REFERENDUM COSTITUZIONALE: LA “TRUFFA POLITICA” ATTUATA CON IL RICORSO AL TAR SULLA FORMULA REFERENDARIA

chi-ha-truffato-chi

di David Arboit

Il TAR del Lazio ha semplicemente verificato e riscontrato in data 20 ottobre 2016 che la Corte Suprema di Cassazione si è espressa a suo tempo sentenziando che «le richieste referendarie sono sono conformi alle norme dell’articolo 138 della Costituzione e della legge n. 352 del 1970 e pertanto vanno ammesse [nonché] la legittimità del quesito da sottoporre agli elettori» (clicca qui).

A questo punto è necessario chiedere e chiedersi dove sta la truffa e chi sono i truffatori.

La sentenza del TAR del Lazio aggiunge che è illegittimo sindacare l’operato del Presidente della Repubblica perché l’iniziativa del Presidente, che con decreto del 27 settembre 2016 ha indetto il referendum, si limita a registrare quando deliberato dalla Suprema Corte: «Recepisce il contenuto delle ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum costituito presso la Corte Suprema di cassazione». Il testo del referendum infatti «proviene dalle ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum [ed] è stato meramente recepito nel conclusivo decreto presidenziale».

Il TAR aggiunge inoltre che sussiste una «insindacabilità da parte del Giudice amministrativo delle ordinanze adottate, in materia, dall’Ufficio Centrale del Referendum istituito presso la Suprema Corte di Cassazione, stante la natura di organo rigorosamente neutrale dello stesso, essenzialmente titolare di funzioni di controllo espletate in posizione di terzietà ed indipendenza». Quindi è ovvio, vista la natura della Suprema Corte di Cassazione, che «le determinazioni assunte dall’Ufficio Centrale per il Referendum sono emanate da un organo neutrale e non nell’esplicazione di un potere amministrativo», cioè da un organo dello Stato che «per composizione e struttura si colloca in posizione di terzietà e indipendenza in quanto indifferente rispetto agli interessi in gioco e non chiamato a dirimere conflitti, ma a svolgere un’attività diretta a soddisfazione di interessi generali garantendo l’osservanza della legge».

Insomma, da questa sentenza, che è anche una piccola lezioncina di diritto per gli ignoranti, o per chi fa finta di essere ignorante, si evince in modo definitivo che: se la Suprema Corte di Cassazione ha detto che il quesito va bene significa proprio che va bene; il TAR non ci può fare nulla.

Abbiamo perciò capito che dal punto di vista giuridico il ricorso era palesemente errato e insostenibile. La valutazione, in modo intuitivo e spannometrico, poteva anche essere notata subito e qualcuno lo ha fatto (clicca qui).

Ma allora è evidente che l’operazione è stata in tutto e per tutto strumentale, un’iniziativa inutile, o piuttosto falsa e tendenziosa, che aveva come unico obiettivo fare circolare il più ampiamente possibile la seguente affermazione falsa “il quesito referendario è una truffa”, cosa che gli esponenti del fronte del No hanno ripetuto meccanicamente sistematicamente dappertutto.

Da quanto precede si deduce che i “truffatori politici”, cioè chi ha fatto politicamente carte false, sono quelli che hanno presentato questo ricorso al TAR e i truffati sono i cittadini che gli hanno dato credito.

Annunci

Pubblicato il 21 ottobre 2016 su POLITICA NAZIONALE, REFERENDUM COSTITUZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: