BUCCINASCO M4 TRA DESIDERI E REALISMO: NON LASCEREMO NULLA DI INTENTATO

m4-2017_01_17di Giambattista Maiorano

Noto con piacere che il dibattito sulla M4 appassiona e continua. Giusto e legittimo proporsi come stimolo perché l’idea non resti tale. Ho tuttavia l’impressione che nel merito si perda il senso del realismo giocando troppo spesso demagogicamente con proclami e grida bellicose. Comprendo il clima da campagna elettorale. Si tratta di lucrare voti. Tutto serve ad appuntarsi sul petto la medaglietta per speculare qualche voto in più e passare come l’artefice indiscusso della vittoria. Il tema, però, in questo caso non si addice perché è una cosa grossa, un boccone grosso che rischia di soffocare l’ingordo.

Credo di essere già stato chiaro in passato e voglio esserlo di nuovo e anche di più in queste circostanze. L’obiettivo, ricercato, promosso e voluto da questa Amministrazione, può essere e deve essere perseguito con realismo evitando di creare illusioni e alimentare false speranze.

Per fare svanire le illusioni serve raccontare e interpretare bene i fatti.

1) Si era parlato a suo tempo di realizzare una fermata di M4 in corrispondenza del deposito, ora in costruzione, sull’area adiacente di via Merula a Milano. Abbiamo come Centrosinistra di Buccinasco promosso nel merito un’apposita raccolta di firme che ha dato un più che apprezzabile risultato: 3000 sottoscrittori. Le ho presentate nel novembre 2015 ad un’assemblea aperta alla presenza dell’allora assessore milanese ai trasporti Pierfrancesco Maran accompagnato dai suoi tecnici presso il centro sociale di via Martinelli perorando con forza la causa.

2) All’inizio del 2016 ho promosso uno specifico incontro tra tecnici di M4 e la Giunta di Buccinasco. Due domande abbiamo rivolto ai tecnici. Domanda 1: si può fare la fermata presso il deposito? Risposta: No secco. Il deposito è un luogo di lavoro, una “fabbrica” sottoposta a norme si sicurezza particolari. Non può ospitare in nessun caso cittadini utenti. Domanda 2: e allora che fare? Si può andare oltre e fare la fermata “Buccinasco”? Risposta: assurdo economicamente fare una sola fermata, ce ne vogliono almeno 4. È quindi emersa in quella sede la possibilità di attuare un prolungamento, con percorso da studiare e definire, destinato a raggiungere i territori di Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone e Trezzano sul Naviglio senza interferire con il deposito. Era un percorso peraltro già ipotizzato da pianificazioni validate dal Comune e dalla Provincia di Milano. Niente di nuovo.

3) Si era alle soglie della campagna elettorale milanese e quindi era prematuro premere sull’acceleratore con le istituzioni superiori. In attesa dello svolgimento della campagna e dell’esito elettorale mi è parsa quantomeno fantasiosa e fuori luogo la richiesta di una parte politica della mia stessa maggioranza di promuovere il 30 di aprile una manifestazione di protesta all’altezza del ponte Giordani. Contro chi poi, contro l’amministrazione milanese uscente? Inaccettabile. Allora non si fa niente? No, si fa, ma seguendo la strada giusta.

4) Senza far chiasso, lavorando sotto traccia, senza preoccuparmi della visibilità politica, mi sono speso nelle sedi appropriate. Mi sono personalmente speso ai tavoli della definizione dei programmi elettorali all’interno della componente di Centrosinistra. Il risultato non è mancato. Sia nella piattaforma programmatica dello schieramento di Sala in modo esplicito (pag. 28), sia in modo più sfumato in quello del suo competitor Parisi, è stato inserito un analogo impegno: prolungare M4 oltre Buccinasco.

5) Definito il nuovo quadro politico milanese non ho perso tempo. Ho chiesto ai Sindaci interessati un incontro che si è tenuto il 21 giugno. Un incontro squisitamente tecnico che ha visto la conferma della volontà politica delle quattro amministrazioni più direttamente interessate, seppur con qualche distinguo prudenziale, alla presenza di funzionari sia del Comune di Milano sia di M4 Spa. In tale incontro è stato richiesto ai tecnici la redazione dell’offerta per lo “studio di fattibilità”, pervenuta successivamente a fine luglio.

