ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO: LA DECISIONE È TRA CONGRESSO DEL PD O PRIMARIE DI COALIZIONE

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di David Arboit

L’Assemblea nazionale del Partito democratico si riunisce questa mattina alle ore 10 a Roma: location il mitico Hotel Ergife. La discussione ruota attorno alla seguente domanda, al seguente aut/aut: dopo la sconfitta serve un Congresso del Partito Democratico per la discussione di un nuovo programma e di una nuovo Segretario del PD oppure meglio le Primarie di coalizione per un nuovo programma di governo in vista delle elezioni di giugno 2017?

Da un lato una riflessione in sede congressuale sul progetto politico del Partito Democratico, e sulla funzione e struttura della “forma partito” nella società italiana, partendo da una adeguata discussione sull’esito del referendum, sarebbe necessaria e urgente. Questa discussione consentirebbe di chiarire una nuova linea politica e scegliere la segreteria che avrebbe la responsabilità di metterla coerentemente e fedelmente in pratica.

D’altro lato è altrettanto urgente una verifica elettorale nazionale perché l’attuale Parlamento non ha più la fiducia del popolo italiano, cosa dimostrata dal risultato del referendum, perché è stata direttamente respinta la riforma costituzionale, ma indirettamente sono state anche respinte altre importanti leggi anch’esse approvate dal Parlamento.

Che fare? Occorre valutare attentamente le ipotesi in campo perché la situazione e complessa (clicca qui). Ma la cosa più importante è la seguente: è indispensabile dimostrare con la massima evidenza possibile a tutti gli italiani che si sceglie tenendo conto in primo luogo del bene comune del Paese, e si mettono in secondo piano le beghe di partito e di corrente, e le pur legittime ambizioni personali. Qualunque ambiguità e mancanza di chiarezza su questo sarebbe errori imperdonabili e matematicamente sanzionati dal voto popolare.

Il dibattito congressuale, comunque, è già stato giustamente avviato.

Le porte del quotidiano l’Unità si sono aperte ed è entrata la voce del popolo del Partito Democratico assieme alla voce dei “famosi”, quelli che tutti i giorni finiscono sulle pagine dei giornali e in TV. A leggere queste pagine non si può non essere orgogliosi del “livello del dibattito”, incomparabilmente superiore a quello presente (quando c’è) nelle altre forze politiche, sia per vigore morale, sia per determinazione ideale, sia per competenza di governo.

Dal popolo del PD esce da un lato un grido di dolore per i soliti scontri interni che sono frutto di narcisismo e carrierismo, e impediscono una seria discussione sul progetto politico del partito, un programma di lavoro che deve avere come orientamento ideale e fondamentale rispondere alla sete di giustizia di chi vive condizioni esistenziali di disagio, che non sono sempre e solo economiche. Questo significa come suggerisce Enrico Rossi Presidente della Regione Toscana portare in primo piano la questione sociale e il tema del lavoro (clicca qui). Aggiungo io: occorre ritornare al tema utopico della democrazia economica, e cioè al problema di come introdurre elementi di democratizzazione in un sistema economico che a molti appare come inumano e spietato, basato sullo sfruttamento del lavoro (si può ancora dire?). Lo suggerisce anche Papa Francesco.

Se la linea del partito, il progetto politico, ha bisogno senza dubbio di essere discusso e rinnovato, ha bisogno di una robusta riforma, non è necessario un cambio del Segretario del partito sostiene Walter Verini (clicca qui). Sono d’accordo, penso francamente che per molte ragioni Matteo Renzi sia “Il Migliore”. A questa valutazione aggiungo però che il Segretario deve essere interprete di una linea politica discussa e condivisa perché in una vera comunità politica nessuno deve avere le “mani libere”, nessuno ha il diritto di intraprendere strade senza una adeguata e convincente discussione. Ce lo chiede il popolo del PD: «maggiore coesione» assieme alla «condivisione delle cose di sinistra» fatte e da fare. Insomma occorre chiarezza e condivisione sulla identità ideale del PD per poi marciare insieme e mettere in pratica.

Sempre preziosissimo, quanto tropo poco diffuso e condiviso, il contributo di Fabrizio Barca, da sempre orientato a ricercare una strada per una radicale rifondazione del rapporto tra il partito e la società civile (clicca qui).

 

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Pubblicato il 18 dicembre 2016 su Congresso PD, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/12/29/news/_le_nostre_ronde_di_sinistra_la_sicurezza_non_e_un_tabu_-155028531/?ref=HREC1-7

    Ah, ecco….mi sembrava strano…….!!!

    Cambio di rotta con le ronde sinistrorse che fanno socializzare i cittadini ??

    Ma Maiorano non era contrario alle “ronde” di Pruiti ?
    E adesso come la mettiamo……??

  2. http://espresso.repubblica.it/palazzo/2017/01/05/news/marco-minniti-sicurezza-e-parola-di-sinistra-1.292979?ref=HEF_RULLO

    E la percezione di insicurezza è andata a “farsi benedire” ……?
    Cheddice il nostro Sindaco ?

    P.S.
    Ho letto che c’è una banda di ragazzini che ruba addirittura le merendine di notte alla scuola media….piccole percezioni di insicurezza crescono…..

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