ELEZIONI USA, MICHAEL MOORE: ROTTAMARE I DIRIGENTI, RIFARE IL PD USA

trumpland

Di David Arboit

Il “day after” la vittoria di Bonald Trump, il regista Michael Moore, che profeticamente l’aveva prevista all’inizio di luglio di quest’anno, scrive un post su facebook con il “che fare”.

Primo compito in stile renziano “rottamare” i vertici del Partito Democratico USA.

Secondo compito “rottamare” i sedicenti politologi e sondaggisti che hanno dimostrato soprattutto di non capire un bel niente di quello che stava accadendo.

Terzo compito rottamare Obama e tutti quelli che nel PD USA abbiano in mente di mediare con la nuova amministrazione, di tenere un atteggiamento di unità nazionale, e si rifiutino di fare una opposizione durissima e senza esclusione di colpi alla amministrazione Trump.

In sintesi il tema è la distanza che separa il popolo americano dal PD USA, un partito che è ed è percepito come legato a doppio filo e al servizio delle élite dominanti finanziarie ed economiche. Nonostante questo, il voto popolare, la maggioranza dei voti l’ha ottenuta Hillary e soltanto un sistema elettorale sbagliato – secondo Moore – ha fatto in modo che la volontà della maggioranza del popolo USA non fosse rispettata.

Ecco il testo che Michael Moore ha pubblicato su facebook.

 

Michael Moore, 9 novembre alle ore 16:13 ·

Lista delle cose da fare il giorno dopo

1) Riconquistare il Partito Democratico è restituirlo al popolo. Ci hanno miseramente tradito e abbandonato.

2) Eliminare tutti i sapientoni, i predittori, sondaggisti e tutti quelli che nei media hanno realizzato una narrazione che non funzionava e si sono rifiutati di ascoltare o riconoscere quello che stava realmente accadendo. Gli stessi “tromboni” ci diranno adesso che dobbiamo evitare di dividerci come nazione e camminare insieme. Neo prossimi giorni tireranno fuori dal loro culo altre stupidaggini come questa. Spegniamoli.

3) Ogni membro democratico del Congresso, che non si è alzato questa mattina pronto a combattere, resistere e fare ostruzione come i repubblicani hanno fatto contro il presidente Obama ogni giorno per otto anni interi, deve farsi da parte e lasciar a quelli di noi che conoscono la situazione il compito di aprire la strada per fermare la meschinità e la follia che sta per iniziare.

4) Tutti devono smettere di dire che sono “stordito” e “scioccato”. Quello che vuoi dire è che eravate in una bolla, non facevate attenzione ai vostri concittadini Americani e alla loro disperazione. Sono stati trascurati da entrambi i partiti per anni, e per questo è cresciuta solo la rabbia e il desiderio di vendetta contro il sistema. Poi è arrivata una star della TV e a loro è piaciuto il suo piano che era distruggere entrambi i partiti e dire loro tutto “Sei licenziato!”. La vittoria di Trump non è una sorpresa. E Trump non è mai stato uno scherzo. Trattandolo così lo si è rafforzato. È nello stesso tempo una creatura e una creazione dei media e i media non potranno mai possedere questo.

5) A tutti quelli che incontrate oggi dovete dire “Hillary Clinton ha vinto il voto popolare”. La maggioranza dei vostri amici americani ha preferito Hillary Clinton a Donald Trump. Punto. Se vi siete svegliati questa mattina pensando di vivere in un paese che è fottuto, non pensatelo. La maggioranza dei tuoi compagni americani voleva Hillary e non Trump. L’unica ragione per cui Trump è presidente è a causa idea arcana e folle del 18mo secolo chiamata Collegio elettorale. Fino a quando non la cambieremo, continueremo ad avere presidenti che non abbiamo eletto e che non vogliamo. Vivi in un paese dove una maggioranza dei suoi cittadini crede che esista il cambiamento climatico, crede che le donne debbano avere la stessa paga degli uomini, vuole un’istruzione universitaria gratuita, non vuole che gli USA invadano altri paesi, vuole un aumento del salario minimo, e vuole l’assistenza sanitaria per tutti. Nulla di tutto questo è cambiato. Viviamo in un paese in cui la maggioranza è d’accordo con le posizioni “liberal”. Quello che manca è soltanto una leadership liberal per realizzare questi obiettivi (vedi punto 1 sopra).

Cerchiamo di ottenerla a partire da adesso, da oggi.

Considerazioni molto simili a quelle di Michael Moore sono state fatte da una voce politicamente più autorevole si tratta di Robert Reich (clicca qui per una biografia) professore di economia e collaboratore del Governo di Bill Clinton (clicca qui).

Ha scritto Moore che ci sono delle precise responsabilità: «Sono stati trascurati da entrambi i partiti per anni, e per questo è cresciuta solo la rabbia e il desiderio di vendetta contro il sistema». È un aspetto documentato da una inchiesta fatta in USA da Gianni Riotta e pubblicata sul quotidiano “La Stampa” in più puntate.

Tra i minatori del Kentucky

Tra gli ex operai di Detroit che hanno tradito i Democratici

Tra il popolo di Trump che odia la politica e sogna lusso e soldi facili

 

 

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Pubblicato il 16 novembre 2016 su POLITICA INTERNAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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