6) Dopo la pausa estiva, il 19 settembre, è avvenuto invece l’incontro con gli interlocutori politici dell’amministrazione milanese, presente l’assessore alla partita Marco Granelli e la Segreteria del Sindaco Sala. Qui è stato confermato l’impegno assunto e la necessità di procedere a un successivo incontro con Regione Lombardia ormai prossimo e, se diamo retta ai rumors, promettente, riguardo alla possibilità di realizzare a costi condivisi e ragionevoli lo studio di fattibilità.

Fine. Oggi siamo arrivati qui.

E se guardiamo avanti che cosa è ragionevole, sensato, realisticamente ipotizzare? Realizzato lo studio di fattibilità i tempi non saranno brevi. Se non vogliamo prenderci in giro, bisogna dire che ci vorranno molti anni.

  1. Il costo dell’opera è ovviamente di milioni di euro: chi ce li mette? L’obiettivo non potrà che essere raggiunto nella massima condivisione di tutte le amministrazioni interessate e facendo tutti i passi istituzionalmente previsti: dalla richiesta della copertura finanziaria rivolta in parte al Ministero delle Infrastrutture, si deve ipotizzare una partecipazione che potrebbe andare dal 60 all’80% necessaria ma tutta da vedere, fino alla ripartizione della differenza anche con Regione Lombardia
  2. Il prolungamento verrà messo in cantiere certamente dopo avere portato a termine quanto nel momento del recente avvio dei lavori di M4 era già stato approvato definitivamente e finanziato.
  3. Ridicolo pensare che realisticamente la “pressione” esercitata di manifestazioni o comitati popolari, rivolta contro un ben confezionato nemico virtuale che avrebbe la colpa di ostacolare la rapida soluzione del problema, possa fare bruciare le tappe. Può certo far guadagnare qualche voto, perché sollecitare le emozioni popolari, come insegna Beppe Grillo, serve a portare a casa dei voti.
  4. Seriamente si può prevedere che lavorare sul tavolo di M4, progettando così sul lungo periodo, non escluda anzi ci impegna a fare una franca discussione su soluzioni alternative a breve e medio termine, che possono essere approntate per gestire meglio i trasporti locali delle nostre comunità. Perché non proporre un collegamento frequente con la più vicina stazione di M4? Perché non riproporre con forza la definizione di una nuova e diversa politica tariffaria (biglietto unico metropolitano oppure tariffa a distanza) per non subire l’attuale penalizzazione e individuare una più razionale mobilità riqualificando e potenziando i servizi senza subire ulteriori costi. E anche altro…

Insomma, finché sarò in carica terrò aperte molte opzioni, lavorerò sul piano A, ma anche nello stesso tempo sui piani B e C.

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Pubblicato il 17 gennaio 2017 su LAVORI PUBBLICI, trasporti pubblici. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Caro Maiorano vediamo di rinfescarti un po la memoria….

    ricordo male o una quindicina di anni fa c’era qualche parte politica di Buccinasco che era contraria al Deposito MM4 sul territorio di Buccinasco e al confine con Trezzano di Naviglio e preferiva fare un bel “CIMITERO PARCO” all’americana piuttosto che avere appunto un Deposito MM4 sul proprio territorio ……. e quindi niente Deposito nei pressi della tangenziale e niente fermate MM4 su Buccinasco e Corsico ???……..

    E di cosa cavolo vi lamentate adesso ????????????????

    Siete stati voi sinistrorsi la causa di tutto questo…..!!!!!!!!!!!!!

    Mi sbaglio e ricordo male ??????

    Il Deposito MM4 a Ronchetto è una conseguenza delle vostre scelte sbagliate del passato……e le 4 fermate che mancano idem……..

  2. Giambattista Maiorano

    Caro Roberto, non giocare con la memoria corta. Quanto dici è parzialmente vero. E’ vero infatti che all’epoca si parlava di M4, ma di deposito posto al confine tra Buccinasco e Trezzano con caratteristiche affatto dissimili di quello che si sta realizzando a Ronchetto. E’ vero che nella progettualità del PGT Carbonera era prevista la realizzazione del cimitero-parco la cui assenza ha determinato un’antipatica notevole restrizione nella ricezione di salme dall’esterno limitandola ai soli parenti di primo grado purché destinati a loculi.
    Non mi piace rigettare su altri decisioni che io stesso ho condiviso. Ma non dimenticare la composizione della giunta di allora. Se qualcuno oggi vuole tirarsi fuori è affar suo. Che questo sia poi coerente è un’altra storia. Giudicherà il cittadino.
    Giambattista Maiorano

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