#BUCCINASCO: CONSIDERAZIONE DI UN SINDACO EMERITO SU VIA DI VITTORIO

[ di Giambattista MAIORANO ]

Bella e partecipatissima assemblea quella di lunedì 23 scorso su via Di Vittorio. Ho voluto esserci non tanto come ex amministratore e sindaco di questa città quanto come cittadino interessato alla cosa pubblica. Ho avvertito subito gli umori e condiviso per tanti aspetti dubbi e perplessità. Chiaro che di fronte all’eliminazione di tutti alberi perché malati ci sia chi teme che un viale alberato diventi un deserto di cemento ci si interroghi e si chiedono delucidazioni. Altra cosa è mescolare le esigenze di chiarezza alla polemica politica. E tra i polemici dell’opposizione uno in particolare lascia il segno per la sfrontatezza che esibisce tranquillamente.

Intanto dico subito che la preoccupazione sul futuro profilo che acquisterà la via più bella (forse ma anche no) di Buccinasco, per i residenti è legittima e direi doverosa. A prima vista ragionevole l’idea di chiedere che la strada rimanga alla fine della ristrutturazione come è adesso. È quindi del tutto comprensibile l’agitazione di chi teme la completa sparizione del verde e degli alberi ad alto fusto, la riduzione drastica dei parcheggi, l’eliminazione delle ciclabili, lo spostamento del trasporto pubblico.

A queste preoccupazioni hanno cercato di rispondere i due tecnici del Comune che hanno preso la parola durante l’assemblea. Ho trovato le esposizioni dei due tecnici intervenuti abbastanza puntuali. Proteste e brusii non sono però cessati perché la materia è complessa e difficile da spiegare e perché c’è stato chi ha seminato zizzania e disinformazione.

Alcuni più che a cuore l’assetto della strada ed il bene dei cittadini, hanno tentato di trasformare la serata in inutile quanto strumentale gazzarra intorbidando, come d’abitudine, le acque. Brilla su tutti per la cura di questo secondo fine il sig. Simone Bicocchi. Non è un emerito sconosciuto sul territorio. È invece un operatore molto noto non solo per aver per tanti anni lavorato per la pubblica amministrazione, ma per essere perfino lo stesso che ha provveduto al taglio dei primi 39 alberi nel 2009 sulla base dell’analisi fatta da un esperto del ramo quale il dr. Simone Maggi. Il signor Bicocchi è il medesimo che ha richiesto e prodotto nel novembre dello stesso anno (per intesa contrattuale dopo aver vinto l’appalto del verde) l’ulteriore analisi sul resto delle piante di via Di Vittorio e non solo. E, per ultimo, il signor Bicocchi è lo stesso operatore, guarda caso, che ha realizzato la pista ciclabile lungo la strada che porta a Gudo Gambaredo giudicata dal tecnico responsabile dell’epoca del nostro Comune regolarmente eseguita.

Conoscendo il signor Bicocchi perfettamente il contenuto dell’analisi sugli alberi di via Di Vittorio, ed avendo lavorato intensamente quale privilegiato interlocutore con gli uffici, in particolare con il suo responsabile, avrebbe potuto, ancor prima dell’avvento dell’Amministrazione Maiorano, sollecitare interventi risolutivi per i pericoli che in ogni momento avrebbero potuto causare danni irreparabili. E invece … Nulla di nulla! Silenzio! È passato Cereda come sappiamo, è passato il Commissario Iacontini (15 mesi), è passato pure Maiorano. Tutti questi indistintamente indifferenti rispetto a responsabilità civili e penali? Non è banale la domanda. Tutti superficiali? Non credo proprio. Oppure piuttosto potrebbe invece essersi verificata una sottovalutazione da parte del funzionario a capo dell’Ufficio tecnico, una mancata sollecitazione in maniera ferma e determinata di un intervento urgente da iscrivere e prevedere in bilancio? E se fosse che il documento sia insomma rimasto sepolto in un cassetto e qualcuno, il proprietario del Cassetto nell’ufficio tecnico, lo abbia dimenticato? È non è banale il fatto che la responsabilità dell’intero Settore Tecnico sia stato di uno stesso funzionario tecnico sino al marzo 2014. Come non è banale che il rapporto tra Bicocchi e il funzionario tecnico sia rimasto saldo anche dopo ed anzi curiosamente più intenso vista la frequentazione con l’ufficio al quale accedeva in qualsiasi ora nonostante non ci fossero più rapporti ed incarichi espletati. O meglio sì, rapporti avrebbero dovuto essercene ma in conseguenza della denuncia sull’ammaloramento riscontrato sulla pista ciclabile di Gudo. Criticità rilevate a poca distanza dal rilascio dalla certificazione di regolare esecuzione, da parte del suddetto tecnico, e che il perito del Tribunale ha determinato in 272.000, sì 272.000 euro di danni che mai nessuno rifonderà alla collettività.

