BILANCIO DI MANDATO 2012 / 2017

Pubblichiamo il testo integrale del Bilancio di Mandato 2012 – 2017 del Sindaco Giambattista Maiorano

[ di Giambattista MAIORANO, Sindaco di Buccinasco ]

Quando ho reso noto alla città la decisione di non riproporre la mia candidatura alla carica di Sindaco, ho assunto l’impegno a riferire ai cittadini lo stato dell’arte del programma a suo tempo presentato. Ho promesso di riferire quanto eseguito, non meno e con la stessa franchezza, di rappresentare il non eseguito motivandolo, ma senza sotterfugi. Ne è prova il fascicolo allegato al periodico comunale dello scorso aprile.

Un percorso di cinque anni non potrà che essere racchiuso in una sintesi descrittiva con dati e numeri all’interno di argomenti che spesso sfuggono alla normale attenzione dei cittadini interessati molto di più a risposte persuasive, alla concretezza delle soluzioni, alla chiarezza dei comportamenti.

Passerò in rassegna i diversi comparti del Comune. Ad esiti concretamente lusinghieri se ne alternano altri insoddisfacenti.

Non è inutile richiamare alla memoria il contesto all’interno del quale si è sviluppata la mia esperienza da sindaco e le difficoltà di percorso che ne hanno condizionato lo svolgimento. Condividerete, credo, la paradossalità di una denuncia presentata alla Guardia di Finanza a meno di due settimane dalla mia elezione: era il 12 giugno 2012. Al 23 luglio successivo le denunce nei miei e nei confronti dell’Amministrazione che ho ancora l’onore di presiedere, erano diventate ben sei. A parte la prima, tutte chiaramente anonime, figlie di nessuno. Un vero augurio di buon lavoro!

Ad inizio novembre 2013 è seguita la comunicazione di prosecuzione delle indagini chiusa solo a giugno 2016 dal GIP a fronte della richiesta di archiviazione presentata mesi prima dai Pubblici Ministeri. Poi ancora, un ricorso al Tar finito in nulla, un processo al Tribunale del Lavoro e un altro per abuso d’ufficio e violenza privata conclusosi con “il fatto non sussiste”.

La prova è stata dura. L’esito tale invece da premiare l’assoluta serenità di coscienza e la fiducia sempre riposta nella giustizia che ha fatto il suo corso.

Complotti? Per carità! Piuttosto l’azione di quattro scriteriati non so se più vigliacchi che stupidi.

L’attenzione e la vigilanza cui siamo stati sottoposti non mi hanno stupito. Poteva essere facilmente dimenticata una realtà come quella di Buccinasco da decenni sotto i riflettori di magistratura e forze dell’ordine per la pervasività  della malavita organizzata e, in tempi più vicini, per le vicende che hanno interessato l’Amministrazione che ci ha preceduti? Obiettivamente no. Logico quindi e perfino giustificata l’attenzione riposta anche su accuse rivelatesi squallidamente fallite.

Avrò tempo, spero, di ricostruire queste vicende facendo parlare direttamente la documentazione acquisita dagli atti di indagine e da quelli processuali. Si capirà meglio quanto è realmente accaduto che zittisce quanti, fuori e dentro il palazzo, hanno fatto di tutto per screditarmi presentandomi spesso e senza alcuna vergogna come colluso se non intimo della ‘ndrangheta. Non è stata una robetta da poco. Ha inciso ed inciso pesantemente frustrando e tardando tanti buoni propositi.

A distanza di tempo, sempre più opportuna si è rivelata la determinazione a porre quale architrave programmatica dell’agire amministrativo la necessità di procedere con trasparenza e legalità e rendendo esplicita la lotta al malaffare e alla mentalità che lo ha determinato e che lo ha visto incidere e radicarsi sempre più fortemente sul nostro territorio. L’educazione alla legalità doveva proporsi come messaggio permanente e come stile da perseguire con interventi culturali e la promozione di iniziative con il coinvolgimento della città ed in particolare del mondo della scuola e delle associazioni. Da questa premessa è nata la rassegna che ogni anno ha scandito l’inizio della primavera e che è diventato un evento ormai tradizionale che ha trovato interesse in altre comunità locali.

Agli intoppi creati da una situazione di evidente difficoltà legate ad inattese vicende giudiziarie, si è accompagnata, non meno pesante la crisi congiunturale ed economica che ancora attanaglia l’Italia come altri paesi e che ha reso impraticabile l’apporto privato sul quale il programma aveva posto notevole fiducia.

 

Ciò premesso, vediamo ora quanto di buono, quanto di meno buono anche se discreto, quanto di ciò che si era pensato di fare è rimasto sostanzialmente al palo.

 

 

Risorse Umane

Sono il cuore pulsante dell’attività di un Comune. Dal loro operato dipende la qualità del lavoro amministrativo nonché l’andamento e la realizzazione di un programma.

L’eredità ricevuta non era delle migliori. Una lista di nomi, i più di alto profilo professionale con pregresse responsabilità gestionali, di fatto inutilizzabile per inciampi giudiziari. Un clima gravato dalla diffidenza reciproca all’interno e tra i diversi settori segnato da varie denunce tra il personale. In più l’impossibilità ad attingere risorse all’esterno per il blocco del turnover e la fissazione del tetto di spesa, nonostante un dimensionamento del tutto inadeguato dell’organico. Unica valvola praticabile e praticata, l’utilizzo del comando, ovvero la possibilità di ricevere, dare o scambiare con altre amministrazioni personale, per soddisfare richieste di trasferimento in entrate ed in uscita. Per ultimo, responsabilità rilevanti concentrate su poche persone con il rischio di gestioni affatto trasparenti e il realizzarsi di possibili atti corruttivi. Questo il quadro di contesto.

