NOTE DA STOCCARDA

                        Maurizio LEVA

[ di Maurizio LEVA ]

Da tre anni faccio il pendolare tra Milano/Buccinasco e Stoccarda, nel Baden Württemberg, dove lavoro come dirigente di una Società leader nella Consulenza in ambito Energia relativamente a grandi progetti finanziati dalla Banca Mondiale, dalla Banca Europea e dallo Stato Tedesco.

Quasi incredibilmente per la nostra realtà italiana a 62 anni ed alle soglie della pensione mi è stato chiesto da una Azienda con cui non avevo rapporti professionali diretti durante la mia attività a Milano (sono stato un dirigente ABB) di trasferirmi in Germania ed iniziare una nuova avventura lavorativa. Lo dico perchè parliamo di uno dei punti importanti che divide l’Italia dalla Germania.

In Italia si parla di generazioni e di età, in Germania si guarda alla competenza ed alla funzionalità delle persone al raggiungimento degli obiettivi. Un modo per rafforzare le Aziende e la Nazione.

Il nostro grande Paese, invece, unico al mondo per Bellezza e Storia da anni scivola su una china di cui non si intravede la fine.

Un declino a cui ritengo contribuisca chi si propone al governo del pubblico facendolo principalmente per costruirsi un futuro a livello personale invece di pensare alla comunità.

Chi ha di queste ambizioni dovrebbe dedicarsi al privato investendo le idee, capacità e soldi in proprio invece di gravare sulla collettività.

L’impegno politico infatti è uno slancio ideale di persone che sentono il bisogno di incidere sul futuro del mondo. Normalmente questo avviene in giovane età ed il vero politico sarà quello capace di mantenere questo slancio sino in età adulta come ci insegnano i Padri Costituenti della nostra Repubblica.

Il declino che viviamo lo vedo anche nella continua contrapposizione di individui che si pavoneggiano nelle proprie parole e atteggiamenti. Ancora un modo per affermare il proprio io a discapito degli interessi collettivi.

Traspare evidente dall’estero vedendo i dibattiti televisivi finalizzati di fatto solo agli spot pubblicitari tra un intervento e l’altro.

Il confronto politico di fatto è diventato una perenne campagna elettorale basata su slogan e affermazioni indimostrate e spesso indimostrabili. Tutti nemici di tutti a rimarcare le differenze invece di andare alla ricerca dei punti comuni. In democrazia la politica non è Guerra ma confronto di idee che aiutino i cittadini a comprendere la realtà e scegliere per il meglio del Paese.

Non vorrei apparire nostalgico ma quanto mi manca la Tribuna Politica che i nostri figli non sanno cosa sia. Un leader, tanti giornalisti e personalità di diverse idee politiche che si confrontano senza filtri consentendo di fare emergere competenza e “verità”.

Un altro punto è la nostra cara e grande Europa. Settant’anni di pace non sono un regalo perpetuo. Si tratta di una condizione che dobbiamo saperci meritare e conservare garantendo un continente coeso in termini economici, fiscali e di politica generale, dagli esteri alla difesa stessa. Di fronte alla crisi dell’Europa non si deve distruggerla ma rafforzarla!

Dobbiamo essere forti nel rivendicare il nostro diritto a poter incidere sul nostro destino e del mondo intero non lasciandolo alle altre potenze mondiali.

Questa sarà l’unica strada che potrà garantire a tutti ancora un futuro di pace estendendolo anche alle aree che non l’hanno ancora conosciuta.

La pace però non viene da sola, quindi occorre occuparsi con politiche concrete del benessere economico della gente e qui risiede il punto focale del nostro operare come Democratici Europei.

Come? Promuovendo ogni iniziativa che favorisca il lavoro: modernizzazione del paese, semplificazione burocratica, riconoscimento del merito e anche del demerito, trasparenza, lotta alle rendite di posizione ed al malaffare, contrasto all’evasione fiscale. Il tutto sempre sotto la bandiera del sostegno a chi è più debole .

In altre parole accoglienza regolata, solidarietà e integrazione.

Questa è la strada che ci consentirà di uscire dal pantano e di lasciare una strada tracciata ai nostri figli.

Buon lavoro a tutti noi e Viva il Partito Democratico Unito!

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Pubblicato il 17 Mag 2018, in POLITICA NAZIONALE con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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