OTTAVIO BALDASSARRE: MI CANDIDO PERCHÉ NON È VERO CHE IL BILANCIO DEL COMUNE DI BUCCINASCO È SEMPRE STATO GESTITO BENE

di Ottavio Baldassarre

Illustrerò, cercando di semplificare al massimo per i non addetti ai lavori, un insieme di dati numerici che riguardano il Bilancio del Comune di Buccinasco. Il cittadino di Buccinasco deve essere adeguatamente informato per essere in grado di esprimere un giudizio. Analizzando i dati verrà sfatato un luogo comune che tutte le parti politiche, anche la nostra maggioranza, hanno diffuso sbagliando; il luogo comune errato è il seguente: “Buccinasco è stata sempre amministrata bene dal punto di vista della gestione delle risorse finanziarie”. Se è vero che il Comune non è fortunatamente in dissesto e non è gravato dai debiti, non è vero che tutte le Giunte hanno dato prova di buona amministrazione finanziaria.

Per capire è necessario dare alcuni concetti sulla contabilità pubblica.

  1. Il bilancio (di previsione e consuntivo) ha come scopo prevedere e poi gestire i fatti amministrativi dell’Ente locale sotto l’aspetto finanziario. È questa la ragione per cui nel documento si classificano i movimenti amministrativi effettuati nell’anno con i termini “Entrate” e “Uscite”. Dal consuntivo 2016 la contabilità finanziaria è stata integrata dalla c.d. “Contabilità economica” (utilizzata nel settore privato) che analizza i fatti amministrativi sotto l’aspetto economico mediante la classificazione in “Ricavi” e “Costi”.
  2. Il bilancio pubblico si compone di quattro aree, di cui due rappresentano le entrate e due le uscite:
  • le entrate si suddividano “in parte corrente” e “in conto capitale”.
  • le uscite si suddividono “in parte corrente” e “in conto capitale”.

Semplificando: la parte corrente registra i flussi di denaro impiegati per i costi di gestione del Comune; il conto capitale registra i flussi di denaro impiegati per gli investimenti.

Il principio fondamentale a cui ci si deve attenere per avere una corretta e sana gestione è quello di pareggiare i conti, cioè di trovare l’equilibrio tra le entrate e le spese sia della “parte corrente” sia del “conto capitale”.

Sulla base di quanto brevemente esposto si effettuerà una analisi dal 2008 al 2016. I dati sono rilevati dal sito SIOPE del Ministero delle Finanze.

Entrate e spese complessive dal 2008 al 2016

Si evidenzia, in valore assoluto, il totale sia delle entrate sia delle spese e la loro notevole riduzione in tale arco di tempo. È il risultato della politica del Governo di contenimento della spesa (c.d. spending review”) che inizia a produrre i suoi effetti a partire dal 2011.

Il grafico rappresenta la dimensione complessiva dei movimenti finanziari in entrata ed in uscita nell’anno, e tiene conto anche dei movimenti delle partite di giro che non riguardano in senso stretto la gestione dell’ente. Si nota la importante diminuzione dei flussi finanziari del Comune a partire dal 2009 (da € 35. milioni circa ad € 21.000 circa).

Entrate e uscite di parte corrente

Evidenzia la parte gestionale di maggior rilievo per il funzionamento istituzionale dell’ente. È interessante notare come la gestione dal 2008 al 2011 presenti saldi negativi, la qual cosa sta a significare che le spese per la gestione del Comune hanno superato le entrate correnti creando un disequilibrio che impoverisce l’ente. Vedremo poi come è stato fronteggiato tale scompenso dalla precedente amministrazione politica.

  • Figura 2 (clicca qui): Entrate tributarie, contributi e trasferimenti, extra tributarie, alienazioni, trasferimenti di capitali, riscossioni di crediti. Uscite spese correnti, spese in conto capitale, spese per rimborso prestiti.

Analizzando il periodo successivo dal 2012 al 2016 si nota come le entrate correnti abbiano sempre permesso di coprire le spese correnti creando anche dei saldi positivi. Ecco i numeri della virtuosità che ci è stata riconosciuta.