Doveroso quindi procedere e tentare moduli organizzativi di prevenzione attraverso l’adozione di piani anticorruzione la cui applicazione, poco gradita ad alcuni, ha generato per circa un biennio un blocco operativo sostanziale in gangli vitali dell’apparato a danno della città.

Ed oggi? L’operazione condotta non ha risolto tutti i problemi. La carenza di organico e l’impedimento a poter fruire di validi innesti non ha tardato a farsi sentire.

Lascio tuttavia un clima più disteso e di maggior fiducia. Su questo non ci piove. L’obiettivo di riportare normalità è stato raggiunto.

Grazie alla recente procedura di mobilità finalmente concessa dal Governo, è stato potenziato l’organico dopo anni di continue sottrazioni. Partiti con 127 risorse nel 2012, siamo giunti a gennaio 2017, per effetto di trasferimenti e pensionamenti, a 116 unità, ben lontani dalla mitica soglia di 167 della teorica dotazione organica. Alla data odierna, con la mobilità, sono state stabilizzate 4 posizioni di comando, effettuate 3 nuove assunzioni di cui due vigili, riaperta la procedura di mobilità per ulteriori 2 vigili non pervenuti con la prima richiesta, messi a bando, con prove che si esauriranno entro la prima decade di giugno, 2 posizioni di profilo C per categorie protette, la cui dotazione obbligatoria prevista per legge sarà comunque fuori dai costi del personale. Entro la chiusura del mandato pertanto il saldo finale conterà sette risorse aggiuntive ancora al di sotto delle reali necessità, ma una significativa che, se ben gestita ed ottimizzata, potrà rendere più spedita l’operatività e ridurre il differenziale rispetto alla soglia teorica. Le recenti disposizioni governative sul turnover (75% rispetto al 25% attuale per amministrativi e tecnici e l’80% per la polizia locale) e la capacità di assorbimento finanziario potranno garantire nella seconda metà dell’anno di fruire di ulteriori assunzioni da destinare sia alla polizia locale sia all’apparato tecnico.

Chi arriva potrà contare su un terreno più solido. Professionalità e buone esperienze non mancano. A ciò si associa una media età ancora sufficientemente giovane che insieme costituiscono il propellente necessario per guardare con fiducia il futuro. Compito dei prossimi amministratori sarà cogliere queste opportunità consapevoli che solo valorizzando, motivando e premiando il merito si potrà consentire alla città di fruire di servizi sempre all’altezza.

Indispensabile infine la capacità di creare relazioni di grande collaborazione tra parte politica e parte gestionale nel rispetto delle specifiche autonome responsabilità come definito dalle norme che disciplinano gli enti locali (Dgls. 267/2000). La parte politica ha il dovere di indirizzare ed esigere risposte. Spetta all’apparato costruire e motivare i provvedimenti che vengono adottati fornendo tutto il supporto giuridicamente efficace perché la loro ricaduta non trovi difficoltà applicative. Profondamente e politicamente errato sarebbe richiedere al personale fedeltà e magari con arroganza perseguire obiettivi al di fuori del contesto normativo. E’ compito invece dell’apparato burocratico non essere servile e comportarsi con franchezza e lealtà con l’obbligo, quando necessario di intervenire anche contrastando misure considerate fuori o contro la legge.

 

Settore Affari Generali

E’ il Settore a più diretto contatto con il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale. Ad esso spetta sorvegliare, proporre, verificare ed aggiornare l’atto fondamentale dello Statuto Comunale e, in collaborazione di tutti gli altri settori, i diversi regolamenti comunali e la stesura in genere degli atti amministrativi. Ha inoltre il compito di seguire e gestire  i contenziosi, la gestione operativa del personale ed in particolare la cura, attraverso un apposito nucleo con competenze specifiche, della redazione dei testi nonché dell’indizione e gestione di gare ed appalti.

Gli esiti ottenuti sono stati di qualità. La determinazione politica nella costituzione del nucleo gare ed appalti ha segnato elevata professionalità invertendo la consolidata abitudine a vedere accrescere il contenzioso. Dalla sua esistenza in nessuna circostanza, non solo per appalti di modeste entità e dimensione finanziaria ma su quelli di spessore e di rilevanza europea, mai si sono verificati ricorsi da parte di concorrenti. Casualità? Affatto. Precisa scelta di trasparenza e legalità.

Con il passare degli anni, sono molte le partite pregresse di contenzioso chiuse anche in modo soddisfacente registrandone una notevole contrazione con beneficio sulla specifica voce di bilancio.

Non posso ch esprimere la mia più ampia soddisfazione.

 

Settore Finanziario

Quando se ne parla, questo settore non passa tra i più amati. Si occupa di bilanci, ma si occupa pure di tariffe, di tasse e di tributi. Da qui partono i pagamenti dei fornitori, ma anche i solleciti a ritardatari e morosi e le comunicazioni alla società incaricata di messa a ruolo perché proceda al recupero dei crediti.

