Archivio mensile:aprile 2018

LA CRISI DEL PARTITO DEMOCRATICO: CHE FARE?

di David Arboit

Arroccamento, irrilevanza, Aventino, termini ricorrenti in queste settimane dopo le elezioni e che mostrano con evidenza da un lato uno stato confusione mentale, d’altro lato un tirare per la giacca i dirigenti del Pd a favore di un preciso progetto politico. Ampiamente sostenuti e amplificati dai burattinai della opinione pubblica nazionale, alcuni noti esponenti del Partito Democratico mostrano chiaramente di non avere colto la lezione che nasce dai risultati elettorali del 4 marzo 2018. Che fare? Leggi il resto di questa voce

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CRISI POLITICA ITALIANA: L’IMPORTANTE È INFORNARE, NON IMPORTA CHE COSA O CON CHI

di David Arboit

Sfiducia, amarezza e grande pessimismo nel commento di Biagio De Giovanni pubblicato ieri su “Il Mattino” di Napoli. Sono passati più di quaranta giorni dalle elezioni e stiamo assistendo al peggiore tra i “teatrini della politica” mai visti in Italia. Il volto nuovo della nuova classe dirigente appare vecchio, anzi stravecchio e soprattutto capriccioso e inconcludente. Leggi il resto di questa voce

CRISI POLITICA ITALIANA: PER ORA NESSUNA SOLUZIONE

di David Arboit

Crisi di Governo: ad oggi buio pesto. Non esiste una maggioranza parlamentare, e non pare ci siano le condizioni per crearne una. I veti e le pretese incrociate dei vincitori rendono la situazione senza uscita. Si alzano i toni e le vie del dialogo sembra che per ora si chiudano. Scelta soltanto tattica in vista delle elezioni regionali di fine mese? I vincitori ci fanno o ci sono? Dove andremo a finire? Quando e come si sbloccherà la situazione di stallo? Leggi il resto di questa voce

LE RAGIONI POLITICHE CHE IMPONGONO AL PARTITO DEMOCRATICO DI RESTARE ALL’OPPOSIZIONE

di David Arboit

Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio dice che «Anche il Pd è chiamato a scegliere. Scegliere se seguire la linea di Renzi, che per fare un dispetto al Movimento 5 Stelle vuole lavarsene le mani dei problemi del Paese, o la linea di chi invece vuole contribuire a lavorare per i cittadini.» Argomento debolissimo e demagogico: secondo Di Maio sono l’invidia e il rancore generato dalla vittoria di M5S e dalla sconfitta a motivare le scelte del Partito Democratico. È un insulto, l’ennesimo insulto, un insulto alla nostra intelligenza politica e al senso di responsabilità verso l’interesse generale del Paese dimostrato dal PD con scelte faticose e a volte impopolari. La scelta di non partecipare al prossimo governo poggia su ragioni politiche solidissime ed evidenti, che la propaganda e la guerra psicologica a cui sono sottoposti quelli del PD non possono e non devono offuscare. Leggi il resto di questa voce

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