I RENZI E IL FALSO QUOTIDIANO: FATTI E INTERPRETAZIONI

di David Arboit

Oggi il falso quotidiano pubblica alcune intercettazioni: sono le telefonate tra Matteo e Tiziano Renzi. Le telefonate mostrano nello stesso tempo la brutale franchezza di Matteo e anche la sua chiara e limpida presa di posizione rispetto alle vicende giudiziarie che coinvolgono il padre.

Il commento di Marco Travaglio, invece, mostra in modo esemplare come fatti e circostanze, chiaramente ed evidentemente favorevoli a Matteo, possano venire stravolti, abilmente manipolati, nel tentativo di utilizzarli contro Matteo Renzi e in ultima istanza (il vero obiettivo) per la demolizione del PD (clicca qui).

È il solito Marco Travaglio, e la vicenda sembra ormai diventata una questione personale. Il signor Travaglio interpreta a modo suo i fatti orientandoli secondo la sua visione preconcetta. Qui diventa smaccatamente chiaro come un fatto possa essere manipolato abilmente ricoprendolo con una marea di chiacchiere. Il meglio di sé Travaglio lo dà quando prende un fatto che è un atto di pietà filiale «suggerisce di non rivelare che a un ricevimento con imprenditori era presente anche sua madre» e lo trasforma in una imbeccata («lo istruisce su cosa dire o non dire»), in una strumentale menzogna.

A Travaglio e al falso quotidiano occorrerebbe invece chiedere ragione di altri fatti citati in un articolo del Corriere della Sera di Sabato 13 maggio. Nell’articolo (clicca qui) troviamo scritto che:

«Scrive Scafarto [il capitano dei carabinieri indagato] nell’informativa: “La domanda più ovvia da farsi è quella relativa ai motivi per cui una persona come Renzi Tiziano venga avvisato di essere intercettato, ma la risposta, altrettanto scontata, appare solo una, ovvero che il figlio Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, abbia messo in campo tutte le risorse disponibili per tutelare la sua famiglia e quindi anche il padre”. In realtà nelle telefonate intercettate è lo stesso Tiziano Renzi a raccontare di essere stato avvertito dell’inchiesta in corso “da UN GIORNALISTA DEL FATTO QUOTIDIANO”. I CONTROLLI SUI TABULATI CONFERMANO CHE EFFETTIVAMENTE CI SONO STATI SCAMBI DI SMS CON IL GIORNALISTA SIN DA NOVEMBRE. Quando a Scafarto è stato chiesto come mai non avesse riportato questa circostanza lui ha risposto: “Nulla so dire. Non ricordo di essere stato informato di questa telefonata”, così accreditando l’ipotesi che i suoi sottoposti non l’avessero informato.»

Quindi a Travaglio e al falso quotidiano chiediamo:

  • Chi era il “giornalista” del falso quotidiano che ha rivelato a Tiziano Renzi della indagine?
  • Da chi il giornalista ha avuto la soffiata?
  • Per quale ragione è stata fatta questa soffiata e per quale ragione il giornalista si è fatto strumento di questa manovra di palazzo dalla dubbia legalità e dalla certa immoralità?
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Pubblicato il 16 maggio 2017 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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