Nei cinque anni di questa Amministrazione non c’è stato alcun aumento della pressione fiscale locale. Le tariffe, tra le più basse in assoluto nel confronto di tanti comuni a noi prossimi, per precisa scelta politica, sono rimaste inalterate nonostante i minori trasferimenti dallo Stato centrale e dalla stessa Regione ed il graduale incremento della capacità reddituale delle famiglie residenti. Ciò nonostante i bilanci parlano di aumento dei servizi e di una risposta efficace alla domanda dei cittadini. Difficile trovare voci in riduzione in tutti questi anni nell’ambito del welfare, dei servizi scolastici, del mondo particolare della disabilità e della precarietà lavorativa indotta da una crisi economica che pare non finire. Al di là di legittime polemiche sulle singole destinazioni, nel merito non ho registrato particolari obiezioni così come non se ne sono verificate sui fondi destinati alle iniziative culturali. Regia della politica e merito indiscutibile ed attento di chi i conti ha il dovere di farli quadrare. Senza questo abbinamento non sarebbe stato possibile raggiungere, come sempre avvenuto in questi anni, le vette della classifica regionale di virtuosità nella gestione del bilancio e non sarebbero stati possibili gli esiti positivi derivanti dalla silenziosa ma costante lotta agli evasori.

Se ne parla poco pubblicamente, ma non per questo è da sottovalutare la preziosità di un apporto che si è rivelato fondamentale. Una macchina ben oliata pronta per le sfide future.

 

Settore Servizi alla Persona

E’ stato l’impegno più massiccio e l’investimento che più di altri ha avuto priorità nel nostro programma. Non poteva che essere così. Non solo per questioni di scelta e di sensibilità politica, ma perché, come si accennava, se è vero che mediamente le famiglie di Buccinasco hanno goduto di maggior reddito come ci dicono i dati statistici, è altrettanto vero che non mancano affatto le fragilità come dato fisiologico e quelli prodotti dalla crisi economica. Non marginali i nuclei che hanno fatto e fanno fatica a sbarcare il lunario ed a godere di un dignitoso tenore di vita: figli da mantenere, affitti e bollette da pagare, acquisti ai discount piuttosto che all’emporio della caritas di prodotti primari, ricerca di un improbabile posto di lavoro per riscattarsi… Poteva l’istituzione restare indifferente senza prendersene cura? E gli anziani e i disabili e i giovani in cerca di prima occupazione? Persone e non numeri! Umanità e diritti non regalie pelose! Nel limite del possibile e dei tetti previsti dai regolamenti, abbiamo cercato di rispondere al bisogno, di camminare accanto al disagio nella logica educativa e responsabilizzante dell’aiutati che il ciel ti aiuta fornendo validi supporti come lo sportello lavoro. Non è mancato qualche raro caso di furbizia stroncato nonostante l’eccesso di zelo mediatico e l’intervento di  qualche moralista da strapazzo.

E’ un impegno che deve continuare soprattutto se la situazione non dovesse invertire l’andamento.

Ricordo infine, come dato di manifesta solidarietà e comprensione della nostra città della grave situazione internazionale, l’ospitalità offerta ai minori stranieri non accompagnati destinando loro l’immobile confiscato di via Nearco all’interno di un progetto Sprar condiviso con il Comune di Trezzano sul Naviglio..

 

 

Settore Pubblica Istruzione – Cultura – Sport – Associazionismo

E’ un altro di quei settori che hanno funzionato a dovere. L’impegno finanziario negli anni è stato un crescendo. E’ l’ambito per eccellenza della formazione delle nuove generazioni dove le diverse agenzie educative, dalla scuola, alle parrocchie, alla famiglia, alle associazioni di carattere culturale, sociale e sportivo danno il meglio di sé concorrendo ed applicando la doverosa sussidiarietà orizzontale. Abbiamo la fortuna di un tessuto ricco di disponibilità e di iniziative. All’interno di questa condizione, compito di un’amministrazione avveduta non può che essere quello di stimolo, di promozione e di affiancamento di questi attori ai quali va lasciata autonomia di iniziativa nella condivisione di regole e nel rispetto delle reciproche funzioni. Questo il principio al quale ci siamo ispirati mai respingendo patrocini da chiunque richiesti ed intervenendo finanziariamente concorrendo alla riuscita delle iniziative realizzate come fossero dell’Amministrazione.

Con la stessa logica si è agito a sostegno della materna paritaria cercando e raggiungendo, all’interno del meccanismo domanda/offerta complessiva del nostro territorio, quell’equilibrio di sostenibilità che non la vedesse penalizzata nel suo servizio pubblico. Se ben sin osserva, l’impegno finanziario a tutto il 2019, per ben 405.000 euro, tranne Brescia, non ha uguali in tutta Italia  ed è inferiore solo ai capitoli destinati ai servizi parascolastici e al servizio asilo nido.

Molto apprezzato dalle scuole il percorso condiviso di educazione alla legalità. Non è mai abbastanza in un territorio come il nostro desideroso di riscattarsi dall’immagine negativa che la storia degli ultimi lustri ci ha attribuito nostro malgrado insieme a diversi altri comuni lombardi.

Non irrilevante il costante intervento finanziario di sostegno (oltre 100 mila euro) agli studenti a compensazione dei costi di trasporto verso gli istituti superiori.

Si può sempre fare di più e meglio, ma nessuno può toglierci la soddisfazione di annoverarci tra i comuni che godono di un rapporto virtuoso qualità/prezzo.

