ADELMO MANTEGARI: LA SOBRIETA’ FATTA PERSONA

di Giambattista Maiorano

La notizia della sua scomparsa mi ha raggiunto in Trentino qualche minuto dopo la sua morte. Se n’è andato un amico, un amico e un compagno speciale, in qualche modo un maestro di rara sobrietà pur in un costante impegno civile all’interno del quale non manca la tentazione di apparire.

Adelmo Mantegari non ha mai amato l’ostentazione. Lavorava sodo, in silenzio, consapevole delle insidie dell’eccesso di esposizione e del chiasso. Agiva confrontandosi con intelligenza, dispensando consigli, invitando amici e compagni al senso della misura. Proverbiale la sua mitezza. Mai una volta che abbia perso le staffe o sopra le righe. Per questo era stimato ed invidiato da chiunque abbia avuto modo di conoscerlo, di frequentarlo, di operare insieme.

La nostra conoscenza risale al lontano 1982, l’anno successivo al mio stabilire la residenza a Buccinasco. Con Adelmo ho condiviso la passione civile che ci ha spronati a proseguire l’impegno politico nel solco della storia del cattolicesimo democratico all’interno della Democrazia Cristiana e, sequenzialmente, Partito Popolare, Margherita, Comitati Prodi, Ulivo ed infine Partito Democratico di cui risultiamo essere entrambi tra i fondatori.

Nel campo più squisitamente sociale, la nostra comune appartenenza alla comunità cristiana e il nostro essere pienamente inseriti nel mondo del lavoro ci hanno portati a costituire a Buccinasco un Circolo Acli, quello di via Marzabotto dedicato a don Primo Mazzolari. Obiettivo: la messa in cantiere di uno strumento anche culturale di attenzione verso la realtà del lavoro in profonda e continua trasformazione. Particolarmente forte in quel momento, per molti aspetti ancora oggi, l’elevato rischio di perdita di senso e di dignità del soggetto lavoratore sempre meno attore all’interno del processo produttivo e sempre più sacrificato all’indifferenza per il capitale umano. Quante volte ci siamo chiesti se fosse necessario fare da megafono alle preoccupazioni ed agli inviti delle encicliche papali sul lavoro ed alle sollecitazioni pastorali del card. Martini circa il riconoscimento del diritto della persona e di rispetto della sua dignità. La nostra risposta sapeva di azzardo e di scommessa in un contesto di ampio scetticismo. Ce l’abbiamo fatta e l’impresa è andata avanti negli anni con iniziative mirate e l’impegno a realizzare ed organizzare un punto di riferimento per il territorio attraverso l’azione del patronato sociale affidandoci alla nostra ed alla disponibilità dei tanti volontari succedutisi nel tempo che hanno sacrificato gratuitamente il loro tempo libero. Se oggi il circolo c’è, funziona e rende un utile servizio alla popolazione, gran parte del merito va riconosciuto alla cocciutaggine e all’abnegazione di Adelmo.

Schivo com’era, se leggesse queste cose mi rivolgerebbe certamente un rimprovero. E tuttavia non potevo esimermi dal tracciare un profilo per ricordarlo e ringraziarlo. Ringraziarlo anche per la vicinanza che mi ha dimostrato nella mia esperienza di consigliere, assessore e poi sindaco di questa città.

In oltre trentacinque anni di comune esperienza tanti gli aneddoti e tantissime le cose che si potrebbero dire. Si corre il rischio, particolarmente nei momenti così vicini al decesso, di esagerare ed enfatizzare e questo sarebbe veramente una sorta di affronto. Voglio invece rispettare quel suo innato desiderio che lo portava naturalmente a ritrarsi incarnando il vecchio e saggio detto del “fai il bene e scordati, fai il male e pensaci!”

Ecco, se ciascuno, ad iniziare da me, si portasse via solo un briciolo di questa modalità di comportarsi, non ho dubbi che la società ne ricaverebbe un grande beneficio.

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Pubblicato il 14 ottobre 2017 su Pd, POLITICA LOCALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Ho avuto l’occasione e il piacere di parlare tante volte con lui di politica. Oggi un uomo come lui è tanto raro quanto prezioso perché capace di vivere la sua grande passione politica e sociale in modo esemplare, nel modo migliore, cioè con intelligenza, nel nome della verità, umilmente e con discrezione. Un esempio per tutti, da tenere sempre a mente in un mondo in cui la politica è guidata dal narcisismo parrosistico e praticata con l’utilizzo sistematico della menzogna.

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