…E DOPO LE PRIMARIE?

[ di Giambattista Maiorano ] Se ne dicono tante, troppe, qualcuna intelligente, qualcun’altra fuori dalle righe e strumentali. Sto parlando delle primarie del centrosinistra svoltesi domenica 12 marzo scorso.

Cerchiamo di esaminare in maniera molto laica la situazione. Tre erano le opzioni e ciascuno dei candidati un potenziale vincitore. Ha prevalso Rino Pruiti con 539 voti. Il distacco da David Arboit, secondo con 402 voti, è stato notevole.

Una sorpresa? Per certi versi sì. Pensavo, e penso ancora, che per contenuti e stile durante la campagna, Arboit ce la potesse fare. Ne aveva i numeri e la qualità. Con in più un partito locale strutturato, unitario, non percorso da scissioni legate agli eventi nazionali. Tutto il contrario del contesto che ha accompagnato Rino Pruiti con alle spalle la spaccatura verticale della lista cui aveva dato il battesimo anni prima con Maurizio Carbonera e la stessa Rosa Palone.

Ciascuno ha fatto il suo gioco portando acqua al proprio mulino, come si suol dire. Pruiti ha dimostrato maggiori capacità di movimento, intelligenza tattica, flessibilità e quel tanto di furbizia che non guasta soprattutto se questi elementi si combinano con il termine di responsabilità. Pruiti ha vinto: è il candidato sindaco del centrosinistra a Buccinasco. Ne va preso atto e va sostenuto con la stessa lealtà che ha vincolato le tre candidature presentate. Non si tratta di una partecipazione all’impresa né silente né acritica, né subalterna. Se le primarie rappresentano come una battaglia, la guerra da vincere è contro gli avversari di sempre, anzi qualcuno in più. Logica e serietà esigono che il PD, elaborato il lutto, ragioni serenamente sul da farsi e lo ha fatto, partecipi attivamente e fattivamente alla presentazione di un programma di governo che lo veda protagonista.

Che questa debba essere la traiettoria non lo disconosce neppure il candidato sindaco. Sa, infatti, e ha dimostrato assoluta consapevolezza in questo accantonando l’enfasi di partigianeria facendosi invece carico di rappresentare realtà politiche plurali, che non è più il momento della propaganda che permette eccessi di personalizzazione, spigolature di carattere ed un certo modo di dispensare promesse non facilmente attuabili. E’ il momento invece di ritornare sulla terra, di fare i conti con la realtà del contesto, di prendere coscienza che sarà tanto più facile raggiungere l’obiettivo quanto maggiore sarà la disponibilità a mettersi in discussione, socializzare i processi, condividere proposte e soluzioni che devono poi camminare sulle gambe delle persone. Ciò significa lavoro costante per fare sintesi, coerenza progettuale in termini di continuità con l’attuale amministrazione, linearità comportamentale senza lasciarsi sopraffare da tentazioni demagogiche. In una parola dialogare e confrontarsi con la cittadinanza nel rispetto della verità.

Mi piace sottolineare il dato di una partecipazione insperata in un momento di grande confusione sotto il cielo della politica. 1.111 cittadini che di domenica si recano alle urne non sono esattamente come i click sulla tastiera di un computer. A Buccinasco gli inventori di questa modalità non ci hanno neppure provato probabilmente per non incorrere nella stessa figuraccia di Monza dove 20 voti hanno determinato il candidato sindaco a 5 Stelle che ha provveduto, più per vergogna immagino, a lasciare il posto a chi ne ha ricevuto solo 17, numero evidentemente stratosferico per i popolari alfieri di verità assolute. Qui si sono accontentati dell’autonomina. Beati loro!

Non dimentico neppure un fenomeno deteriore che pure si è manifestato in questa circostanza. E’ capitato, e non ho mancato la sera di domenica 12 di stigmatizzarlo nella dichiarazione rilasciata alla giornalista de IL GIORNO, che almeno un soggetto ma non credo l’unico, Aldo Scialino, noto esponente locale di Forza Italia si sia presentato ai seggi per votare ed ha votato. Fossi stato presente mi sarei opposto. Lo stesso soggetto, mi risulta, abbia accompagnato in altro seggio alcuni giovani calciatori della sua associazione. Quanto avvenuto è una spia evidente del qualcosa che non va. Le primarie, per loro natura, sono sì aperte ma non possono essere spalancate ad incursioni del tutto improprie e compromettenti. Non si tratta di fare l’analisi del sangue agli elettori. Ma di fronte ad esponenti arcinoti, come nel caso specifico, bisogna categoricamente rifiutarsi di farli votare. Non è impedire l’esercizio democratico, ma non mandare in scena la parodia della democrazia. Non vedo nello specifico conversioni sulla via di Damasco. Vedo piuttosto una gogliardia neppure in grado di rispettare sé stessi e la propria dignità con il rifiuto di guardarsi un po’ allo specchio e vergognarsi per l’assoluta mancanza di onestà intellettuale. Meravigliarsi forse è troppo. In effetti se guardo agli ultimi 20/25 anni a Buccinasco non è molto mutato il parterre degli esponenti di punta di Forza Italia. Sempre quelli. Gli stessi che hanno preparato la forca a Guido Lanati, predisponendola già nella sua prima esperienza e facendolo carambolare nella seconda. Sono gli stessi che hanno partecipato e sostenuto la sciagurata esperienza di Loris Cereda consegnando il Comune di Buccinasco per ben due volte al commissario prefettizio.

Nel periodo considerato, ed è storia non rappresentazione favolistica, le uniche amministrazioni che hanno retto dall’inizio alla fine sono quelle di Maurizio Carbonera e Giambattista Maiorano.

Quali le differenze con quelle di centrodestra? Da un lato confronto anche aspro ma capacità di sintesi e tutti insieme alla stanga a tirare il carretto. Dall’altra interessi contrapposti e corruzioni evidenti. Lo dicono le carte dei tribunali della Repubblica.

Forse, forse vale la pena che i cittadini di Buccinasco se ne ricordino ancora nel segreto dell’urna.

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Pubblicato il 17 marzo 2017, in AMMINISTRATIVE 2017, AMMINISTRAZIONE COMUNE, BUCCINASCO, POLITICA LOCALE con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Sono le ultime cartucce, Sindaco !
    Le sprechi bene !

    Non faccia come Renzi, che è ricordato
    per le tante balle che sparava in un colpo solo !

    Salute.

    Flavio

  2. E dopo le Primarie ?

    Inevitabile, caro Sindaco !
    Le tenebre, il buio, la sconfitta !

    Siamo ai Vespri: prima della notte ci può stare solo il Giubileo di Maiorano !
    Quella solennità, negli annali della Chiesa, non era mai esistita, la inventò Bonifacio VIII,
    un pò per cercarvi un successo di prestigio che riaccreditasse l’autorità scossa dalle delusioni patite.

    Deve indossare una maschera, caro Sindaco, per uscire di scena,
    la più congeniale al suo carattere teatrale !

    Ora deve soddisfare le altrui vocazioni di regia !

    C’est la vie ?!!!

    Flavio

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