Entrate tributarie, extra tributarie e da trasferimenti

Rappresentano le tre tipologie di entrata che consentono di far fronte alle spese correnti.

Le entrate tributarie evidenziano una sostanziale costanza dal 2011 al 2016 dopo che era stato effettuato l’aumento delle aliquote tributarie del 2011 deliberato dal Commissario prefettizio. Sino al 2010 nulla era stato fatto per paura di perdere il consenso, ma questo creava uno squilibrio nel bilancio al quale si faceva fronte, come già detto, con scelte politiche sbagliate (impiego delle entrate in conto capitale).

• Figura 4.1 (clicca qui): Entrate tributarie/spese correnti

Le entrate extra tributarie evidenziano lo sforzo compiuto dal 2012 al 2016 per cercare di migliorare qualitativamente i servizi a domanda individuale e nel contempo ridurre i costi.

• Figura 4.2 (clicca qui): Entrate extra tributarie/spese correnti

I trasferimenti dallo Stato dimostrano che la volontà del Governo centrale di rendere autonomi gli enti locali si è realizzata, e questo è dimostrato dalla quantità sempre più modesta di trasferimenti rispetto al passato. Clamorosa è la sproporzione, ben evidenziata dal grafico, tra quantità della spesa corrente e trasferimenti dal Governo centrale.

• Figura 4.3 (clicca qui): Entrate da contributi e trasferimenti correnti/spese correnti

Entrate e spese in conto capitale

Il prospetto è molto interessante perché evidenzia come le entrate in conto capitale, che dovrebbero essere sempre destinate agli investimenti, nel periodo 2008-2011 siano state parzialmente e in misura rilevante utilizzate per coprire il disavanzo della parte corrente.

  • Figura 5 (clicca qui): Entrate da alienazioni, da riscossione di capitali e da riscossioni di crediti, da accensione di prestiti; Spese in conto capitale

Una scelta politica che comporta effetti dannosi per la collettività perché per coprire le spese di funzionamento dell’Ente si utilizzano entrate prevalentemente da oneri di urbanizzazione che dovrebbero essere destinati a nuovi investimenti. Non si ha la capacità di ridurre la spesa corrente oppure di aumentare i tributi locali per non scontentare la cittadinanza.

I numeri indicano che si verifica il fenomeno inverso nel periodo 2012-2016. Terminano le entrate da oneri e si registra quindi la riduzione drastica di tale voce a seguito della crisi che coinvolge il settore immobiliare. Questo fenomeno non è solo presente nel nostro Comune ma interessa l’intera economia nazionale.

La attuale Giunta di Centrosinistra, però, realizza lo stesso delle spese in conto capitale (quelle ritenute più urgenti e necessarie) anche utilizzando l’eventuale avanzo di parte corrente.

Ultima cosa interessante che va evidenziata è che non abbiamo chiesto prestiti, cioè finanziamenti o mutui. Questo è un fatto positivo perché non fa gravare sulla parte corrente le quote per capitali e interessi, ma può anche essere visto come un limite, cioè come incapacità degli amministratori di utilizzare il credito per fare investimenti. Occorre però tenere conto del fatto che la riduzione dei trasferimenti statali impone saggezza e prudenza: prima di rischiare indebitandosi occorre mettere a punto il nuovo equilibrio finanziario dei Comuni visto che lo Stato non dà e non darà più contributi.

Una riflessione sul periodo 2012-2016

Dopo avere presentato questi dati sintetici riguardanti il nostro Comune, farò una riflessione sul periodo 2012-2016. L’intervallo temporale analizzato si presta a una facile lettura:

1) gestione della parte corrente molto positiva e questo lo si rileva dal raggiungimento dei seguenti due obiettivi principali:

  • una attenzione alla spesa corrente con interventi che hanno portato a una riduzione senza andare a peggiorare i servizi a favore del cittadino; tutto questo è avvenuto rispettando gli inviti o le imposizioni legislative in materia di finanza locale;
  • mantenimento di un carico fiscale costante nell’arco temporale di riferimento; questo comportamento ha permesso al cittadino di avere certezza tributaria rendendo più agevole il rapporto di collaborazione con l’ente;
  • verifiche sul corretto comportamento tributario dei cittadini da parte dell’ufficio tributi; questo impegno professionale ha portato nel periodo un recupero di oltre un milione di euro;

