DOMENICA PROSSIMA FARO’ UNA SCELTA DI BUON SENSO: NON VOTERO’

[ di Stefano Parmesani ]

Parliamoci chiaro, ho sempre votato perché credo nella democrazia. Ma diversi sono i motivi che mi terranno lontano dal referendum del 22 ottobre di Lombardia.
Il referendum è superfluo, inutile e costoso (si calcolano oltre 55 milioni di spesa). Anzi non è inutile; è utile alla sola propaganda della Lega di Salvini e Maroni.

Avete provato a leggere il quesito? Una frase del testo referendario recita: “Volete voi lombardi PIU’ autonomia ai sensi della Costituzione vigente?”
Ma certo, chi non vorrebbe più autonomia…? E’ come chiedere ai bambini: “vuoi bene alla mamma”?
Forse non tutti sanno che se anche vincesse il sì al Referendum per l’Autonomia indetto in Regione Lombardia, non cambierebbe nulla! Già oggi è possibile sedersi al tavolo con il Governo per chiedere l’applicazione degli articoli 116 e 117 della Costituzione, che afferma che le Regioni che hanno mostrato una buona capacità amministrativa e di gestione di bilancio possano ottenere maggiori competenze di quelle che già gli vengono riconosciute. Alcune Regioni, tra cui l’Emilia Romagna, lo stanno già facendo.Quindi, Presidente Maroni, ciò significa che la procedura per richiedere l’autonomia poteva essere avviata qui in Lombardia anche senza referendum? La risposta è una: certo che sì.

Allora per quale motivo, Presidente Maroni, ci svegliamo al termine del mandato per parlare di autonomia? Per quale motivo, pur governando la Regione dal 2013, il referendum viene proposto alla vigilia delle elezioni regionali 2018 inventandosi di passare da un referendum consultivo NON richiesto dallo Stato? Per quale motivo, se proprio non potevamo farne a meno di questo referendum, la Regione Lombardia non ha proposto di utilizzare un’unica data per la tornata elettorale accorpando il referendum con le elezioni regionali e politiche della prossima primavera?
Perché spendere 55 milioni per un referendum che non era obbligatorio celebrare? Presidente Maroni non era più utile utilizzare questi denari dei lombardi per eliminare o ridurre i ticket sanitari o per servizi utili alle famiglie in difficoltà?

Ok, risponderanno che attraverso il referendum la Regione chiede agli elettori il parere in relazione al quesito stampato sulla scheda, per regolarsi di conseguenza sul piano istituzionale…
Voglio ripetermi. Se anche vincesse il sì al Referendum per l’Autonomia indetto in Regione Lombardia, non cambierebbe nulla.  Il giorno dopo si potrà comunque aprire il Tavolo con il Governo (referendum si, referendum no) sia che siano andati pochi o tanti lombardi a votare.

Io non andrò a votare, non voterò perché non voglio essere complice di una politica opaca e furba. Per questa ragione non andare al voto è una risposta di buon senso e una scelta politica.

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Pubblicato il 16 ottobre 2017, in LOMBARDIA, Pd, POLITICA LOCALE con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/12/referendum-lombardia-il-pd-si-divide-segretario-voto-evitabile-e-costoso-ma-sala-confermo

    Ciao Stefano…..Sala e Gori la pensano diversamente da te….!!

    L’unica cosa certa è che voi del PD sapete bene come essere sempre divisi……mai una volta che riuscite ad avere una linea univoca…….siete un fenomeno da studiare…..!!

    P.S.
    Le motivazioni da te addotte…il Referendom è inutile e costoso…fanno difetto all’intelligenza dei cittadini che andranno a votare…anche quelli del PD amici tuoi…….

    P.S. 2
    Io se non andrò a votare …non ci andrò per un motivo molto più serio del tuo….
    io all’autonomia preferisco una bella SECESSIONE…..
    hai ben presente i CATALANI SECESSIONISTI ???……ecco UGUALE….!!!!! Stammi bene….

  2. “La sostanza è che tanta gente, soprattutto in Veneto, ha votato per dare un messaggio”, ha scritto il segretario Pd su Facebook, “E il messaggio non è la deriva catalana o la secessione padana come chiedono pochi invasati. Il messaggio è serio: si chiedono più autonomia e più efficienza, maggiore equità fiscale, lotta agli sprechi a livello centrale e periferico. Non è un caso che nel solo Veneto ieri abbiano detto Sì 900mila persone in più di quelle che hanno votato Lega Nord e partiti autonomisti alle regionali del 2015”.

    Per questo per Renzi bisogna “prendere atto che in Italia esiste una gigantesca questione fiscale”. Così è pronto a salire sul carro dei vincitori e appoggiare una riforma. “Ridurre la pressione fiscale: questa è la vera priorità”….

    P.S.
    Mister 80 euro ha scoperto oggi che esiste una gigantesca questione fiscale…….e fra non molto scoprirà anche il reale numero degli “invasati”….

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