BUCCINASCO: RETROSPETTIVA SULLA SITUAZIONE DEL PERSONALE DEL COMUNE

maiorano_g2di Giambattista Maiorano

La pianta organica, il numero dei dipendenti, previsto per legge per un Comune come quello di Buccinasco, definita in modo proporzionale al numero di abitanti, prevede complessivamente 167 lavoratori. Quando dopo aver vinto le elezioni la Giunta Maiorano è entrata in Comune erano presenti al lavoro 127 persone a tempo indeterminato. Quindi – 40 rispetto alla pianta organica.

Alla data del 1 gennaio 2017, cioè ad oggi, tra pensionamenti e trasferimenti vari, la dotazione organica è di 114 persone. Di queste, 4 sono attualmente operative presso un altro ente pubblico con lo strumento giuridico del comando.

Ai 110 dipendenti a tempo indeterminato operativi si aggiungono 6 lavoratori in comando provenienti da altro Comune per un totale quindi di 116, cioè – 11 persone rispetto a quando siamo entrati in amministrazione.

Sono numeri che chiariscono. È chiaro che con questi numeri il Comune ha una capacità operativa limitata, più limitata di quella che abbiamo trovato quando abbiamo iniziato ad amministrare.

Il limitato potenziale operativo del Comune di Buccinasco è stato quindi il prodotto di due ragioni fondamentali.

La prima. Nel biennio 2013-2014 il clima generale nel palazzo comunale non era dei migliori. Il Sindaco ha più volte raccontato le sue vicende giudiziarie. Vicende giudiziarie tutte, una dopo l’altra, andate a finire inevitabilmente in nulla. Tutte prodotte da un gioco tra alcuni, una esigua minoranza, che lavoravano dentro al Comune e chi fuori, per incompetenza o malafede, ha fatto regolarmente da sponda. In un ambiente di lavoro dove fioccano le denunce, la paura determina pesantemente i comportamenti dei dipendenti, induce a una prudenza eccezionale, una attenzione fuori dal comune, e rallenta tutto il lavoro. Ogni pratica viene controllata e ricontrollata, anche quando non è necessario, per paura di sbagliare e finire nei guai. Si può sbagliare, tutti possono sbagliare, e in un ambiente di lavoro normale si rimedia e basta. In un ambiente di lavoro anormale partone le denunce, seguono le irruzioni della Guardia di Finanza e il fascicolo va a finire a Milano in procura.

Seconda ragione. Dal 1 gennaio 2015 fino al novembre 2016 c’è stato il blocco delle assunzioni e la strategia del ricollocamento dei dipendenti delle Province. Risultati, quantomeno per noi, nessuno.

Siamo infine arrivati al dicembre 2016. Appena si è aperto lo spiraglio ci siamo mossi. Ecco allora che oggi abbiamo avviato le procedure burocratiche per stabilizzare 4 delle persone che lavorano da noi in comando, per assumere con la mobilità 3 agenti di polizia locale, e per assumere 3 impiegati amministrativi. Finalmente una boccata di ossigeno

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Pubblicato il 31 gennaio 2017 su POLITICA LOCALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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