 

Settore Polizia Locale – Sicurezza

L’impegno immediato e solo parzialmente riuscito, è stato quello di invitare i sindaci del corsichese e della zona sud-ovest ad un’intesa al fine di ottimizzare l’operato dei diversi corpi in modo da favorire presenze e presidi più costanti sull’intero territorio. Ci sono voluti ben tre anni per la sottoscrizione di una convenzione minimale che avrebbe dovuto essere il preludio a collaborazioni più estese. Meglio di nulla, ma del tutto insufficiente rispetto ad un’area con una conurbazione così spinta che, in alcuni punti, è la riga di mezzeria o il marciapiede a segnalarne il confine.

Evidenti le difficoltà dei singoli corpi a garantire il servizio di turnazione sui rispettivi territori. Criticità presenti anche a Buccinasco che, con la drastica riduzione degli agenti (solo 10/12 anni fa erano 27, a dicembre 2016 solo 16) si fa fatica a coprire i due turni giornalieri e soddisfare le incombenze d’ufficio. Il recente rafforzamento del corpo non è sufficiente a rispondere con efficacia a tutte le esigenze, pur rappresentando un aiuto a meglio organizzare le attività in particolare quelle extra che prevedono presidi in diverse domeniche e durante le festività patronali, natalizie e di fine anno.

Per ridurre le difficoltà prodotte da queste carenze, è stato istruito e perfezionato il potenziato del sistema di videosorveglianza. I dispositivi, complessivamente 35 nuove telecamere intelligenti e multifunzione saranno quanto prima installati facendo tesoro delle indicazioni congiunte di carabinieri e polizia locale.

Sulla sicurezza più in generale, rileviamo con soddisfazione l’operato dell’arma dei carabinieri. La loro presenza è garanzia per tutti e su questa base l’Amministrazione sta lavorando perché la nuova caserma si realizzi con celerità pur nella consapevolezza del rispetto dei tempi tecnici. Mi auguro che, nella considerazione del lavoro congiuntamente fatto con l’arma dei carabinieri nella fase di progettazione, a nessuno venga in mente la rimozione della questione immaginando o illudendosi su chi sa quali preziosi fonti di finanziamento a giustificare un eventuale cambio di rotta.

 

 

Urbanistica – Lavori Pubblici – Ambiente

I tre ambiti sono strettamente correlati e per più aspetti interdipendenti.

Non si realizzano infatti opere pubbliche, o se ne fanno molto poche, se non ci sono oneri di urbanizzazione. Non ci sono oneri se non si costruisce. Non si costruisce se il sistema finanziario è in panne o se la domanda è fiacca se non inesistente.

Che da anni il sistema sia in grande difficoltà è l’intero Paese Italia che ce lo dice. Non c’è bisogno di approfondite analisi per capirlo. E’ sufficiente girare i territori anche più prossimi al nostro per verificare che veramente poche sono le iniziative edilizie significative.

Eppure c’è chi non vede lo stato delle cose e dà da intendere che, sotto scacco, è solo Buccinasco per le scelte determinate dal Piano di Governo del Territorio.

Rivendico con forza la bontà della scelta urbanistica fatta con il PGT. Rivendico con forza il principio di non consumo di suolo e di riutilizzo delle aree dismesse. Rivendico con forza il rispetto del rapporto con il saldo naturale e la determinazione di una crescita contenuta.

Più che perplesso, sono atterrito dalle affermazioni di un esponente dell’opposizione in Consiglio Comunale disposto a lasciare mano libera ed indiscriminata alla realizzazione di migliaia di nuovi appartamenti. E’ la strada più facile a nuove avventure di speculazione e alla drastica riduzione della nostra qualità ambientale. Altro che valorizzazione e fruizione del Parco Sud quale elemento distintivo e polmone salutare della Città Metropolitana!

Il Pgt non ha dato a tutt’oggi i frutti sperati. Le ragioni le ho elencate in apertura di questa relazione. E’ il cruccio che ci portiamo dietro, la parte più critica e più ostica da digerire che non considero l’ineluttabile sconfitta della proposta urbanistica. Ci abbiamo lavorato e attraverso l’adozione della variante generale di piano, dopo l’indispensabile ascolto della città, crediamo di aver innescato nella condizione data, quei meccanismi utili ad incentivarne la ripresa. L’augurio è che chiunque arrivi proceda all’approvazione della variante stessa non sottovalutando le ragioni che ci hanno indotto a vagliare in profondità e ad accettare la gran parte dei contributi pervenuti dai cittadini. Nella variante c’è il destino della nuova caserma e di tutto il lavoro che ha richiesto confronti sistematici sul piano tecnico/logistico e condivisione con l’arma dei carabinieri. Nella variante c’è il destino della realizzazione del collegamento strategico Meucci/Lomellina inseguito da tutte le Amministrazioni per tanti anni ed oggi a portata di mano dopo l’acquisizione bonaria dell’area Cantoni. E’ nella variante che potranno trovare soddisfazione gli operatori che chiedono, negli ambiti misti di trasformazione, la possibilità di realizzare l’appartamento pertinenziale per sé o per i custodi accanto all’attività. E’ nella variante il miglioramento della condizione più generale della città..