2) la gestione in conto capitale è possibile solo se vi è una copertura nell’entrata in conto capitale:

  • le entrate da oneri di urbanizzazione sono mancate perché, tenendo conto della situazione di crisi del settore immobiliare, gli operatori non hanno compiuto alcun intervento;
  • il calo degli investimenti ha interessato tutti gli enti locali e in particolare in Lombardia si parla di una riduzione di oltre il 40% rispetto al periodo antecedente il 2012.

L’avanzo di amministrazione e il fondo di cassa

Volutamente presento un ultimo prospetto che espone l’avanzo di amministrazione e il fondo di Cassa dal 2011 al 2016. Sono due dati numerici che si sono fortemente incrementati. La loro attuale dimensione, che è andata sempre in crescendo, mi consente di affermare che chiunque governerà il nostro comune nella prossima legislatura si troverà in una situazione molto più facile rispetto a quella incontrata dall’attuale Giunta e questo consentirà di compiere anche scelte di spesa pubblica con maggior tranquillità.

Figura 7 (clicca qui): Lo storico dell’avanzo di amministrazione e del fondo di cassa dal 2011 al 2016

L’avanzo di amministrazione (avanzo di parte corrente) è costituito dal fondo cassa maggiorato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi alla fine dell’esercizio. Esso quindi dimostra la capacità dell’ente di far fronte a tutte le passività con le proprie attività (fondo di cassa e residui attivi) alla fine del periodo.

La parte vincolata dell’avanzo rappresenta l’importo impegnato per portare a termine opere ed iniziative, prevalentemente in conto capitale, che contrattualmente sono già state definite dall’ente tramite impegni con soggetti esterni.

Il fondo di cassa alla fine del periodo rappresenta la liquidità dell’ente accumulata presso la Tesoreria.

L’andamento nel periodo considerato dimostra la gestione positiva realizzata dalla Giunta Maiorano in questa legislatura. Pur tenendo conto del rispetto del c.d. “Patto di stabilità” previsto in sede legislativa nazionale, abbiamo incrementato la disponibilità dell’ente e questo permetterà nei prossimi esercizi di impiegare risorse nel rispetto delle leggi in materia di finanza locale.

In Conclusione

Da quanto precede si possono comprendere le motivazioni che hanno permesso alla Giunta che ha governato dal 2012 a oggi di avere il riconoscimento ufficiale, da Enti pubblici accreditati tra cui l’ANCI e la Regione Lombardia, di “Comune virtuoso”. Il riconoscimento è assegnato non perché, come erroneamente spesso si crede, Buccinasco è un comune ricco. Esso viene assegnato ai Comuni nei quali chi ha gestito l’attività politica ed amministrativa ha ottenuto, nel rispetto dei vincoli legislativi in essere e dei principi di corretta amministrazione, un risultato positivo eccellente, dimostrato da un insieme di relazioni e indici in correlazione di natura finanziaria, patrimoniale ed economica e anche organizzativa.

Questo è il motivo che mi spinge a chiedere di dare il vostro voto al Partito Democratico per proseguire con una buona conduzione politica ed amministrativa del nostro Comune.

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Pubblicato il 1 giugno 2017, in AMMINISTRATIVE 2017, CANDIDATI PD 2017, POLITICA LOCALE con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. marco cattaneo

    Quando il 28/6/2013 l’ufficio stampa del comune di Buccinasco emise un comunicato a commento della graduatoria dei comuni lombardi più virtuosi nel periodo 2009-2011 in cui il comune di Buccinasco risultò al 5° posto, io mi sentii in dovere di scrivere un’email al sindaco e a tutta la giunta per esprimere le mie considerazioni in merito.
    A quella email non ricevetti nessuna risposta, neanche una telefonata o una battuta !
    Credo che ora la pubblicazione di quella lettera sia la migliore risposta al post del sig. Baldassarre :

