REFERENDUM COSTITUZIONALE: UNA BATTAGLIA ALL’ULTIMO SANGUE E SENZA ESCLUSIONE DI COLPI

referendum-guerra-civiledi David Arboit

Data del referendum costituzionale: Domenica 4 dicembre 2016. La mia impressione è che sarà concretamente e nei fatti impossibile discutere serenamente dei temi veri delle norme contenute nella riforma costituzionale. I segni di una battaglia che è condotta in forma di “guerra psicologica” e sistematica disinformazione da parte di molti del fronte del NO sono già numerosi. Dubito fortemente che il tentativo di riportare il dibattito a una discussione razionale sul merito della legge evitando di “criminalizzare” chi la pensa diversamente sia possibile.

Siamo al vero inizio della campagna elettorale e il clima è da “guerra civile”, da nuova Resistenza. Non sono in discussione due opinioni politiche, due punti di vista differenti e rispettabili. In questo clima da “guerra civile” vengono contrapposti il fronte del NO (i buoni, i difensori della democrazia) al fronte del Sì (i cattivi, che demoliscono la democrazia e sono per un nuovo e larvato autoritarismo).

Toni da “guerra psicologica” e diffamazione (truffatori, e ovviamente deficiente chi non lo capisce) sono la caratteristica principale di questa pagina pubblicata oggi da Il fattoquodiano. (clicca qui). Del merito ho già scritto ieri (clicca qui); aggiungo solo che l’esimio giurista si arrampica sui vetri ipotizzando la incostituzionalità di una legge in vigore dal 25 maggio del 1970, e sulla quale si sono sempre basati i referendum: attendevamo la sua geniale intuizione per capire che da 46 anni la Corte costituzionale e la magistratura su questo non avevano capito un bel niente.

Sul metodo, invece, di questa che è evidentemente una “guerra psicologica” nella quale si deve demolire l’avversario, vorrei fare notare l’articolo al piede della pagina. Il fronte del Sì può anche fare di tutto per fare rimanere la discussione al merito della riforma, ma mi pare che invece il fronte del NO faccia di tutto per, come si suol dire, “personalizzare” questo referendum. Di questo bisogna in ogni caso tener conto per capire veramente la posta in gioco, l’obbiettivo vero di questa battaglia, e con che tipo di avversario (o nemico?) abbiamo a che fare.

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Pubblicato il 27 settembre 2016 su POLITICA NAZIONALE, REFERENDUM COSTITUZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Il grido di battaglia l’ha lanciato proprio Renzi trasformando il Referendum in una decisione del tipo….CON ME, O CONTRO DI ME .

    Come ho già detto ci vorrebbe un’altra scheda in aggiunta , una per il Referendum ed un’altra per un SI od un NO a Renzi…..altrimenti appunto sarà una “guerra civile ” senza esclusione di colpi….sintomo di un Paese diviso su tutto.

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