 

Lavori Pubblici – Gli oneri, si diceva, rappresentano il volano per la realizzazione delle opere pubbliche. Non sono ovviamente l’unica fonte. Si può ovviamente fare ricorso ai mutui e Buccinasco, con il suo bassissimo livello di indebitamento, può permettersi di accenderne per diversi milioni. Un simile provvedimento può giustificarsi in una condizione urbanistica consolidata sia per rispondere a giustificate nuove esigenze, sia, in un momento di stasi delle attività edilizie, per interventi indispensabili di riqualificazione e di sicurezza. Ad oggi non ce ne è stato bisogno. Tutte le opere in corso ed in fase di avviamento per le nostre scuole sono state coperte con risorse esistenti e con l’utilizzo parziale dell’avanzo di amministrazione permesso solo dall’inizio del 2016. Non escludo, tanto che è previsto nel bilancio del 2017 al momento opportuno, il ricorso al mutuo per consentire la copertura totale dei costi di riqualificazione delle strutture scolastiche.

Prepariamoci comunque a tempi diversi. Non saranno gli oneri a salvare la città del domani. Lo sviluppo urbanistico, se non altro per questioni di spazio, diverrà sempre più limitato. Ragione per cui, altri saranno gli strumenti da adottare per realizzare nuove opere.

 

Chiunque arrivi potrà solo tirare un sospiro di sollievo. Ce l’abbiamo fatta vincendo difficoltà e lungaggini procedurali scontando anche nostre sottovalutazioni nella fasatura dei tempi.

Nei cinque anni di amministrazione si è provveduto costantemente a realizzare l’impegno del rifacimento di strade e marciapiedi rispettivamente per 3,5/4 Km. mediamente all’anno. Abbiamo cercato di mantenere in buona efficienza le strade probabilmente al di sotto delle attese al di là delle intenzioni. Ma quando parliamo di manutenzione ordinaria c’è da comprendere le continue richieste di interventi sui diversi plessi comunali sui quali l’incuria del passato ha pesato notevolmente sottraendo non poche disponibilità finanziarie oltre alla disponibilità di risorse umane.

Realizzata la sistemazione dei due mercati settimanali di via Modena e di via Tiziano. Finalmente ultimata ed aperta la nuova farmacia. In fase di ultimazione il seminterrato del nido di Robarello destinato ad ospitare la sede definitiva della banda civica e locali per la ginnastica dolce. Con la fine dell’anno scolastico partiranno i lavori della scuola di via Mascherpa. Dopo il rifacimento del tetto, ripartono i lavori di sostituzione di tutti i serramenti della scuola di via Aldo Moro

Acquisiti finalmente i pali della rete elettrica ed istruita la relativa pratica tramite Consip per la gestione e l’efficientamento dell’intera rete e l’adozione in tutta la città di lampade a led che consentirà notevoli risparmi economici.

Realizzata la rete fognaria nelle frazioni di Gudo Gambaredo e Buccinasco Castello superando lo scoglio delle infrazioni comunitarie.

Ciascuno in libertà faccia le sue considerazioni. Mi permetto di affermare che, nella condizione data, abbiamo fatto il possibile. E questo mi tranquillizza.

 

Ambiente

E’ un tema molto sentito a Buccinasco. Siamo all’interno del Parco Agricolo Sud Milano che ci ha opportunamente suggerito le scelte del PGT. Abbiamo un milione di metri quadri di verde da curare ed un patrimonio arboreo di circa 7.000 alberi. Non è uno scherzo e ce ne siamo accorti subito. Gli investimenti non sono noccioline e la conferma di uno standard corrispondente alla domanda della città richiede un incremento della dotazione finanziaria. Cosa che abbiamo cercato di corrispondere nelle previsioni di bilancio del triennio 2017/19, approvato dal Consiglio Comunale, passando dai 455 mila euro a 630 per l’anno corrente e a ben 700 per i due anni successivi che potrebbero comunque non bastare rispetto alle attese e ai desideri dei cittadini. Spetta a chi avrà la responsabilità del governo avere il coraggio della verità senza illudere più di tanto con la demagogia.

Ricordo bene il mio primo anno di gestione. Ben 700 le potature nella stagione 2012/13 dopo cinque anni di assoluta incuria. Tante le lamentele rispetto ai complimenti senza alcuna valutazione dell’entità. Per lo più i rimproveri erano riferiti alla mancata potatura dell’albero accanto o sotto casa!

Nelle stagioni successive non si è smesso di potare. Mediamente l’operazione ha interessato più di 400 esemplari per volta. Certamente pochi rispetto alla dotazione complessiva dei 7.000 alberi. Questi interventi tuttavia si pagano con danaro contante, disponibile, quello che viene prelevato dalle imposte e dalle tasse locali, esattamente attingendolo all’interno della massa che deve permettere la dotazione per i servizi alla persona, all’istruzione, alla manutenzione delle strade e degli impianti, alla raccolta dei rifiuti, al trasporto pubblico, alle retribuzioni al personale e via elencando. Promettere miracoli sarebbe indecente, salvo dire con chiarezza che va messa mano ad una revisione della fiscalità locale.

