SE IL PD SI SPACCA È UNA SCONFITTA PER TUTTI, ANCHE PER L’ITALIA

rottamazione

di Guido Morano

Quello che fa più rabbia è che sfuggono i contenuti politici della scissione. Gli italiani hanno bisogno di risposte concrete, di politiche concrete, dividiamoci su questo, non su chi vuole fare il capo. L’impressione è che l’obiettivo di chi brandisce la clava della scissione sia rottamare Renzi, rottamare il rottamatore. Qual è il punto politico vero? Quali sono i temi politici concreti e i progetti politici divergenti?

Fa impressione anche il tempismo con cui è ritornata a galla l’inchiesta sul padre di Matteo Renzi, altra clava che qualcun altro brandisce, segno che sul progetto “rottamare il rottamatore” c’è una convergenza di interessi, anche eterogenei, ma pur sempre convergenti (clicca qui).

Ma ci sono anche molti che stanno lavorando per scongiurare il disastro. «L’intervista di Matteo Renzi oggi al Corriere – commenta Emanuele Fiano – è un invito sincero, chiaro e sofferto. Non ci possono essere dubbi. La minoranza faccia un passo avanti e non fuori, per l’unità del partito e per il bene del Paese». E in effetti l’intervista (clicca qui) propone delle aperture che potrebbero e dovrebbero essere colte.

Sul quotidiano “La repubblica” interviene anche Dario Franceschini (clicca qui). Che dirà la storia, che diranno gli storici – dice Dario – dell’ennesima spaccatura della sinistra italiana? Sono d’accordo con Dario. La vocazione al tafazzismo verrà una volta per tutte sancita, e la credibilità dei questa classe dirigente sprofonderà nel nulla. Franceschini invita Renzi a mediare meglio per tenere unito il Partito.

Su “L’unità” Gianni Cuperlo sottolinea che «spezzare il progetto più ambizioso della sinistra italiana nell’ultimo quarto di secolo sarebbe una sconfitta di tutti … ma chi sta al timone ha la responsabilità più alta e il dovere di fare ogni fatica per impedire una frattura dalle conseguenze profonde». (clicca qui) Cuperlo propone di avviare il Congresso subito ma con uno svolgimento senza fretta. Occorre lasciare spazio a una discussione la più ampia possibile che deve coinvolgere i Circoli territoriali e che potrebbe concludersi in autunno.

Che ci sia bisogno di una discussione ampia e che duri il necessario è evidente. Oggi il senso comune diffuso ritiene, quando va bene, che i partiti siano inutili; la maggioranza pensa forse che siano un danno per la società. Il senso comune dice “Basta con la politica e politicanti incapaci di rispondere ai bisogni della gente! La nostra classe politica, le nostre Amministrazioni, che cavolo stanno facendo per la gente? Quella che ha bisogno, quella che domanda, quella gente che vive l’urgenza di un piatto caldo?” E il senso comune non ha torto. Sbaglia solo quando ingenuamente ritiene che eliminare i partiti sia la soluzione. Senza il partito, comunità politica, soggetto politico collettivo, che discute, che studia, che fa esperienza e decide insieme, c’è solo il rapporto tra il leader e la massa, un insieme instabile, volubile e volatile di individui eterodiretti dai massmedia.

C’è un lavoro da fare per ridare dignità alla politica e ai partiti. Trasformiamo lo “psicodramma scissione” in una opportunità per ridare alla politica e ai partiti il senso della cura del bene comune.

Annunci

Pubblicato il 17 febbraio 2017 su Congresso PD, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: