IL PARTITO DEMOCRATICO, TRA SCISSIONI E NUOVE SFIDE

simonemercuri(di Simone MERCURI)

In dieci anni il nostro partito ha fatto passi in avanti, forse troppo. Siamo passati dall´essere un partito che contendeva il governo a Berlusconi ad un partito che si contende il governo al proprio interno.

Le “poltrone“ ricoperte nei vari livelli, parlamento, consigli regionali e comunali ed europarlamento si sono moltiplicate come gli stessi attori di un ceto politico che si è ampliato.

Può essere questo il problema? essere diventati troppo grossi?

Sicuramente in un partito di massa per come strutturato questo è inevitabile e rappresenta un pericolo, perché crescere non è sempre sinonimo di positività.

Ma perché siamo cresciuti così tanto soprattutto negli ultimi anni? Semplice abbiamo vinto le sfide elettorali, abbiamo portato in Ue il 40% dei nostri deputati italiani, ci siamo conquistati la maggioranza delle regioni in Italia, abbiamo governato e governiamo ancora molti dei comuni più importanti.

Tutto ciò ha portato alla nascita di un ceto politico nuovo e anche giovane, con il conseguente dilemma dello spazio. C´è spazio per tutti oggi? e domani? e per i nuovi giovani emergenti? cosa può succedere qualora non vincessimo le elezioni? facile, molti politici resterebbero fuori dalla scena e rimarrebbero senza la cosiddetta “poltrona”.

Parliamo di scissione per questioni ideologiche, ma io penso che il problema sia tutt´altro, ovvero l´opportunità che può scaturire da parte di qualcuno dall´eventuale divisione.

Chi resta avrà più spazio, chi esce troverà una nuova collocazione e potrà continuare a fare parte attivamente della politica. Ma qual è il prezzo per il Paese?

Crescere troppo fino ad implodere, succede anche alle aziende, peccato che chi lavora in un azienda lo fa per interesse proprio.

E´ già successo negli ultimi anni che alcuni personalità come Fassina e Civati abbiano scelto strade diverse però non si parlò di scissione, al tempo Renzi era troppo, troppo, troppo forte.

La teoria dei giochi insegna che se c’è qualcuno che detiene il potere in modo egemone (A) il modo per sottrarglielo e quello che gli altri attori (B e C) si alleino, ma solo nel momento in cui si può avere una concreta chance di vittoria o comunque per migliorare la propria situazione o addirittura per riuscire a restare a galla.

Se applichiamo questa teoria alla politica italiana e al nostro partito scopriamo che l’anno scorso non era il momento giusto, Renzi era il Premier, godeva di stima in Ue e oltre oceano, era segretario di un partito che aveva perso a Roma, ma si era riconfermato a Milano.

Ma dopo il referendum… dopo il referendum “o adesso o mai più”.

Ripercorriamo le tappe che hanno segnato il 2016.

Come nelle grandi guerre, prima si fanno delle prove. Il referendum sulle trivelle di Aprile è stata una prova che ha dato l’occasione di creare un piccolo schieramento, ha dato la possibilità ad alcuni come Emiliano di emergere manifestando il proprio disappunto su una scelta politica e non sulla persona di Matteo Renzi. Ha dato la possibilità di avvicinare una minoranza a quel popolo di sinistra che seppure piccolo vive ancora in quei piccoli partiti frammentati come SEL. Ha spostato l´asse del PD da centro/sinistra al centro, nel senso della percezione non dei fatti. Ha dato a Renzi l’immagine del politico al servizio dei poteri forti e allo stesso tempo alla minoranza un’immagine di vicinanza ai problemi ambientali che sono da sempre di considerevole importanza tra tutti i cittadini soprattutto a sinistra. Quel referendum ha aperto una crepa, che seppur piccola e sottovalutata avrebbe portato ad un’inevitabile epilogo.

Cosi, Renzi, passato Aprile ha pensato di spingere sul vero Referendum che gli italiani si preparavano a vivere, quello sulla riforma Costituzionale. A questo punto, dopo la prova, arriva il vero palcoscenico per manifestare il proprio dissenso e questa volta non solo Emiliano ma è soprattutto il Conducator della scissione odierna (così definito da Giacchetti) il Leader Maximo a condurre la battaglia munito di Speranza. Ovviamente parliamo di Massimo D’Alema.