Non solo verde e potature. C’è, in concorso con i Lavori Pubblici, il rinnovo delle dotazioni dei nostri parchi (panchine, attrezzi ludici, aree cani) come la manutenzione e l’ampliamento delle piste ciclabili. Nel merito un ammonimento. Non si replichino gli errori di progettazione e realizzazione tipo la pista che porta a Gudo Gambaredo dei cui danni accertati dal CTU del Tribunale Civile di Milano, dopo l’inglorioso fallimento dell’impresa (tra l’altro una di quelle che nel tempo hanno ottenuto svariati affidamenti attingendo risorse per circa 4,3 milioni di euro) a pagarne il fio sarà Pantalone. Nel caso tuttavia l’Amministrazione ha provveduto a presentare un esposto alla Corte dei Conti nei confronti del progettista, direttore dei lavori e collaudatore allo stesso tempo dell’opera fiduciosa almeno in un parziale recupero degli investimenti fatti.

Si è fatto poco, si è fatto tanto, si è fatto bene, si è fatto male, si poteva fare di più? Mi permetto di affermare che sono il primo a non provare grandissima soddisfazione. Non dimentico tuttavia che si è fatto il massimo per non essere peggiori di chi ci ha preceduto. E su questo non ho dubbio alcuno.

 

Criticità

Dopo tutta questa disamina, c’è qualcosa che avrei fortemente voluto e che invece resta del tutto in sospeso? Sarei sciocco non chiudere con un accenno al quartiere Buccinasco Più.

A poco più di un mese dal suo insediamento, il 4 luglio 2012 l’Amministrazione emetteva un’ordinanza richiedendo alla soc. Finmann la rimozione dei rifiuti interrati. Ordinanza rimasta disattesa come le precedenti, imponendo all’Amministrazione l’onere di procedere in sostituzione con attività preliminari volte ad un approfondimento della natura dei rifiuti e della possibile presenza di amianto oltre che dalla possibile contaminazione della falda. Gli esiti delle analisi delle singole celle, in cui era stata suddivisa l’intera area interessata (oltre cento), hanno escluso le ipotesi più infauste. I rifiuti erano e sono scarti di demolizioni. Solo in tre celle si è rilevata la presenza di tracce di fibra di amianto, la falda non presenta indici di inquinamento. Tutto ciò è servito a disinnescare gli allarmi per la salute e la forte pressione psicologica che aveva investito la città ed in particolare quel quartiere. Nulla invece è cambiato per l’onere della rimozione poiché la legge non ammette sconti: quella tipologia di rifiuto, così come classificato dalla norma, tale resta e deve essere rimosso. L’Amministrazione, anche su pressione della Procura della Repubblica, avvia la fase di individuazione dei passi da compiere per giungere all’obiettivo addossando i costi relativi alla soc. Finmann chiamata a rispondere in Tribunale con udienza fissata a febbraio 2014. Udienza non celebratasi per la richiesta, presentata qualche giorno prima della Finmann, di ammissione al concordato preventivo in forza della quale il giudice rinvia l’intera gestione alla disciplina regolata dalla legge fallimentare. Tramite i suoi legali viene esperito dall’Amministrazione il tentativo di mettere le mani sul patrimonio Finmann il cui censimento presenta beni immobili in ben sei regioni italiane. Completata la trascrizione da notaio a fine novembre 2014, l’iniziativa naufraga ad inizio dicembre per la dichiarazione dello stato di fallimento della stessa Finmann da parte del Tribunale di Milano. Un tentativo generoso rivelatosi purtroppo inutile.

Continua tuttavia la ricerca di soluzioni e si mira all’approntamento del progetto di rimozione messo a bando secondo le opportune indicazione del codice degli appalti. Ben quattro ipotesi formulate all’interno delle quali scegliere quella ritenuta più valida. Concordemente con tutti gli attori istituzionali (Regione, Arpa, ATS, Città Metropolitana) si decide nelle apposite conferenze di servizio di optare per la rimozione completa ed il riporto di terra buona. Le altre opzioni, economicamente più rilevanti e meno garantiste sul piano strettamente ambientale (tombamento, soluzione provvisoria, lavorazione on site) sono state tutte scartate. Il 1° dicembre 2016, la conferenza di servizio ha approvato il progetto esecutivo per l’importo di euro 11,3 milioni.

Una cifra al di fuori delle nostre possibilità e che aveva portato già a luglio del 2016 a richiedere al Ministero dell’Ambiente ed alla Regione Lombardia la disponibilità a contribuire in modo sostanzioso. Ad oggi manca qualsiasi risposta. Nel frattempo, vista la consegna del progetto esecutivo, si sta predisponendo la bozza di appalto secondo le stringenti normative in vigore nella speranza che possa venire utile nel momento in cui Stato e Regione battono un colpo.

In tutta la vicenda, grande è il rammarico e grande la delusione che traspare dalla lettura del dispositivo della sentenza di primo grado, ora appellata, che ha individuato e condannato i responsabili dell’interramento dei rifiuti. A membri della defunta soc. Finmann e dell’impresa esecutrice dei lavori, tra i condannati risulta anche l’ex sindaco Loris Cereda. Notevole e rilevante è la sua responsabilità politica di cui dovrà ancora rispondere. Non viene invece sfiorato il livello di responsabilità tecnica del Comune che, a mio avviso del tutto consapevole dello stato dell’arte disponendo delle analisi eseguite sul terreno, ha comunque svincolato le polizze fideiussorie che avrebbero potuto consentire in parte non marginale alla copertura dei costi. Mi auguro che sull’argomento ci si possa tornare in appello convinto del fatto che la decisione a piantumare l’area a verde di cessione sia stata in qualche maniera suggerita all’ex sindaco proprio dal livello tecnico. Un sindaco non è un tuttologo e se certamente Cereda era espertissimo di scacchi, non pare godesse, come me per altro, di grandi competenza e conoscenze ambientali. Con tutti non posso che sperare in una positiva evoluzione.

