IL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI: IL VALORE DELLA UNITÀ

di David Arboit

È una notizia passata quasi inosservata: è stato raggiunto un accordo tra rappresentanze sindacali, FIOM compresa, e rappresentanze degli imprenditori, sul Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori metalmeccanici. Una volta in Italia era il contratto più importante, quello che dava il ritmo a tutti i rapposrti sindacali, quello che era più comunicato dai massmedia, anche perché allora, ma anche oggi, il settore è per l’Italia uno dei più vitali.

Soddisfazione da parte del Segretario generale della FIOM Maurizio Landini che il 26 novembre del 2016 ha dichiarato «Abbiamo ritrovato l’unità» sindacale “arriva un segnale importante in questo momento: di fronte alla crisi bisogna unire esigenze e bisogni”. L’aspetto più importante del contratto secondo Landini è che «il contratto è per tutti. Tutela del potere d’acquisto, sanità, formazione – ha aggiunto – saranno per tutti i lavoratori. Landini ha quindi sottolineato che con l’intesa «si estende e si qualifica la contrattazione aziendale mantenendo il contratto nazionale». Immagino che nelle consultazioni aziendali Landini inviterà i lavoratori a votare Sì perché lo ritiene un buon accordo, un buon compromesso tra le parti.

Il contenuto del contratto in sintesi è spiegato nel sito della FIOM (clicca qui).

Ma anche qui c’è chi dice No. La FIOM di Genova boccia il contratto perché ritiene che sia un passo indietro rispetto ai diritti fin qui acquisiti dai lavoratori (clicca qui). Immagino chiedano di votare No nelle consultazioni e quindi di mantenere lo status quo.

Ma allora è un buon compromesso o un compromesso al ribasso? Sì, perché anche qui, come nel caso del referendum costituzionale, si tratta di vedere il bicchiere mezzo pieno o il bicchiere mezzo vuoto, cioè di accettare la legge dell’accordo. E in ogni caso, al di là dei contenuti, il primo fatto positivo è che dopo anni di polemiche e di accordi separati o rinviati si è ragggiunto l’obiettivo della firma unitaria. Un obiettivo non da poco perché è evitente che l’unità sindacale dà più forza a ciascun lavoratore, e anche per ottenere l’unità occorre trattare e raggiungere un compromesso tra diverse rappresentanze sindacali. Quando si parla di contratto di lavoro le questioni sono concrete e probabilmente più facilmente comprensibili; è anche più comprensibile forse il valore dell’unità.

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Pubblicato il 1 dicembre 2016 su ECONOMIA POLITICA, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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