BUCCINASCO: UN NUOVO BANDO PER LA SCUOLA DI MUSICA

scuola-civica-musicaUfficio stampa Comune di Buccinasco

L’Amministrazione comunale ha predisposto una nuova gara per consentire alla Civica Alda Merini di continuare a vivere e restare un’eccellenza del nostro territorio. Deserta la prima gara, sono stati modificati alcuni criteri. Scade il 12 ottobre.

“Non vogliamo perdere un’eccellenza storica di Buccinasco, rilanciata negli ultimi anni con grandi risultati. Per questo, andata deserta la prima gara, abbiamo deciso di pubblicare subito un nuovo bando per poter aprire la scuola entro novembre. L’affidamento deve essere fatto con procedure di massima trasparenza e per questo abbiamo scartato altre ipotesi e riproposto il bando”. L’assessore David Arboit spiega i motivi che hanno convinto l’Amministrazione comunale a procedere con una nuova gara d’appalto per la concessione della Scuola Civica di Musica “Alda Merini” di Buccinasco.

“Purtroppo la prima gara non è andata a buon fine – continua l’assessore Arboit – quindi abbiamo dato mandato agli uffici di predisporre un nuovo bando che consenta una più ampia partecipazione. Va precisato che in nessun caso sindaco e assessori hanno la facoltà di intervenire o indicare i criteri da inserire in una gara, è compito esclusivo dei funzionari comunali”.

È stata quindi istituita una procedura aperta per l’affidamento in concessione dell’organizzazione e gestione della Scuola Civica per le prossime tre annualità, da aggiudicarsi secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La base d’asta per ciascuna annualità è di 41 mila euro; il valore stimato per il servizio per annualità didattica è di 140 mila euro.

In attesa della conclusione della procedura l’Ufficio Cultura è a disposizione per la raccolta delle preiscrizioni.

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Pubblicato il 13 settembre 2016 su POLITICA LOCALE, SCUOLA. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Un cittadino qualunque potrebbe chiedersi come mai un’iniziativa di così grande successo non abbia visto partecipazione al bando, una spiegazione sarebbe utile.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  2. Paolo, un conto è il successo dell’iniziativa, un altra questione è il bando di gara per l’assegnazione della gestione.
    SUCCESSO. L’eccellenza della scuola è in primo luogo il prodotto degli insegnanti della scuola e del Direttore della scuola. Mi sono più volte congratulato con loro per l’ottimo lavoro svolto e per le restituzioni molto positive che ho avuto dagli studenti. In secondo luogo è necessario riconoscere l’ottimo lavoro di chi sta dietro le quinte, cioè di chi ha gestito l’amministrazione e gli eventi pubblici della scuola; un lavoro organizzativo non appariscente, logistico, che ha sostenuto, dato forma concreta alle iniziative, governato la “creatività” dei proff.
    GARA D’APPALTO. La Scuola civica di Musica è un servizio pubblico non un’azienda che fa profitti (nemmeno modestissimi) e quindi chi ragiona da imprenditore, in termini di tasso di profitto, di appettibilità imprenditoriale dice, giustamente, “fatevela voi”. Oggi fare una scuola di musica in un piccolo Comune come il nostro (pubblica, semipubblica e anche privata) è un tipo di iniziativa economica che se va bene raggiungi il pareggio e quindi chi la fa (io ne conosco) lo fa solo per la grandissima e inguaribile malattia della passione musicale. Riguardo al bando la mia personale opinione è che il lavoro di gestione della scuola è oneroso (siamo partiti con 180 studenti e ora siamo 250), in buona parte è di volontariato e lo stanziamento messo a bando dal Comune è stato ritenuto insufficiente dai potenziali partecipanti. Per questo gli uffici hanno ritoccato (cifra modesta ma i soldi dei Comuni in generale si sa sono pochi) la cifra della base d’asta.
    Mi auguro che in questa tornata del bando i potenziali partecipanti si facciano avanti avendo in mente più la passione per la musica che il tornaconto economico.

  3. Mi scuso per il ritardo della risposta.
    Allora, tutti sappiamo che il mondo delle attività di servizio pubblico vive di vita difficile. Altrettanto sappiamo che ci sono però tanti operatori che in mancanza di meglio, o per scelta di lavoro, attivano cooperative, coscienti comunque, spero, della ristrettezza dei margini di manovra.
    In quest ristrettezza diventa sicuramente più premiante e sicura l’attività su un progetto di così grande successo, da qui la mia perplessità sul bando andato deserto.
    E la risposta non ha fugato questa perplessità.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  4. Ancora una cosa, ho visto che è partita la campagna di iscrizione alla scuola, direi senza nessuna certezza che la scuola ci sia, sorge quindi una domanda: ci sono dei tempi da regolamento su quando poter far partire un nuovo bando, mentre il vecchio è ancora attivo?
    Grazie, saluti.
    Paolo Caimi

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