In tv afferma che una riforma migliore, nonostante sia davvero simile a quella proposta da lui 20 anni prima, si potrà avere nell’arco di sei mesi e verrà fatta non appena l’esito negativo del referendum sarà chiaro. Siamo quasi a Marzo e ancora tutto tace.

In tv afferma che con la politica ha chiuso e continuerà a svolgere il ruolo di presidente della sua fondazione europea. Siamo quasi a Marzo ma lui non tace.

A prescindere dal risultato che conosciamo tutti l´importante è vedere la reazione: la minoranza brinda, forse neanche quando Berlusconi cadde furono così felici, la maggioranza e i cosiddetti UltraRenziani puntano il dito verso la minoranza rea di non avere seguito la linea decisa dal partito. Renzi si dimette, e su richiesta della minoranza non indice il congresso nell´immediato.

Dopo poco più di due mesi, finalmente è scoccata l´ora X, tempo di organizzarsi, aggiungere a B e C anche D ed F e scissione sia.

Ma non è ancora il momento di lasciare il partito, prima bisogna affossarlo, renderlo debole, perché nell´immediato sarà un rivale, e cosi lo stesso Conducator ci narra della sua vergogna nell’avere la tessera del PD in un dibattito pubblico.

Questo epilogo era inevitabile perché noi democratici di sinistra siamo così, se le proprie idee sono diverse da quelle altrui non si accetta ciò che viene deciso democraticamente a maggioranza, ma si minaccia, si ricatta “allora io non gioco più” si diceva (all´età di 6 anni).

Come ha detto Piero Fassino, bisogna stare attenti a pronunciare certe parole, perché poi si diventa prigionieri di esse. Una volta che si parla di scissione poi la domanda è “a quando?”.

Nella direzione di oggi, Gianni Cuperlo, dimostrando come sempre equilibrio e saggezza, ha proposto di venirsi incontro e fare il congresso a Luglio. Questo perché le radici di questa possibile scissione starebbero nelle date congressuali. I renziani che vogliono andare al congresso nell´immediato per poi dare la possibilità ai circoli di lavorare per le amministrative almeno negli ultimi 30 giorni. La minoranza che vuole avere del tempo per rendere la corsa alla segreteria contendibile e quindi elezioni a Settembre.

A prescindere dalla mia opinione sulle due proposte, ritengo che minacciare una scissione per questo motivo sia una vergogna perché li fuori, come dice Fiano, ci sono gli altri che aspettano, dietro l’angolo pronti ad utilizzare ogni nostra debolezza, e gli altri sono i populisti con o senza stelle, i trumpisti, i sovranisti, le destre.

Concludo con le parole di Fassino, che in direzione ha ribadito come non bisogna dividersi non perché lo chiede l’ex segretario o perché lo chiede lui, ma perché sono gli elettori del PD che non vogliono questa scissione e che negli ultimi giorni hanno espresso un appello chiaro e corale che non può essere tralasciato da chi accusa Renzi di mancanza di ascolto.

Io parlerei di scissione, qualora avvenisse realmente, di alcuni soggetti non di scissione del Partito Democratico, perché come ha sottolineato Pittella, i valori del PD restano nel PD, non vanno da nessuna parte.

Saranno i politici che cambieranno all’interno del partito, ma la base resterà perché è una base forte, resistente e soprattutto UMILE che vede nelle amministrative comunali del 2017 la vera battaglia.
La nota positiva del pomeriggio di Direzione è la candidatura di Emiliano al congresso perché questo è il PD dove ci sono anime diverse che hanno posizioni diverse e competono tra di loro nel rispetto delle regole. Bene ma che si faccia un congresso non all’insegna delle polemiche perché le comunali si avvicinano e li non è la minoranza o la maggioranza che vince o che perde, li perde la base, i circoli, i volontari che ci mettono la faccia con umiltà e che soprattutto hanno dimostrato fedeltà fino ad oggi a chi evidentemente è dalla carica dei 101 che non la merita.

Annunci

Pubblicato il 21 febbraio 2017, in Congresso PD, IL PARTITO, Pd, POLITICA NAZIONALE con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: