TERRORISMO: GLI ATEI DEVOTI A TESTA BASSA CONTRO PAPA FRANCESCO

guerra e speranzadi David Arboit

In Italia, ma anche in altre parti del mondo, è diffusa una figura di ateo che fa del cristianesimo la sua bandiera identitaria: sono i cosiddetti “atei devoti”. Negano, o non riconoscono, il fatto cristiano nella sua realtà concreta e fattuale, fatto che si chiama Gesù Cristo, e trasformano il cristianesimo in una posizione ideologico-politica che pongono a fondamento della civiltà occidentale intesa come liberale e liberista. È una posizione molto simile a quella dei “teocon” USA. In Italia votano in massa per il Centrodestra. Si distinguono dai radicali perché questi ultimi sono liberali, liberisti e libertari cioè, secondo l’ateo devoto, immorali e libertini.

La cosa paradossale è che pur essendo atei vestono la tunica dei “crociati”, si ergono a difensori più della Chiesa come istituzione tradizionale e gerarchica che garantisce la stabilità sociale, e quindi il sistema economico liberale e liberista, che della fede che peraltro ignorano. Ma ancora più paradossale il fatto che lorsignori si concedano spesso e volentieri di insegnare il cristianesimo al papa. E da quando lo Spirito Santo ha voluto cooptare il cardinale Bergoglio come Papa Francesco, le lezioni sono diventate quasi quotidiane.

Sul tema del terrorismo, tema ormai totalizzante se non totalitario in questi giorni, l’ateo devoto si scatena. Per loro siamo in guerra, ed è una guerra tra occidente cristiano e mondo islamico, e chi non riconosce questo o è in malafede o è un idiota.

Lo dice chiaro e tondo oggi “il Giornale” in prima pagina (clicca qui), affermando tra le righe, ma non tanto, che papa Francesco non ha capito niente: «No santità, quel prete è morto per la religione». E accoppia all’articolo la foto del ruzzolone fatto ieri in Polonia da Francesco, come a dire: “qui casca l’asino”.

Segue a ruota “Libero” che nell’articolo di fondo firmato dall’ineffabile Vittorio Feltri titola «Caro papa, sveglia, vogliono uccidere la tua gente» (clicca qui); tra le righe si legge “pirla vieni giù dal pero”, ma si legge anche l’ignoranza teologica certificata da quel «tua gente» che assume un senso chiaramente etnico. Veramente esilarante Feltri quando scrive nelle prime righe «Non abbiamo intenzione di insegnare al pontefice a fare il Pontefice». Ma poi prosegue più avanti sarcastico dando ancora una volta del pirla al papa facendo notare che hanno ucciso un sacerdote e quindi «Non è una guerra di religione? Allora che roba è? Guerra dei bottoni?».

Se “il Giornale” e “Libero” si limitano a dare del pirla al papa, “Il Foglio” va ben oltre quando titola «Come si può negare la verità?» affermando cosi che delle due l’una: o il papa dice bugie, e quindi ci fa, oppure ci è, come dice il proverbio… “scemo” (clicca qui). Il fatto è che questi atei devoti la guerra di religione l’hanno voluta, costruita, alimentata ad arte fin dal 1991, epoca della prima guerra del Golfo. Perché? Perché “Finché c’è guerra c’è speranza” come diceva il titolo di un famoso film di Alberto Sordi, perché terminata la guerra fredda nel 1989 l’apparato industriale-militare e la Halliburton Corporation devono pur campare, o no (cosa peraltro notata e scritta a caratteri cubitali nella prima pagina di “Libero”, ?!?!).

Il papa, però, pare non sentire ragione e nella sua follia forse divina forse suicida afferma «Gettare ponti pure a chi potrebbe farci del male» (clicca qui). Che assurdità, vero, signor ateo devoto. Comunque per affermare che questa non è una guerra di religione ci sono molte buone ragioni (clicca qui). Tra le tante chiacchiere tanto inutili quanto assordanti sentite in questi giorni sul terrorismo, c’è invece anche qualcosa che vale la pena di ascoltare: sono le parole del filosofo, ex politico, Massimo Cacciari (clicca qui).

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Pubblicato il 29 luglio 2016 su CULTURA, POLITICA INTERNAZIONALE, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Salvatore D'Urso

    Una riflessione molto intelligente e interessante sull’antropologia dell'”ateo devoto”, categoria molto diffusa e caratteristica della destra di tutto il mondo, accomuna molto trump a salvini. Quanto ai giornali citati, godendo della parità di trattamento con le altre testate (una citazione per ciascuno ogni giorno sulla rassegna stampa in onore alla Libertà di espressione) si permettono di sparare smodatamente a zero su tutto! Questa stampa sta diventando vomitevole!

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