MASSIMILIANO KOLBE: L’ODIO NON SERVE A NIENTE, SOLO L’AMORE CREA

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di David Arboit

È accaduto ad Auschwitz il 14 agosto 1941. È un fatto accaduto in uno spazio e in un tempo che rappresentano, mi auguro, il vertice assoluto e irripetibile del mistero della presenza del male nell’esistenza dell’umanità. Mistero insondabile e vertiginoso di un Dio che “ha lasciato” che tutto accadesse, come già profetizzato nel libro di Giobbe. Il fatto accaduto è che in questa incarnazione terrena dell’inferno, un uomo è stato capace di un grande gesto d’amore: dare la vita per uno sconosciuto (clicca qui).

In un ambiente costruito appositamente per favorire una lotta spietata per la sopravvivenza, in un ambiente costruito appositamente per fare emergere e potenziare l’egoismo, cioè quel peggio che abita nascosto nel cuore di ognuno di noi, in un ambiente costruito ad arte per distruggere la solidarietà e affermare la legge “mors tua vita mea”, accade anche il fatto misterioso di una grande libertà dalla circostanza infernale, di una volontà umana di bene che si manifesta in un gesto eroico.

È alla luce questa storia straordinaria ed esemplare che ci parla della capacità di custodire, di preservare, la dignità umana anche nella notte più nera, che noi possiamo e dobbiamo vivere con “leggerezza” e comprendere i piccoli e fastidiosi gesti di meschinità, le piccolezze e le miserie, le mediocrità e le grettezze, i tentativi di usarci e i piccoli gesti di odio quotidiano che la vita mette nel nostro cammino.

È alla luce di questa storia straordinaria ed esemplare che possiamo attingere il senso profondo della parola “politica”. Significativo il fatto che sul petto di Kolbe i nazisti abbiano appuntato il triangolo rosso. Identificava i prigionieri politici (politischer Vorbeugungshäftling, “prigioniero politico in custodia preventiva”). Nel lager erano soprannominati roter (i rossi) perché sbrigativamente raggruppati nella categoria “rossi” erano tutti quelli che si opponevano al nazismo; anche oggi c’è chi appunta virtualmente il triangolo rosso per esempio sul petto di papa Francesco perché si oppone a una mentalità dominante. Kolbe, dunque, esempio di grande e vera umanità, ma anche di esercizio della responsabilità politica personale come servizio all’uomo spinto fino alle estreme conseguenze. Guardare a Kolbe come modalità più vera di esercizio della politica ci aiuta a recuperarne il senso e vincere lo squallore che ci circonda dove quando va bene l’obiettivo del politico  è soddisfare il proprio narcisismo parossistico e quando va male essere servo di interessi economici personali e privati.

P.S. Anche su questo gesto (clicca qui) getta luce la vita e la libera scelta di Massimiliano Kobe.

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Pubblicato il 14 agosto 2016 su CULTURA, POLITICA LOCALE, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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