BUCCINASCO: UNO SGUARDO VERSO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE PROSSIME VENTURE

maiorano-2016di Giambattista Maiorano

Nella battaglia campale referendaria tuonano i cannoni del Sì e del NO, mentre la campagna elettorale amministrativa di Buccinasco, pur essendo vicina, resta sullo sfondo, anche se qualche mossa la si intravvede. Una cosa comunque già la sappiamo e va data per certa: per quanto mi riguarda scenderò in campo, ma nelle retrovie, nel ruolo di padre nobile. Qualcos’altro inizia a scorgersi, si mettono a punto i motori, i cavalli scalpitano, qualcuno sembra aver già raggiunto la linea di partenza.

Appaiono sulla scena personaggi vecchi, vecchi riverniciati di nuovo, e personaggi nuovi già vecchi. L’anagrafe centra poco o nulla. Non posso che auspicare che all’orizzonte ci siano soggetti capaci di vera novità, senza il timore di definire l’appartenenza (un partito, una lista, un movimento), soggetti in grado di esprimere genuino entusiasmo non disgiunto da quella sana voglia di apprendere che è sintomo disponibilità a rendere capacità, competenze, energie ed esperienze al servizio della città e del bene comune. È indispensabile avere l’attitudine a comprendere la complessità, a interpretare i bisogni, a mettersi alla stanga consapevoli delle difficoltà presenti sul percorso. In sostanza: ridare smalto, dignità e forza alla “politica” riscoprendo il significato vero della parola.

Il senso della “politica” altro non dovrebbe essere che partecipazione alla costruzione della città terrena dove ciascuno, a prescindere dalla sua scelta culturale, filosofica o religiosa, è chiamato responsabilmente a portare il proprio mattone. Ciascuno attraverso la comunità che si è scelto. Sì perché se non ci fosse pluralismo delle, e nelle, istituzioni, parlare di democrazia, di sistema democratico, di legittimazione reciproca, sarebbe esercizio di grande ipocrisia.

Mi permetto di segnalare che cardine essenziale è il dovere del rispetto gli uni degli altri evitando forzature e demonizzazioni molto lontane dalla critica legittima, anche se aspra. L’uso di una giusta ironia e sarcasmo, che portano anche a sorridere di se stessi, sono molto diversi dall’insulto, e dall’odio, che vuole annullare il termine “avversario” e vedere solo il “nemico”.

Viviamo in un momento di grande confusione dove gravissime sono le responsabilità delle classi dirigenti e della stessa società civile. È facile in questo contesto rifiutare la politica e i politici come se di politica seria e di politici seri non ce ne fossero in circolazione e dopotutto non ce ne fosse in fondo nemmeno un gran bisogno. La reazione istintiva, comprensibile e anche giustificata, porta a dare consenso a chi afferma di non voler avere nulla a che fare con la “politica”, ma in realtà si candida per governare un Paese, una città, e quindi a fare politica. E neppure l’anarchia è assenza di politica.

E visto che la politica è esercitata da uomini e che gli uomini hanno certo tante virtù ma anche vizi e limiti, se ne deve dedurre che non è l’idea di politica a fallire, ma gli uomini a sbagliare. La storia tra l’altro dimostra come non sempre il cambiamento sia stato posto al riparo da operazioni ciniche e trasformistiche, realizzate da transfughi pronti a svendersi al migliore offerente, oppure come il cambiamento sia stato solo il prologo di disastri gravissimi, soprattutto nella nostra Europa. Eppure non c’è via di scampo: è agli uomini che occorre dare fiducia, necessariamente e inevitabilmente, in politica, ma non solo, perché tutte le comunità umane si fondano sulla fiducia reciproca.

Può capitare anche a Buccinasco nelle prossime amministrative? Non ho risposte certe, ma non mi sorprenderei.

Per intanto diffido di quelli che, pur avendo una storia alle spalle, si autocertificano come prodotto di origine controllata, si esaltano della propria innata bravura, dichiarano guerra aperta ai partiti, al sistema, e a tutti quanti osano rivendicare se non la stessa una natura simile. Curioso, vero? È il caso delle liste civiche già presenti e temo nasciture. Non ce n’è una che non reclami il marchio dell’autentico civismo apartitico. Tutte, ciascuna per proprio conto, fanno a gara a dimostrare quanto fasulle siano le altre. E però poi, nel tentativo di contare qualcosa, si aggregano tra loro, si coalizzano chi con gli odiati partiti (per loro destra e sinistra pari sono), e senza ritegno continuano a sostenere la propria immacolata verginità. Si offendono se li chiami politici perché di loro stessi dicono “siamo civici e basta!”. Quanto questa posizione possa essere seria e sostenibile, lo lascio alla vostra valutazione.

Mi è più volte capitato di incrociare personaggi alla spasmodica ricerca di visibilità, spesso delusi per non averla ottenuta in precedenti esperienze politiche (magari nei vituperati partiti), sempre pronti con la valigia in mano a trasferirsi armi e bagagli sul “treno” che corre più veloce, per poi scendere al momento giusto, quando rallenta.

Non meno mi preoccupa qualche tardivo e canuto convertito dopo che per una vita ha provveduto a curare esclusivamente i propri interessi. Se è vero che non è mai troppo tardi è altrettanto vero che a tutto c’è un limite, anche se questo limite è giusto venga stabilito dal cittadino elettore.

Non parliamo poi di quanti non sono sfiorati dal dubbio, ma solo ingessati nella loro coriacea esclusiva verità quasi fosse un dogma di fede. Sono gli stessi dell’io sono io, e voi non siete un c…

Se proprio dovessi individuare un profilo, direi che i nostri eroi sono tutt’altro che dei “ciula”. Non sono affatto degli sprovveduti. Sono anzi capacissimi affabulatori, spregiudicati nel raccontarla, decisamente convincenti. Non giudichiamoli con pregiudizio. Lo ritengo inutile oltre che dannoso e poco intelligente. Conoscerli significa leggere bene e valutare sia i curricula professionali, sia la loro storia e la serie delle loro scelte nel tempo se ancora la coerenza, quantomeno dei valori, viene ritenuta una virtù. A ben guardare possono allora emergere cose sconcertanti e assolutamente illogiche non legate a comprensibili evoluzioni politiche, ma figlie presuntuose di ubriacature mosse da personalissimi obiettivi.

Non si farà fatica a individuare abili giocatori nel cambio reiterato di casacca, quelli a cui da fastidio lavorare in squadra, ma anche chi, “folgorato sulla via di Damasco”. spergiurando che quella attuale è stata ed è l’unica scelta di vita, figurava nella storia di questa città come “centrista e moderato” alleato del centro sinistra, transitato da menestrello alla corte di Cereda, poi, una volta rovinosamente caduto il principe, importante rappresentante di una lista civica ed in fine sbarcato con grande sollazzo nel condominio a cinque stelle con l’estro di fustigare gli altri evitando accuratamente di guardarsi allo specchio.

Il mondo è pieno di sorprese anche quando non te le aspetti. Adesso è tanta la nebbia che avvolge i primi passi di queste amministrative a Buccinasco. Corre voce che attorno a questo o a quel “dominus” si riuniscano antiche tribù, rimaste a lungo in sonno e che progettano di rinascere. Una volta diradata la nebbia, le sagome verranno alla luce, volti e persone si materializzeranno e tutto sarà più chiaro. Chi vivrà, vedrà e magari scoprirò che la mia non era solo un’impressione.

 

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Pubblicato il 18 novembre 2016 su AMMINISTRATIVE 2017, POLITICA LOCALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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