    “Buccinasco, 3 luglio 2013
    Ciao Giambattista,
    ho letto il comunicato stampa sulla graduatoria dei comuni lombardi più virtuosi in cui il comune di Buccinasco risulta al 5° posto e sono rimasto molto sorpreso nel leggere quanto affermato dall’assessore Baldassarre quando dice : “Ringrazio personalmente i dipendenti del Comune di Buccinasco… il merito di questo risultato è tutto loro, della loro capacità di portare avanti il proprio lavoro con serietà e professionalità …”.
    Vi ritengo entrambi troppo intelligenti per credervi convinti che solo una diligente applicazione di buoni principi contabili misti a buon senso possa portare ad un simile risultato! Sapete benissimo infatti che la gestione di un bilancio comunale per un periodo di tre anni non può prescindere da un preciso indirizzo politico che nessun dipendente comunale, fosse anche il più bravo, potrà mai dare.
    Ecco allora che la sorpresa cede il passo all’amarezza nell’accorgersi che la “dimenticanza” è assolutamente voluta : agli sconfitti non si lascia neanche l’onore delle armi !
    Il periodo preso in esame da Regione Lombardia va dal 2009 al 2011 e prende in considerazione i tre bilanci consuntivi relativi a quegli anni; io ho ricoperto la carica di assessore al bilancio dal giugno 2007 al 23 marzo 2011 e nemmeno le tristi vicende giudiziarie in cui sono stato coinvolto possono cancellare quanto di buono è stato fatto !
    Lungi da me l’idea di sminuire il grande contributo dato da molti dipendenti comunali : ne ho apprezzato in prima persona la competenza e la lealtà.
    Resta però vero il fatto che per essere valutati così virtuosi servono precise scelte politiche in materia di finanza e tributi che, anche se non condivise persino all’interno della mia stessa maggioranza, mi sono assunto l’onere di attuare : l’estinzione anticipata dei mutui (2008), l’acquisto per € 1,5 mln di quote di fondi d’investimento (2010), il costante rispetto del patto di stabilità interno, non aver introdotto alcuna addizionale irpef e persino l’aumento della Tarsu, ecc., senza queste scelte oggi non avreste potuto compiacervi del risultato raggiunto.
    Nei quattro anni in cui ho avuto l’onore e il privilegio di ricoprire la carica di assessore al bilancio non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità rivendicando con forza la validità delle mie scelte. Ho sempre cercato di dare spiegazioni a tutti (maggioranza e opposizione) rendendo il più trasparenti possibile le logiche, talvolta complicate, che sottendono la finanza pubblica.
    Ho addirittura provato a creare interesse dietro le apparentemente aride spiegazioni durante i consigli comunali di preventivi e consuntivi (arrivando anche a fare presentazioni in power point durante le sedute pubbliche!), ma senza mai alzare i toni, anzi riconoscendo quando era il caso anche i meriti di chi mi aveva preceduto.
    Come, ad esempio, in occasione della precedente graduatoria dei comuni lombardi più virtuosi redatta da Regione Lombardia e facente riferimento agli anni 2006-2008 : anche in quella occasione il comune di Buccinasco risultò tra i primi e sia tu che i tuoi colleghi vi premuraste di sottolineare il valido contributo portato dall’amministrazione Carbonera che aveva governato fino a metà 2007. Cominciò in consiglio una singolare rincorsa su chi avesse maggiormente contribuito a raggiungere quel risultato e non mancarono polemiche come quando alcuni del mio partito vi rinfacciarono di aver lasciato un bilancio pieno di debiti !!
    Io, ben sapendo la scarsa competenza in materia di chi vi fece quelle accuse e del motivo esclusivamente politico per cui vi vennero rivolte, non prestai il fianco alle polemiche e riconobbi il buon lavoro fatto in materia di bilancio comunale anche dall’amministrazione Carbonera.
    Mi sarebbe piaciuto, per amor di verità, che questo stesso trattamento mi fosse stato riservato un domani, ma tant’è : guai ai vinti !
    Un abbraccio,
    Marco Cattaneo”

