BUCCINASCO, CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 OTTOBRE 2016: LA TRASMISSIONE DI “RETE 4” E LA SITUAZIONE DELLA EDILIZIA SOCIALE

sindacomaioranodi Giambattista Maiorano

Non mi ha affatto stupito la richiesta di inserire nei punti in discussione in Consiglio Comunale il tema della situazione di crisi abitativa a Buccinasco e sulle modalità di affrontare l’emergenza da parte dell’Amministrazione. Non sono stupito neppure che il primo firmatario della richiesta corrisponda al nome del consigliere Luigi Iocca che pur in materia dovrebbe ricordare qualcosa che ha fatto da tappo e da impedimento a una più facile gestione del fenomeno. Mi rendo tuttavia conto che ghiotta è la circostanza in particolare dopo che la vicenda ha assunto i toni di notizia nazionale trattata nel programma televisivo di rete 4 condotta da una maestro della verità assoluta quale il giornalista Maurizio Belpietro.

Nel merito del programma televisivo è necessario fare alcune osservazioni.

La prima. Alla redazione del programma televisivo è stata resa nota la mia disponibilità a essere presente alla trasmissione in contradditorio con quanto per tutta la serata si è tentato di dimostrare: la spietata mancanza di sensibilità umana di questa Amministrazione.

La seconda. C’è qualcuno di quanti hanno ritenuto di inserire questo argomento all’odg che si è posto l’interrogativo su come mai nessuno, ma proprio nessuno, nonostante gli fossero stati recapitati non uno ma due numeri di telefoni cellulari ha ritenuto di interpellarmi? Come si può definire tale atteggiamento? La parole possibili sono molte, scegliete voi: disinformazione, propaganda, strumentalizzazione. Per altro, la sera successiva, sempre nella stessa rubrica, la deputata milanese del PD onorevole Simona Malpezzi ha tentato di riproporre la questione buccinaschese rimproverando una carente informazione al servizio televisivo. Per tutta risposta il conduttore ha chiuso l’argomento con un “sì, però”. Se l’obiettivo è quello di attaccare il governo Renzi si scelgono facili scorciatoie! Basta scientificamente escludere dalla partecipazione alla trasmissione esponenti sgraditi favorendo invece, come nel caso della trasmissione nella serata dell’intervento di Malpezzi, la presenza, guarda caso, della sindaca di centro-destra del Comune di Montevarchi (Arezzo) e la presenza nella stessa serata di più sindaci leghisti a Busto Arsizio. Non invitati i rappresentanti dell’amministrazione di Crema che quella sera era sul banco degli imputati. Se questa è onestà intellettuale, lo lascio a voi giudicare.

Terza osservazione. Ho visto la trasmissione a seguito di una telefonata fattami. Un copione molto ben studiato. Dei due, apparsi avvolti in coperte, solo la donna ha parlato. L’uomo accanto a lei non ha proferito una solo sillaba. L’obiettivo della trasmissione era dimostrare quanto si facciano “patire gli italiani” per un eccesso di assurdo buonismo che dispensa favori ad extracomunitari, a profughi o peggio, come ormai è di moda in certi paraggi affermare, a clandestini. C’è un motivo perché all’uomo non è stato consentito di parlare: tutti avrebbero intuito dal lessico che la sua provenienza è tutt’altra che italica ma extracomunitaria e quindi in contrasto acceso con quanto quel tipo di trasmissione si propone in generale di dimostrare.

Tutto normale comunque, perché Rete 4 è Rete 4, lo sappiamo. Ora però lasciamo le chiacchiere di Rete 4 e veniamo ai fatti.

Buccinasco non è fortunatamente investito come altri territori circostanti da un massiccio fenomeno di esecuzione di sfratti. La dimensione è, grazie a Dio, sufficientemente contenuta. Sarebbe tuttavia stupido, oltre che non vero, negare l’esistenza del problema anche se di modeste proporzioni, soprattutto in un periodo di crescita della morosità non colpevole e/o a causa della presenza di situazioni marginali che richiedono comunque attenzione, risposte e ricerca di soluzioni umanamente adeguate.

Tutte le situazioni prese in carico dagli uffici vengono istruite, monitorate costantemente, supportate nell’ambito delle disponibilità economiche, accompagnate nella ricerca di una dignitosa possibilità alloggiativa in città o più facilmente fuori, seguite nei loro sviluppi. La successione delle operazioni poste in essere suppone il coinvolgimento pieno dei nuclei familiari incappati nella difficoltà e la loro disponibilità a cooperare con gli uffici nella logica dell’aiutati che il ciel ti aiuta, consapevoli del fatto che le soluzioni sono limitate e provvisorie e non possono pienamente soddisfare le esigenze che ogni caso pone. È indiscutibile che per ciascuno di essi la soluzione desiderata è quella di vedersi assegnato in modo definitivo un alloggio da parte del Comune.

