TERRORISMO: LA RAGIONI CULTURALI

cracovia crepuscolo veglia

di David Arboit

Il terrorismo occupa ormai la quasi totalità degli spazi mediatici perché gli eventi si susseguono con un ritmo senza precedenti. Le cause di questa serie di fatti sono molteplici e complesse e non è difficile, come in un gioco di specchi, prendere abbagli, e rimanere nella comprensione del fenomeno al livello delle strumentalizzazione politiche di parte (destra) e della serie infinita di chiacchiere mediatiche sociopolitiche superficiali.

Le ragioni culturali e psicologiche che possono favorire una proliferazioni degli atti terroristi sono state affrontate dallo psicologo Massimo Recalcati sul quotidiano “ la Repubblica” (clicca qui). Secondo Recalcati alla radice di alcuni degli episodi c’è una cultura nichilista ormai dominante. È a causa di una esistenza senza senso, di un nulla di senso colmato solo dal consumismo, che un vuoto assoluto di senso personale e collettivo può essere colmato con l’atto terroristico. E la cosa è più acuta nei giovani nei quali la nostalgia e il desiderio di senso non è stata ancora soppressa dalla ragione pratica strumentale orientata alla sopravvivenza.

Sul nulla di senso che ci affligge e sulla situazione di crisi culturale del continente intervengono sul Corriere della Sera anche Ernesto Galli della Loggia (clicca qui) e Zygmunt Bauman (clicca qui). La serie degli attentati produce nel cittadino europeo «sfiducia e angoscia», «paura e incertezza». Ed è sul “che fare”, su come rispondere al terrorismo che ci si divide, che gli europei discutono e si dividono. Se è data per scontata, ed è assolutamente necessaria, una risposta militare adeguata che via via si sta raffinando (clicca qui), più difficile l’elaborazione di una risposta identitaria comune europea che recuperi le radici culturali storiche e i valori del nostro continenti. Risposta peraltro assai auspicabile anche per superare le tante questioni problematiche poste da una ipotesi di governo politico della Unione Europea.

Comunque, una speranza solida e certa per il futuro dell’Europa e del mondo si è mostrata con evidenza in questi giorni a Cracovia: è la Giornata Mondiale della Gioventù (clicca qui). È per ora la risposta migliore al disprezzo dell’umano esibito dai terroristi.

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Pubblicato il 31 luglio 2016 su CULTURA, POLITICA INTERNAZIONALE, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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