CONFERENZA DEI VESCOVI ITALIANI: LA CHIESA «NON È UN PARTITO E NON STRINGE ACCORDI CON ALCUN SOGGETTO POLITICO»

di David Arboit

Il presidente della CEI Gualtiero Bassetti ha aperto con la sua prolusione (clicca qui il discorso integrale) la sessione invernale del Consiglio permanente dei Vescovi italiani soffermandosi sui temi di maggiore attualità. Si espresso anche sulla situazione politica italiana e sulle imminenti elezioni precisando che la Chiesa «non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico». La Chiesa ha come obiettivi il dialogo con tutti e lo sviluppo integrale dell’uomo, due propositi che «costituiscono il nostro orizzonte di riferimento». E per favorire lo sviluppo integrale dell’uomo che fare?

Se la politica è aver cura del bene comune, allora vale la pena – continua Bassetti – che la Conferenza episcopale italiana si esprima su «un orizzonte di idee e proposte che vogliono essere un contributo fattivo e concreto alla discussione pubblica».

No al razzismo È «immorale speculare sulle paure della gente: al riguardo, bisogna essere coscienti che quando si soffia sul fuoco le scintille possono volare lontano e infiammare la casa

comune, la casa di tutti». E per alimentare la paura bisogna in genere fare disinformazione (clicca qui). È necessario impedire che la cultura della paura si trasformi in xenofobia, alimentata da «discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente». Ma dopo una brevissima fase di pentimento il candidato leghista Attilio Fontana ritorna a giocare con le parole (clicca qui). Fa parte della vocazione profonda della Chiesa, che è obbedienza al Vangelo, prendersi cura dei poveri, degli scartati e degli sconfitti dalla storia, anche quelli stranieri, e quindi «ogni cristiano è chiamato ad andare verso di loro con un atteggiamento di comprensione e compassione».

No alle promesse facili È «immorale lanciare promesse che già si sa di non riuscire a mantenere» (clicca qui).

La vocazione politica La politica è «una vocazione, una missione e non un trampolino di lancio verso il potere».

In vista delle prossime elezioni Bassetti indica tre priorità.

Lavoro e giovani «Il lavoro è dunque una priorità ma è soprattutto una vera emergenza sociale. Un’emergenza resa ancora più impellente dai dati relativi alla disoccupazione giovanile.»

Famiglia «Se si fermano le famiglie, si ferma il motore sociale del Paese. Smette di battere il cuore della società. È necessario ripeterlo con forza: è urgente e doveroso aiutare, curare e sostenere, in ogni modo possibile, le famiglie italiane.»

Scuola Nella scuola «si gioca la partita decisiva del percorso formativo dei nostri ragazzi. Di questa scuola sono parte integrante e qualificata le scuole pubbliche paritarie, ancora in attesa dell’adempimento di promesse relative a sostegni doverosi, da cui dipende la loro stessa sopravvivenza».

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Pubblicato il 25 gennaio 2018 su CULTURA, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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