CI SIAMO…QUASI!

[ di Giambattista Maiorano ]

Ho assistito ai tre confronti tra candidati sindaci. Parlo in particolare dei due rispettivamente organizzati dal “Circolino” e dal settimanale Si o No. Entrambi interessanti e molto partecipati.

Il primo: un confronto su uno spaccato di esperienze tipiche interne al mondo cattolico di Buccinasco. Certamente una provocazione positiva su tematiche spesso considerate minori e talvolta, inopinatamente “roba da preti” mentre il contenuto non può non investire ed interpellare la responsabilità di chi governa chiamato a dare risposte non ideologiche o per partito preso. Non c’è infatti un sì o un no preconfezionato come non può esistere un’acritica adesione. Come d’altronde non può esserci una pretesa esclusività di possesso della verità da imporre incondizionatamente perché ritenuta l’unica possibile. L’arroccamento su tematiche impegnative come la povertà e gli strumenti per affrontarla, la sussidiarietà e l’intreccio delle istituzioni chiamate a collaborare per renderla efficace, l’educazione e le entità deputate alla sua gestione concreta connesse alle implicazioni che ne vengono generate, sarebbe il suicidio di chi eventualmente rifiuta di confrontarsi. Troppo importanti per essere superficiali o peggio indifferenti. Questo, grazie a Dio, non è avvenuto. Ciascuno dei candidati ha cercato di dare la propria risposta che, detto tra noi, era facile pronosticare sufficientemente omogenea tanto da apparire intrisa da un eccesso di ecumenismo consigliato dalla circostanza e dal clima. Caso mai ciascuno potrà misurare quel certo tasso di ipocrisia che porta a considerare il valore dell’espressione “Parigi val bene una messa”. E’ inutile negare che in queste occasioni convenienza e convinzione la fanno da padrone senza comprendere fino in fondo quale dei due valori/disvalori prevale sull’altro.

Non ho dubbi sull’importanza dell’incontro che, solo cinque anni fa, a Buccinasco sarebbe stato impossibile realizzare. Ciò significa che più di qualcosa è mutato ed in meglio; che il contesto si è modificato anche per la comparsa sulla scena di nuovi attori; che l’avvento di queste novità ha ridotto quelle rigidità che rendeva le parti sostanzialmente impermeabili, pronte a rinchiudersi nelle proprie convinzioni, a respingere le ragioni dell’altro, a rifiutare la presenza del dubbio che porta invece alla ricerca del bene possibile.

No voglio togliere meriti a nessuno. Consentitemi però di rivendicare a questa Amministrazione la capacità nell’aver favorito l’instaurarsi di nuovi rapporti e di aperture mai prima verificatesi nel rispetto della pluralismo delle realtà associative e soprattutto nel rispetto delle loro autonomie.

 

Nel secondo confronto si è visto un cinema diverso. Le differenze sono emerse per quelle che sono ed anche marcate così da permettere di farsi un’idea più precisa sui singoli candidati e sugli impegni che ciascuno ha esposto rispetto alla rilevanza dei quesiti posti.

Mi avventuro in qualche considerazione più da cittadino comune che da persona impegnata. Nessuna meraviglia sui voli pindarici della candidata mitraglia di Buccirinasco che, probabilmente più affetta da sindrome rancorosa nei confronti di questa Amministrazione piuttosto che da puntuali e serene valutazioni del suo operato, ha sparata a raffica una serie di misure senza mai farci capire con quali risorse sia possibile renderle concrete. Chiacchiere senza costrutto. Talmente elevata da farmi dire che “chi troppo in alto va, cade precipitevolissimevolmente”.

