REFERENDUM COSTITUZIONALE E ITALICUM: IL GIORNO DOPO LE ELEZIONI NON CI DEVE ESSERE UN VINCITORE

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di David Arboit

Italicum significa prima di tutto, lo ha sempre detto Renzi, “la sera dopo il voto si deve sapere chi ha vinto, chi ha l’onore e l’onere di governare, chi ha la responsabilità del governo”. Ebbene, tra le tante cose che ha chiarito il contest Renzi-Zagrebelski di ieri sera è che loro, quelli del NO, vogliono il contrario: il giorno dopo le elezioni i giochi su chi avrà il potere di governare devono restare aperti, devono essere possibili alleanze non decise dagli elettori, inciuci, pastette e consociativismo. Non hanno il coraggio di dirlo a piena voce, ma tra le righe lo si legge con grande evidenza.

Matteo Renzi ieri sera ha detto più o meno questo: “Voi non volete che ci sia un vincitore, voi volete che abbiano vinto tutti come una volta”. Significa che il giorno dopo le elezioni tutto è possibile, che l’elettore decide molto poco, che decidono i politici. A questo Zagrebelski ha risposto che quando si parla di elezioni la parola “vincere” è sbagliata (?!?!?!?!). «In democrazia le elezioni non si vincono» e prosegue poi il professore «in democrazia chi prevale nelle elezioni non ha vinto, è colui, o coloro, che gli elettori hanno incaricato di una grave compito, quello di raccogliere e governare un paese, mentre il vincere prevede che ci siano i vincitori e gli sconfitti, e gli sconfitti per 5 anni non conteranno nulla». Formula contorta per introdurre quello che poco dopo il proff butta lì quasi con nonchalance: bisogna tronare al proporzionale puro «è meno assurdo di quello che può sembrare che l’Italicum venga sostituito da una legge proporzionale … che potrebbe andare bene un po’ a tutti alla fine». Il proff cita tra l’altro esplicitamente la solidità sostanziale dei governi democristiani, il consociativismo democristiano, quel consociativismo che ha dato 50 anni di governi in cui si cambiavano spesso i presidenti del Consiglio e i Ministri, ma al potere, in fondo, erano sempre degli stessi, quel periodo che gli storici hanno definito democrazia bloccata perché impediva l’alternanza di governo. Quindi i 63 governi in 70 anni vanno bene, non sono un problema.

L’ideale per il fronte del No e allora che per evitare la “dittatura della maggioranza” (adesso la maggioranza la chiamano “oligarchia”) ci sia per sempre il governo di unità nazionale, che non esista una vera maggioranza, che si finisca sempre a quello che i tedeschi chiamano la “grosse koalition”, un governo dove maggioranza e minoranza si confondono, governano insieme e nella confusione di ruoli e responsabilità.

Se questa è l’idea, allora è evidente che per paura della “dittatura della maggioranza” ciò che si vuole, si auspica e si propone, è che:

1) gli elettori non abbiano il potere di decidere il governo; possono scegliere il partito ma non il governo e la coalizione di governo;

2) diventi difficile, meglio se impossibile, la realizzazione di un sistema politico che consenta  l’alternanza di governo;

3) la struttura dei governi sia rimandata ai giochi di palazzo, alle pastette e agli inciuci che iniziano il giorno dopo le elezioni;

4) dal punto 3 si deduce poi necessariamente e ovviamente che la vita e le politiche dei governi saranno ovviamente deboli, dipenderanno dai condizionamenti, dai poteri di veto, dai problemi di visibilità, da rendite di posizione da far fruttare, da quei problemi che a suo tempo il Centrosinistra sperimentò nei comportamenti irresponsabili dei cosiddetti “cespugli”

5) la politica deve quindi restare debole, il più debole possibile.

Tra chi fa di tutto perché l’auspicio si realizzi ci sono prima di tutto quei poteri economici forti che vedono come nemico assoluto un politica forte che ha il potere e la forza di decidere per orientare il modello di sviluppo economico, poi ci sono quei politici che fondano la loro durata personale e di partito in una rendita di posizione garantita dal sistema proporzionale.

Sul ritorno al proporzionale è intervenuto Walter Veltroni sottolineando che a fronte della massima rappresentatività le disfunzioni che si producono possono essere molte (clicca qui). In modo più analitico sugli interessi e prospettive determinate dal proporzionale è intervenuto sul “Corriere della Sera” Angelo Panebianco (clicca qui) e sul “L’Unità” Mario Lavia (clicca qui)

Alla fin fine, il succo politico della questione potrebbe essere riassunto così.

1) Chi teme il potere della politica evocando la “dittatura della maggioranza” e il “rischio oligarchico” non comprende che una democrazia impotente, cioè inefficace e inefficiente nel governo della società, consegna necessariamente i cittadini, la società, la politica e i politici nella mani di altre oligarchie formali e informali, visibili e invisibili, soprattutto finanziarie e imprenditoriali, oligarchie che i cittadini spesso né conoscono né hanno in qualche modo eletto. Vi va bene così?

2) La qualità della democrazia di un Paese dipende molto di più dai sistemi sociale, economico, informativo e culturale che dalla forma del sistema istituzionale. Ed è in questi fattori che si rileva una situazione veramente drammatica e che occorre lavorare duramente per garantire una democrazia fondata su una partecipazione del cittadino informata e competente. Se si guarda a questi aspetti si può affermare che la democrazia è già moribonda a prescindere e indipendentemente dalla forma delle istituzioni.

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Pubblicato il 1 ottobre 2016 su POLITICA NAZIONALE, REFERENDUM COSTITUZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Ciao David…..a me sarebbe piaciuto leggere cosa avresti scritto se al posto di Renzi le attuali proposte le avesse fatte SILVIO BERLUSCONI.

    Sono sicuro che il “discorsetto” sarebbe stato bendiverso…diciamo sula falsa riga dei vostri commenti come piddini sul JOBS ACT.

    Ma vi rendete conto che Renzi sta realizzando poco alla volta il programma di Berlusconi ?

    Se il JOBS ACT ad esempio l’avesse attuato Berlusconi ci sarebbero state dieci milioni di bandiere rosse in piazza……con Renzi invece tutti in riga e allineati…muti e repressi.

    Forza cantiamo insieme…..” Meno male che RENZI c’è ” ……..!!!!

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