REFERENDUM COSTITUZIONALE: GLI SCENARI DEL DOPO IL VOTO

di David Arboit

Il No è in vantaggio. Lo dicono e lo scrivono tutti. Sarà vero? Lo dice per esempio una fonte autorevole come il sondaggista Ilvo Diamanti su “La Repubblica” (clicca qui). E lo registra anche Nando Pagnoncelli sul “Corriere della Sera” (clicca qui). Ma se si guarda alle elezioni americane la prudenza appare d’obbligo, e viene subito in mente quello che il registra Michael Moore ha scritto denunciando «i sapientoni, i predittori, i sondaggisti e tutti quelli che nei media hanno realizzato una narrazione che non funzionava e si sono rifiutati di ascoltare o riconoscere quello che stava realmente accadendo».

È vero che molti dei protagonisti del teatrino della politica hanno calcolato che dalla vittoria del No avrebbero un tornaconto, ma se la vittoria del No è probabile assai meno probabile è che il tornaconto sperato si realizzi; e se i calcoli sul dopo voto poi fossero errati? Assai probabile che lo siano, perché il dopo voto con vittoria del No è lo scenario che presenta il minor tasso di leggibilità. È bello tra l’altro vedere come il fronte del No accomuni tutti coloro che hanno voglia di consumare piccole o grandi vendette politiche, anche a Buccinasco. Il no, diciamolo, è in gran parte rancoroso e revanscista.

Stefanno Folli su “La Repubblica” fa una serie di interessanti considerazioni sugli scenari del dopo voto (clicca qui) è sottolinea come il ruolo centrale che nell’ordinamento italiano assume in questo caso il Presidente della Repubblica è alla fin fine di garanzia per tutti.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi (clicca qui) mette di nuovo in chiaro che non resterà in scena per recitare un ruolo dimezzato e senza il pieno sostegno popolare. Lui è per fare le riforme non per tirare a campare (clicca qui).

Sulle considerazioni degli scenari del dopo voto si basa la presa di posizione di Giuliano Pisapia (clicca qui), un uomo con un profilo politico certamente e autenticamente di sinistra, che alla fine sceglie di stare dalla parte del Sì.

Massimo Franco sul “Corriere della Sera” (clicca qui) sottolinea che la campagna referendaria fino ad oggi è stata di fatto una campagna per le elezioni politiche, e non è stata quasi mai orientata sul merito della riforma costituzionale. È stata e continua ad essere un plebiscito sul Governo Renzi. Il carico di significati impropri ed estranei che ha assunto, quindi, sarà ciò che in gran parte determinerà gli scenari del dopo voto.

La campagna elettorale comunque non è finita. A prescindere dal risultato, questa è una straordinaria occasione di partecipazione politica. Quindi a ciascuno il compito di partecipare alla discussione, dove e come può, per tentare di fare prevalere il risultato che in cuor suo e onestamente valuta come la scelta migliore per l’Italia.

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Pubblicato il 19 novembre 2016 su POLITICA NAZIONALE, REFERENDUM COSTITUZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Ciao David….Ben 7 clicca qui’……..

    leggi quì ……leggi qui’ ….leggi qui’….leggi qui’….leggi qui’….leggi quì….leggi qui….sotto…..

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/italiani-canna-gas-ora-svendono-anche-casa-1333341.html

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