Ho applaudito il primo intervento del candidato Schiavone di 5 Stelle per il richiamo all’iniziativa di domenica 28 maggio sull’esposizione delle lenzuola ai balconi quale segno di contrasto a tutte le mafie. Alla fine dell’incontro l’ho ringraziato perché maturare la convinzione che in materie come legalità e lotta senza quartiere al malaffare non sono consentite distanze, per quanto su tutto il resto possano legittimamente essercene, non è dato per scontato. Significa che l’ordine del giorno approvato all’unanimità nell’ultimo Consiglio Comunale ha fatto breccia anche se, mi duole dirlo, sostanzialmente respinto e non condiviso da quelli di Buccirinasco  Sul resto degli interventi ho trovato qualcosa di apprezzabile nelle preoccupazioni espresse, ma tanta impreparazione e soprattutto l’ammissione a non disporre di figure in grado di gestire una realtà così complessa come Buccinasco se non attingendo ad altri pozzi. Da cittadino preferisco scegliere l’originale e non eventuali brutte copie. Imperdonabile poi il proposito di istituire, qualora diventasse sindaco, il registro delle associazioni. Fatto, come molte delle cose da lui richieste!

Che dire del candidato di centro-destra? Faccio veramente fatica a capire il grande (si fa per dire) Nicolò Licata. Gli impegni vanno spiegati ed assunti e non illustrati con i condizionali, con il vedremo, il faremo, ci riserviamo. L’annuncio programmatico poi a voler rifare il PGT sconvolge. Nessuna idea, nessuna proposta reale se non quella tutta ideologica di cancellare quanto fatto da altri e mettendo in discussione persino il lavoro comune con il comando provinciale dei carabinieri sul progetto di caserma. Tutto sbagliato, tutto da rifare, beato lui! Una sola cosa emerge con chiarezza: le affermazioni del candidato di Fratelli d’Italia, Luigi Rapetti, (ex Forza Italia … misteri della fede!) fatte in Consiglio Comunale, più volte ribadite e mai smentite da nessuno, sulla crescita dimensionale degli abitanti da portare a 40.000 perché pare essere questo l’unico modo per far progredire la nostra Buccinasco. Si accomodino se ne sono capaci. Ad oggi, ed è storia, tutte le amministrazioni di centro destra sono malamente cadute su materia urbanistica e sugli interessi che questa suscita: non c’è due senza tre, auguri. Inoltre mi piacerebbe comprendere in materia di difesa della legalità e di lotta alla criminalità come possa essere compatibile il suo impegno personale con il commento alla affermazioni di Sara Peppe (alias Sara Papalia) apparso in face book alle 22,03 dell’11 ottobre scorso a seguito della chiusura imposta al bar Ritual. Scriveva Luigi Iocca, eterno capolista di Forza Italia e socio di maggioranza dello stesso Nicolò: “Senza parole. Davvero.” Penso non ignori Licata con carriera di lungo corso che, di fronte a precise informazione degli organismi di controllo, l’Amministrazione non poteva che agire come ha giustamente agito imponendo la chiusura del bar. Ci si doveva attendere solidarietà all’Amministrazione, invece … Continuo a ritenere che per domare soggetti che si esprimono con tanta disinvoltura non un ex maresciallo, ma neppure un generale sarebbe sufficiente. Nicolò, non ci siamo e la cosa mi preoccupa, mi preoccupa per Buccinasco!

Dei candidati Carlo Benedetti e Rino Pruiti mi pare si possa dire quanto la platea ha riscontrato. Sarà la preparazione politica, sarà la conoscenza dei meccanismi amministrativi, sarà l’esperienza, sarà l’ empatia con la stragrande maggioranza dei presenti, ma se la sono cavata bene: più contenuti, meno promesse, meno demagogia, meno proclami. Entrambi ne sono usciti con ampia sufficienza. Si dirà che sì però la platea era piena di fans. E già, i fans …! Chiunque avrebbe potuto portarseli. Ci si fida invece sul fatto che Buccinasco, si dice, sonnecchia, è poca attenta e si lascia condizionare parecchio da mamma TV. In parte, vero. Continuo tuttavia ad aver fiducia della memoria e dell’intelligenza dei suoi abitanti: meno creduloni di quanto si voglia rappresentare. Forse farà fatica a trovare l’ottimo, non certo ad orientarsi a quanto ritenuto meno peggio. Sarà brutta l’espressione, ma in un mondo di grande insofferenza ed indifferenza resta la formula più garantista.

 

   Giambattista Maiorano

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Pubblicato il 26 maggio 2017, in AMMINISTRATIVE 2017, BUCCINASCO con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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