Nell’ambito dell’area relativa al quartiere, c’è un pizzico di soddisfazione per una vicenda che avrebbe potuto mettere in ginocchio qualsiasi amministrazione: la scuola paritaria Nova Terra ed il mancato perfezionamento della convenzione per altro già votata dal Consiglio Comunale. Venuta meno la disponibilità di Banca Proxima al finanziamento richiesto, i rapporti tra scuola e proprietà (Credito Leasing) erano divenuti burrascosi e tutto faceva preludere ad uno sfratto brusco ed immediato compromettendo l’anno scolastico, ingenerando difficoltà alle famiglie ed obbligando l’Amministrazione a soluzioni di ripiego con prevedibile ricorso ai doppi turni. Abbiamo mantenuta la barra ferma e comunicato informalmente alla proprietà che mai avremmo modificato la destinazione d’uso dell’immobile. Questo ha costituito un punto di forza della scuola che, dopo faticose trattative, aiutata da nostri interventi discreti e perché no interessati, è pervenuta all’acquisizione dell’immobile. E’ la dimostrazione conseguente ad una consapevole applicazione di quella sussidiarietà orizzontale già affrontato in altro capitolo.

 

Altra criticità è la presenza ormai quarantennale della comunità sinta sul nostro territorio. Al di là degli sforzi meritevoli per una sua integrazione, e di questo non posso non ringraziare le associazione che se ne prendono cura, resta l’interrogativo della loro collocazione. L’area di Terradeo è infatti ricompresa nel Parco Sud e per sua natura non destinata ad accogliere un insediamento di persone ma attività agricole.

Non sono pochissimi gli anni di stanzialità in quell’area. Tutte le amministrazioni hanno cercato di favorire la loro permanenza con interventi volti ad un vivere civile. Dalla prima amministrazione Lanati, che ha provveduto a trasferirli da via delle Azalee realizzando strutture minimali di bagni e docce, all’Amministrazione Carbonera che, con il contributo della provincia, ha fissato regole di convivenza interna con la suddivisione in piazzole e realizzato un nuovo e più civile blocco servizi. La stessa amministrazione Cereda ha continuato sulla scia dei predecessori mantenendo un atteggiamento di comprensione anche oltre il necessario. Tant’è che la fase di presenza del Commissario Prefettizio, dr.ssa Iacontini, è coincisa con l’intervento delle ruspe per l’eliminazione di abusi nel frattempo intervenuti. Abbattuti gli abusi, lo stesso Commissario è stato costretto ad acquistare sei casette mobili e collocarle nelle aree già interessate dagli abusi con la fragile speranza che le stesse nel tempo potessero essere ripagate dai nuclei familiari destinatari. Cosa ad oggi molto parzialmente verificatasi visto che i primi a fare le spese della crisi economica, di norma, sono i più deboli ed i sinti tra questi.

Nonostante gli sforzi prodotti dalle istituzioni e la richiesta da parte del Comune al Parco nel 2012 di favorire uno scambio di aree, nulla è cambiato nella destinazione finale lasciando la situazione in uno stato tra il lecito e l’illecito, tra il legale e l’illegale. Orientarsi in simili contingenze diventa molto difficile se non impossibile rischiando un degrado civilmente inaccettabile.

C’è chi pensa che solo cacciando i sinti verrà risolto alla radice il problema facendo per altro leva su farneticanti accuse all’attuale Amministrazione per essersi impegnata con fantomatici contratti a pagare ad Enel le bollette dei consumi individuali. E’ frutto di demagogia, di illusione, di gretto pregiudizio. Ne diano le prove!. La soluzione non può che risiedere nel sussulto e nel recupero di umanità, nella risposta coerente della politica a prescindere dalla collocazione, nella capacità di stabilire regole, diritti e doveri, nel farli rispettare, nel rilancio di un serio processo di integrazione. Una prolungata situazione di stand-bay non è accettabile per nessuno e l’augurio che mi sento di fare a chiunque si troverà al mio posto è quello di prodursi in uno sforzo volto a superare una situazione che rischia diversamente di degenerare.

 

 

Attese

Tra gli obiettivi posti dalla mia Amministrazione che determineranno il futuro, due in particolare mi hanno visto impegnato.

Il primo è chiaramente la realizzazione del collegamento della M4 a servizio di questa parte sud della Città Metropolitana (Buccinasco-Corsico-Trezzano-Cesano), il secondo, l’inutile sforzo perseguito per dare ospitalità nell’immobile confiscato (ex nido di via Odessa) ad una casa semiresidenziale per minori gravi e gravissimi affetti da patologie  degenerative neuropsichiatriche.

