REFERENDUM COSTITUZIONALE: LA BATTAGLIA SUL TESTO DEL QUESITO

18/03/2014 Roma presentazione del libro Non solo Euro nella foto Massimo D' Alema e Matteo Renzi

di David Arboit

Che il referendum costituzionale si avvii a diventare sempre più una guerra, informativa e psicologica (Infowar e Psywar), senza esclusione di colpi diventa ogni giorno più evidente. Riusciremo a mantenere il confronto sul livello della discussione di merito? Ne dubito, non credo. Del resto la dichiarazione di guerra è stata già recapitata a Renzi e al PD da molti di quelli che fanno parte dell’armata TCT “Tutto e il Contrario di Tutto” che costituisce il fronte del NO, nella quale per esempio, paradossalmente, fascisti e comunisti si trovano uniti nella lotta.

Lo ha scritto anche il mio amico professor Aldo Giannuli in un recente articolo (clicca qui) a commento della sfida Renzi Zagrebelsky: «Quando ci si scontra militarmente si deve necessariamente stare sullo stesso piano dell’avversario. L’unico limite invalicabile che riconosco è il dovere di non dire cose false che ingannino l’ascoltatore, per il resto vale tutto, anche i colpi sotto la cintura. Mi pare che una volta lessi: la politica è la prosecuzione della guerra sotto altre forme o qualcosa del genere». (clicca qui) D’accordo, può essere che sia così, ma trovo che sia una contraddizione, anzi che sia già un atto di guerra psicologica affermare che «unico limite invalicabile che riconosco è il dovere di non dire cose false che ingannino l’ascoltatore». Oggi più che mai disinformazione e manipolazione delle informazioni sono strumenti essenziali della guerra, e il fronte del NO li usa ampiamente e quotidianamente quando parla della riforma costituzionale.

La battaglia sul testo del quesito conferma pienamente questa mia impressione. Il tentativo è gettare l’ombra dell’inganno e della menzogna sulla formulazione del quesito che invece esprime con grande chiarezza, semplicità e verità il cuore della riforma.

È vero o non è vero che questa riforma della Costituzione prevede:

  • il superamento del bicameralismo;
  • la riduzione dei parlamentari;
  • il contenimento dei costi della politica;
  • la soppressione del Cnel;
  • la revisione del titolo V della costituzione, cioè dei rapporti Stato-Regioni.

Tutto assolutamente vero. E quindi di che cosa stiamo parlando? Quale inganno si cela nella formula che verrà scritta nella scheda? Nessuno. Ma il colmo dei colmi è che quelli che oggi si scagliano contro questo referendum definendo il quesito ingannevole, ad aprile del 2016 aveva proposto un referendum con lo stesso identico quesito. È questo, quindi, come vedete, è il livello della discussione, anzi della battaglia (clicca qui, articolo a sinistra).

C’è un’alternativa – si chiede Stefano Folli – a due mesi di rissa elettorale? Difficile dirlo perché continua Folli «più che una discussione pubblica sulla riforma della Carta, prevale la logica della resa dei conti» dominata dalla logica del farla pagare a chi ti ha “pestato i calli” con il risultato di una «ordalia finale fra il “partito di Renzi” e l’arcipelago dei suoi nemici più o meno organizzati». (clicca qui, articolo a destra).

Le guerre hanno in genere tempi ed esiti imprevedibili e conseguenze incalcolabili, come dimostrano le ultime intraprese dall’Occidente in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria; fare previsioni è difficile, ma ci provano Massimo Gramellini, Marcello Sorgi e il sondaggista Piepoli su “La Stampa” (clicca qui).

In guerra la logica è binaria, tertium non datur: “o di qua o di là” e quindi il dubbio e l’incertezza o lo schierarsi con il nemico è tradimento; ne parla Massimo Recalcati che sottolinea come Roberto Benigni sia considerato “traditore” dal PDC (Partito Dei Comici) di Grillo e Crozza. Ma il riferimento, al di là delle battute, è soprattutto direi all’ANPI. Nella stessa pagina una considerazione tecnica del costituzionalista Ainis ci aiuta a comprendere un’altra ragione di questa “guerra civile”. (clicca qui)

Che fare?

Occorre uscire dalle logiche della guerra. È giusto provare a spiegare e discutere con onestà i pro e i contro della riforma.

Annunci

Pubblicato il 9 ottobre 2016 su POLITICA NAZIONALE, REFERENDUM COSTITUZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. David …ma di quale pro o contro la riforma parli che ormai il Referendum è diventato solo un pro o contro Renzi per colpa dello stesso Premier che ha fatto un errore politico da principiante personalizzando il Referendum….ormai avete perso in partenza…..!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: