince in parte.

Boccia, che forse ancora non ha capito di quale partito fa parte, fatica anche ad avere gli amici di Emiliano dalla sua.

Richetti si presenta da solo con il suo modello Harambee nato anni fa.
Si propone in modo diverso da tutti gli altri, e lo fa provando a mettersi in gioco, lanciando un messaggio di cambiamento, di rottamazione, simile a quello di Renzi ai suoi inizi.
Anche lui mi piace, è anche lui figlio della Leopolda.

Martina annuncia quando annuncerà che annuncerà la sua decisione se candidarsi o annunciare una nuova data in cui annunciare se candidarsi o no. Chiaro a tutti??

Due considerazioni:

Se una corrente è un’idea di pensiero interno al Pd, allora mi piacerebbe che ognuno lo esprima e lo ribadisca fortemente prima ancora di dichiarare il padrone della corrente.

Secondo, mi piacerebbe che ognuno si candidasse e portasse a congresso la propria idea di pensieroe della propria corrente, che la mettesse in gioco.

Invece succede che alcune correnti si mettono insieme fondendo non due pensieri, ma due ELETTORATI DI CORRENTE.

Somma di voti. Corrente1 + Corrente 2 + Corrente 3 = 51%.
Per fare questo partono i sondaggi, perché a 4 mesi dal voto alla segreteria bisogna sapere che dicono i sondaggi per decidere se andare con uno con l’altro o da soli.
Oggi contano più i sondaggi che scegliere la persona più indicata.

Ecco, per concludere, credo che il problema del PD sia proprio questo.

Venti correnti Personali, e non di Pensiero, dove ogni corrente si conta e fa contare il suo peso in termini di ruoli e non di idee.

Correnti non più riconducibili o che comunque non si pongono l’obiettivo dei valori che il pluralismo democratico dovrebbe consegnarci, ma semplicemente sistemi di potere per spartire il potere.

E il pensiero di tanti, che mi conviene fare, appoggiare nuovamente Renzi? Scendere dal carro perché sta per cadere e io non voglio ritrovarmi senza un legame con chi vince e deciderà la spartizione?

Quanto meno nella corrente Renziana vedo un progetto chiaro, che guarda al paese.

Il Progetto Leopolda riformista.

A Sinistra e in AreaDem vedo in gran parte il progetto comune di eliminare il progetto Renziano, tra chi a Sinistra lo dice in modo chiaro e chi al centro lo fa dire a chi è a sinistra.

Ma la domanda che faccio io a voi è:

Ma se io penso tutto ciò, se io stesso ho confusione, se io sono il primo ad essere scocciato da questo stile di far politica, chi non è tesserato al PD che fa? Ma soprattutto, chi vota alle Europee?
La domanda è semplice, la risposta ancora di più: 4 Marzo 2018.

Le correnti ci saranno, è inevitabile e forse è anche positivo.
Deve però cambiare qualcosa.
Non devono essere lo strumento attraverso il quale filtra qualcuno, ma lo strumento attraverso escono delle proposte nuove.

Buon Congresso,
forse,

Simone Mercuri.

 

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Pubblicato il 4 novembre 2018 su PD congresso 2018, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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