È noto a tutti che a questa domanda il Comune non è affatto in grado di dare risposta in carenza di un patrimonio disponibile.

Osservo che il percorso di assegnazione di questi è giustamente sottoposto a norme e regolamenti i cui requisiti non sono per altro determinati da in sede locale, ma regionale. È così per quanto attiene le case popolari di proprietà e in gestione dell’Aler. È così per quanto riguarda le abitazioni in regime di edilizia residenziale pubblica pur rientranti nel patrimonio comunale. Le domande seguono i relativi bandi, l’istruttoria delle stesse, la formazione della graduatoria, l’attesa del suo esaurimento.

Analogo trattamento viene applicato alle disponibilità residenziali direttamente gestite dal Comune tranne che per gli immobili, iscritti al patrimonio comunale, ma derivanti da procedure di confisca che devono essere destinate ai fini previsti dalla normativa nazionale. Nel merito sono tre gli appartamenti che questa Amministrazione, vista la compatibilità con la norma, ha reso disponibili per affrontare l’emergenza. Altri appartamentini, tutti collocati al sesto piano, privi di ascensore, del Centro diurno di via Lomellina, sono stati destinati uno ad accogliere il “referente sociale”, gli altri tre anch’essi alla gestione delle emergenze. La caratteristica di tali assegnazioni non può che essere assolutamente temporanea e a rotazione per gestirei casi che nel tempo si presentano.

In quello portato all’attenzione dei media nazionali, ma gli altri non sfuggono a questa logica, la prima assegnazione è stata pattuita con un contratto di comodato gratuito per cinque mesi, successivamente rinnovato per altri cinque. Sono i dieci mesi dichiarati in televisione, ma … in realtà, nonostante le richieste e le sollecitazioni, l’appartamento è stato occupato dagli stessi soggetti per ulteriori quattro mesi: quattordici mesi assolutamente gratuiti, perché non si pagano nemmeno le utenze.

Dalla trasmissione televisiva non è mai emerso il fatto che gli ospiti non erano due ma tre. Insieme ai genitori ha convissuto per l’intero periodo un figlio adulto soggetto a detenzione domiciliare che, ancor prima dell’esecutività dello sfratto, ha costituito motivo per l’assegnazione. È infatti consuetudine consolidata a Buccinasco che i requisiti per ottenere questa soluzione temporanea debbano essere due: lo sfratto esecutivo più anche un’altra condizione particolare di fragilità come per esempio la presenza di un disabile, di un anziano non autosufficiente, di un minore in tenera età ecc. Tra l’altro, al fine di favorire possibile reinserimento in attività lavorativa, al giovane è stato offerto una borsa lavoro retribuita modestamente, ma comunque retribuita, che lui ha rifiutato con motivazioni assolutamente risibili, banali e inaccettabili.

Mai comunque è venuta meno la disponibilità degli uffici a seguire e fornire l’assistenza necessaria a soluzioni praticabili per questa specifica situazione famigliare. Risulta piuttosto, come da relazione del settore sociale, che in più circostanze sono stati fatti saltare gli appuntamenti convenuti. Chiaro che una siffatta situazione non poteva essere ulteriormente protratta. L’auspicio degli uffici e dell’Amministrazione era che a un certo punto si attivasse anche la rete familiare, come di norma è previsto che succeda, ma i parenti si sono resi indisponibili.

Siamo giunti alla decisione di intervenire con la forza pubblica e l’assistenza del medico dell’ASL non senza prima avere consultato e condiviso l’operazione con la stessa Prefettura di Milano. È stato un atto compiuto volentieri? Assolutamente no! Ma il dovere di rispondere ad altre emergenze non consentiva strade alternative.

Questi i fatti, la situazione reale di Buccinasco per quanto riguarda la cosiddetta Edilizia Residenziale Pubblica e il fatto “incriminato”.

È evidente che nel caso specifico gli uffici e l’Amministrazione hanno fatto tutto il possibile e anche qualcosa di più, ma occorre che sia ben chiaro che lo Stato non è una mamma e il principio fondamentale è “aiutati che Dio t’aiuta”.

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Pubblicato il 27 ottobre 2016 su POLITICA LOCALE, SERVIZI SOCIALI. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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