  2. Ottavio Baldassarre

    Sig. Cattaneo,
    ho letto con attenzione il suo commento di risposta al mio articolo.
    E’ mio dovere, in qualità di assessore al bilancio, rispondere in modo puntuale alle sue osservazioni.
    In via preliminare desidero evidenziare quanto segue:
    – la mia non giovane età e la professione che svolgo ormai da molti anni non mi stimolano a discussioni personali sulla bravura o meno del soggetto che ha ricoperto e svolto un ruolo istituzionale ma sulla intera rappresentanza politica con a capo il sindaco;
    – non mi aspetto ringraziamenti per quanto ho fatto e per il tempo dedicato a questo comune.
    – Vivo a Buccinasco da oltre 40 anni e questa mia esperienza la considero una forma di nobile volontariato;
    – l’articolo che ho scritto espone sinteticamente ed oggettivamente situazioni e comportamenti amministrativi intervenuti in un arco di tempo ben definito;
    – mi deve credere, ho forse sottovalutato la sua lettera. Non è una giustificazione ma forse in quel particolare momento era molto importante riconoscere al personale che, in una situazione di sbando istituzionale, sentiva il sostegno dei nuovi amministratori.
    Passo ora all’aspetto tecnico della gestione amministrativa del periodo da me analizzato e in particolare sul periodo di governo della coalizione di “Centro- Destra”. Lo farò ponendo delle domande e la risposta se la darà il lettore che, tuttavia, dovrà tener conto di corretti principi contabili da applicarsi negli enti pubblici e nella corretta gestione delle risorse dell’Ente.
    Domanda: Vero è che le “Entrate correnti” debbono essere almeno uguali alle “Spese correnti”
    Domanda: vero è che le “Entrate in conto capitale” debbono essere uguali alle”Spese in conto capitale”
    Domanda: vero è che nel periodo precedente alla nomina del “Commissario prefettizio” (per le note vicende che hanno coinvolto alcuni componenti politici locali la Giunta di Centro-Destra) il nostro comune presentava consuntivi dove figuravano “Spese correnti” molto superiori alle “Entrate correnti” ed il pareggio era ottenuto utilizzando “Entrate in conto capitale”.
    Domanda: vero è che pur avendo notevoli “Entrate in conto capitale” in tale periodo non si sono compiuti particolari investimenti ma tali entrate sono state utilizzate per pareggiare il “Disavanzo corrente” e per restituire finanziamenti in essere.
    Aver elencato nella sua lettera le iniziative attuate che cito testualmente “estinzione anticipata dei mutui, acquisto di quote di fondi di investimento, costante rispetto del patto di stabilità interno, non aver introdotto alcuna addizionale irpef e persino l’aumento della TARSU, ecc, senza queste scelte oggi non avreste potuto compiacervi del risultato raggiunto” , mi consenta di affermare che, in particolare sulle entrate tributarie non è stato un grande merito. Può essere visto come incapacità e timore di perdere il consenso dal proprio elettorato. Ci vuole anche, per chi governa, la responsabilità di prendere iniziative e scelte che nel medio periodo dimostrino la corretta capacità di amministrare.
    Non desidero esprimere un giudizio sulle altre iniziative attuate che meriterebbero un ulteriore dibattito.
    Il Commissario nel suo operare ha preso una decisione immediata e ha aumentato, come era già stato fatto da moltissimi comuni in modo autonomo, le aliquote dei tributi locali e delle tariffe.
    Quando ho accettato l’incarico di assessore al bilancio mi sono chiesto se sarebbe stata capace una coalizione di “Centro-sinistra” di attuare una tale politica tributaria.
    La mia risposta è affermativa. L’avrebbe adottata, oltre che perché obbligata dalle nuove regole restrittive di finanza locale ma anche per una maggior sensibilità al “Buon governo” della città.
    Non ho altro da dire e poiché non la conosco personalmente spero che ciò possa avvenire in futuro in modo da poter scambiare qualche impressione sulla esperienza assessorile e raccontarci le cose che abbiamo fatto e quelle (molte) che non siamo riusciti a fare perché eravano solo semplici assessori al bilancio.

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