IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA

di David Arboit

Famosa battuta semiseria di Giulio Andreotti: «Il potere logora chi non ce l’ha». Fu questa la risposta secca al giornalista che gli chiedeva più o meno: “decenni di governo DC non è che per caso hanno logorato la qualità morale e politica della vostra classe dirigente”? Pare che comunque la battura non sia di Andreotti ma di un altro politico famoso e di lunga durata: il celebre francese Charles Maurice de Talleyrand-Périgord. Ma che c’entrano questi due oggi?

Ad Andreotti va il pensiero mentre si osserva il Movimento 5 Stelle che ora ha fretta di andare al potere. “Ora o mai più” sembra essere il motto di M5S: “Andiamo a comandare”. Se è questo l’orizzonte allora è chiaro che bisogna scendere a compromessi. E così sia. E così sarà, statene certi.

Stesso ragionamento, per altre ragioni, lo fa la Lega di Salvini. Anni di patimenti per un ruolo di comprimari all’ombra del Caimano, ma adesso basta: adesso comandiamo noi, e tu stai lì buono e non rompere. Acconciati.

Ad Andreotti va il pensiero mentre si osservano alcune frange del Partito Democratico che dopo il dramma della batosta elettorale hanno come preoccupazione il fatto di non giocare più un ruolo di potere, dell’essere fuori dai giochi di potere. Dice “non dobbiamo fare la scelta dell’Aventino”, dice “non possiamo condannarci all’irrilevanza” e allora la conseguenza di questa retorica governista sono improbabili e ridicoli tentativi di “rientrare in gioco” di potere. Per quanto riguarda gli equilibri interni del Pd vale identica la frase già scritto sopra ma cambiando il nome; mi cito “Anni di patimenti per un ruolo di comprimari all’ombra di Matteo Renzi, ma adesso basta: adesso comandiamo noi, e tu stai lì buono e non rompere. Acconciati.”

Attenzione però, perché il potere logora anche chi ce l’ha. «Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, di quel securo il fulmine, tenea dietro al baleno» scrive Alessandro Manzoni nell’ode “Cinque maggio” in memoria di Napoleone Bonaparte, per ricordare la rapidità fulminea con cui lui, sia in guerra sia in politica, concepiva un piano e lo metteva in atto. Che siano state proprio la rapidità, la fretta, quelle che hanno tradito e logorato rapidamente Napoleone Bonaparte?

Pubblicato il 26 marzo 2018 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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