Qualcuno sarà indotto a questo punto a chiedermi: come mai? L’azienda di cui Simone Bicocchi era il legale rappresentante, la Green System di viale Europa a Cusago, è stata dichiarata fallita nella primavera del 2016. Il Comune ha immediatamente richiesto l’iscrizione al passivo per una cifra ancora stimata ma inferiore a quella successivamente fissata dal Tribunale che, per altro, aveva convocato il Bicocchi resosi tuttavia contumace giusto per avvalorare le sue tesi. La curatela fallimentare ha respinto la prima richiesta, ma nulla ha potuto rispetto alla perizia del Tribunale salvo iscrivere la cifra più bassa. Ne verrà fuori qualcosa? Non illudiamoci. Il patrimonio è tale da garantire forse i crediti privilegiati. Come si dice: … cornuti e mazziati!

Al danno si aggiunge la beffa. Come nelle favole, l’azienda è risorta sotto altro nome. Non più Green System, ma New G.S. dove G.S. non sta per supermercati alimentari. Che grande fantasia! È un po’ come le scatole cinesi: stessa attività, stessa sede. Cambia però il rappresentante legale e, salvo modifiche recenti alla visura camerale, il Bicocchi figura solo come responsabile tecnico. Interessante no?

È un fatto comunque che dopo il marzo del 2014 il nuovo funzionario responsabile dell’ambiente ha recuperato la documentazione sugli alberi pericolosi e ha informato dello stato di fatto di quella strada i politici. È quindi il partito il percorso per rimediare.

Ritornando alla conformazione della strada si può evidentemente dire che la soluzione proposta dai progettisti non è il progetto ideale, perché non prevede la ripiantumazione di tutti gli alberi. Ma è quello realizzabile nella condizione data. È comunque gradevole, recupera il profilo e la prospettiva alberata, lascia inalterato il numero dei parcheggi, adegua il calibro stradale alla normativa in vigore garantendo il passaggio dei mezzi pubblici, conserva la pista ciclabile. Questa conclusione a fine serata mi è parsa la più ragionevole. Al di là di qualche intemperanza, i presenti, anche se a denti stretti, hanno compreso e l’hanno realisticamente accettata respingendo i casuali interessi di parte sollevati dal signor Bicocchi e dalla sua Lista Buccirinasco con la goliardica trovata dell’annuncio funebre e che ha visto purtroppo accodarsi il faro dei penta stellati.

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Pubblicato il 27 ottobre 2017, in BUCCINASCO con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Sindaco Maiorano,
    a casa nostra il giardiniere faceva il giardiniere,
    non si permetteva di fare osservazioni sui cappellini delle signore !

    Mio padre da ragazzo nel 1945 faceva il ciabattino …
    Io invece sono cresciuto “imparato”, sono un finissimo latinista !

    “Sutor, ne ultra crepidam”
    Ciabattino, non [andare] oltre le scarpe !

    F

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