Per ciò che riguarda la M4 l’impegno ci è ampiamente riconosciuto. Non solo per avere sollevato la questione in tempi non sospetti, ma per averla riproposta in termini di osservazione al piano di mobilità della città di Milano, per la promozione di una partecipatissima raccolta di firme a supporto, per la testardaggine di portare ai tavoli istituzionali la vicenda senza perderci alla prima difficoltà. La risposta non si è fatta attendere. Prima il riconoscimento all’interno del piano della mobilità sostenibile di Milano, poi con la mia personale partecipazione ai tavoli del centrosinistra milanese in preparazione del rinnovo amministrativo, successivamente l’impegno assunto in particolare dal candidato Giuseppe Sala con esplicito riferimento a Buccinasco nel programma e parallelamente, anche se non menzionato, nel programma di Stefano Parisi. Potevano essere considerate promesse. Così non è stato. Infatti, dopo aver acquisito tutta una serie di elementi positivi dai tecnici di M4, a qualche giorno dalla nomina del nuovo sindaco, una prima riunione con i tecnici dell’assessorato e della stessa M4 in p.zza Beccaria, si è concretizzata con la presentazione dello studio di fattibilità, cui è seguita nel mese di luglio l’incontro più politico congiunto tra i quattro comuni interessati e l’amministrazione milanese. Condivise tutte le nostre valutazioni compresa quella della sostenibilità economica con impegno congiunto a procedere il percorso attraverso il coinvolgimento di Regione Lombardia e, successivamente,  quello del Ministero delle Infrastrutture. Primo obiettivo importante raggiunto. Si tratta ora di procedere con celerità valutando tutte le ipotesi che danno sull’area tra via per Buccinasco e via Garibaldi la realizzazione della prima stazione ed il sorgere nella stessa di un nodo di interscambio per le linee che interessano in particolare Buccinasco e Corsico.

Non voglio correre perché i tempi non sono brevissimi e gli imprevisti sempre dietro l’angolo. E’ però un impegno da portare avanti con determinazione, con la necessaria volontà politica, con il giusto interesse dei cittadini, con la doverosa presenza di comitati che vorranno far sentire con opportuna pressione la loro voce.

Sul secondo argomento sarebbe bene stendere un velo pietoso. Non era un mio pallino, ma il tentativo di risposta all’esigenza espressa da un’associazione locale, la cooperativa S, Benedetto, che sperimenta sulla pelle dei propri soci la drammaticità che vivono le famiglie in un’esperienza che vuole dare dignità al dolore e speranza pur in una condizione con il trascorrere degli anni difficilmente reversibile.

Purtroppo dopo iniziali prospettive apparentemente positive fatte balenare alla Fondazione che accompagnava il progetto, gli esiti degli incontri con l’assessorato alla sanità regionale e la stessa ATS Milano, pur avendo valutato positivamente il progetto presentato, è caduto sotto la sferza dei mancati finanziamenti e contributi all’ente, da scegliere tramite bando, che avrebbe potuto gestire la nobile iniziative. Una delusione per me ed in particolare per quanti avevano sognato una simile struttura che avrebbe rappresentato l’unico punto di riferimento del sud ovest milanese.

 

Conclusione

Quali le condizioni che possono più facilmente procedere perché quanto impostato e sviluppato possa giungere più facilmente al suo completamento?

La risposta è insita nelle esperienze già vissute a Buccinasco. Sotto questo profilo non posso che augurarmi la prosecuzione di questa esperienza amministrativa che, dopo aver poste le basi e ricondotto ad una situazione di normalità la gestione politica, vada a completare l’opera. E’ d’altro canto una questione di più generale affidabilità del personale politico/amministrativo di questa città che lo richiede. Non è indifferente notare che negli ultimi 20 anni le uniche gestioni che hanno resistito dal primo all’ultimo giorno nella conduzione della città sono state le amministrazioni di centrosinistra, mentre quelle di centrodestra sono malamente cadute per l’esprimere contrapposti interessi e, nell’esperienza precedente a questa, stroncata da fatti corruttivi che hanno imposto l’intervento deciso della Magistratura.

Nonostante la politica è spesso incapace di anticipare la forte domanda di cambiamento ripiegandosi anzi a rappresentare i lati meno nobili di una società alla ricerca di nuove frontiere offrendo frequentemente spettacoli desolanti e spingendo l’opinione pubblica al disinteresse, spetta ancora alla politica recuperare la sua funzione e mobilitare l’interesse dei cittadini dando spessore alla sua proposta avanzando nuove modalità di partecipazione.

Credo ed ho fiducia. La gente, guarda, osserva, distingue, decide. Verifica le proposte, esamina chi le esprime con coerenza ed autorevolezza. Ne coglie differenze e stili. Lascia che la storia lo consigli. Lo fa con uno spirito molto meno legato alle ideologie, senza negare l’essenzialità di un ideale pragmaticamente collegato alla domanda espressa dal bisogno. Non insegue dicerie, diffida dei miracoli, desidera impegno.

 

E’ l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno sorretto con la loro stima e con la loro critica costruttiva in questi anni non meno di quanti hanno rilevato insufficienze nel mio operato. Tutti sono stati per me riferimento, stimolo e ragione di crescita anche umana. Ringrazio sinceramente tutti i consiglieri comunali, quelli di maggioranza non meno di quelli di opposizione. Restano tutti i motivi di condivisione con i primi e tutti i motivi di differenziazione con i secondi per i quali non è mai venuto meno il necessario rispetto che distingue le persone intelligenti da quelle scioccamente rancorose.

 

 

Giambattista Maiorano

 

Buccinasco,  10 aprile 2017.

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Pubblicato il 11 maggio 2017, in AMMINISTRAZIONE COMUNE, BILANCIO, BUCCINASCO, COMMISSIONI, LAVORI PUBBLICI, LEGALITA', LOMBARDIA, PGT, POLITICA LOCALE, SCUOLA, SERVIZI SOCIALI, trasporti pubblici con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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