BUCCINASCO: COME È STATA COSTRUITA LA PISTA CICLABILE DI GUDO

pista3di David Arboit

L’azione di rivalsa del Comune di Buccinasco nei confronti di chi ha costruito la pista ciclabile che va da Buccinasco castello a Gudo ha come fondamento la ben documentata perizia fatta da un professionista (Consulente Tecnico d’Ufficio, CTU) incaricato dal Tribunale Civile di Milano. Dopo numerosi sopraluoghi e rilievi, effettuati anche con appositi scavi, il CTU ha redatto una relazione finale che racconta la storia di come è stata costruita la pista.

La pista è sorretta da una passonata che risulta gravemente instabile; nelle opere di fondazione la passonata è la palificazione con passoni (in edilizia si definisce passone un palo di legno utilizzato come sostegno). Dalle verifiche effettuate dal perito risulta una grave non conformità rispetto al progetto: «il diametro dei pali verticali infissi non raggiunge mai il diametro di 25 cm». Inoltre si aggiunge che «il diametro dei traversi, che da progetto avrebbe dovuto essere pari a 14 cm, raggiunge i 10-12 cm». Quindi si può affermare che le passonate «risultano difformi sia per la dimensione degli elementi costitutivi (pali e traversi) sia per l’interasse tra i pali infissi [in parole povere la distanza tra i pali]» rispetto al progetto.

«Attualmente le passonate in molti punti si presentano disallineate e ruotate», ma è difficile stabilire – prosegue la relazione – se questi difetti fossero già presenti al momento della consegna dei lavori, anche se «sono visibili dei puntuali rinforzi che appaiono realizzati successivamente». È un fatto però registrato in modo documentato che «già durante le fasi di cantiere, queste [le passonate] avessero presentato dei problemi strutturali». Il progettista infatti scriveva all’impresa in data 19/06/2014: «In seguito al sopralluogo effettuato presso il cantiere si suggerisce di infittire raddoppiandoli i pali di legno a sostegno delle zone dove si sono verificati i cedimenti del terreno».

Un verbale di sopraluogo redatto dai tecnici del Comune di Buccinasco in data 31/07/2014, quindi più di un mese dopo il bonario sollecito del progettista, registrava che «I lavori relativi ai tratti più lunghi delle passonate al piede sono terminati, ma manifestano evidenti problemi strutturali in alcuni punti (vedi foto allegate)».

Il perito del tribunale conclude allora che: «ritenuto che le passonate risultano difformi dal progetto strutturale nella maggior parte del loro sviluppo» si dovrà procedere a progettare il rinforzo e poi a realizzare le opere necessarie. Il ripristino della passonata prevede secondo il perito una spesa di 60.000 euro più IVA.

In secondo luogo, gravemente difettosa è anche la pavimentazione della pista. «Dai saggi eseguiti si è accertato che la pavimentazione della pista è stata posata o direttamente sul ciglio della strada preesistente o su preesistenti distese di pavimentazione in asfalto». Si rilevano, con grande evidenza, «sia dei cedimenti del fondo sia un diffuso degrado del conglomerato bituminoso». Quale la causa del degrado? «I cedimenti … sono dovuti al fatto che la pista ciclabile non è stata eseguita come da progetto ma difformemente da questo». Il progetto infatti prevedeva (ce lo avevano insegnato 2000 anni fa i romani) una preparazione adeguata del fondo stradale con materiali di vario genere (binder 3 cm, misto granulometrico), mentre invece «è risultato che la pista ciclabile è stata realizzata posando direttamente sul terreo uno strato bituminoso di 3-3,5 cm» senza alcuna preparazione del fondo stradale.

A proposito della pavimentazione il perito afferma quindi che «Tale sistema non è idoneo a garantire la solidità della pista ciclabile che, per tale ragione, presenta notevoli segni di degrado», e sottolinea inoltre che «tale progressivo degrado risale già al momento dell’esecuzione dell’opera, come segnalato nel verbale del 31/07/2014» già citato sopra.

In conclusione si deduce che complessivamente «la correzione delle difformità esecutive riscontrate» ha un costo stimato di 272.136 euro più IVA.

Tempi di esecuzione dell’opera? Tra i 6 e i 12 mesi di lavoro, a seconda del tipo di cantiere che s’intende realizzare.

Secondo il perito del Tribunale Civile ci vogliono quindi complessivamente 272.136 euro + IVA per risistemare la pista. È allora parecchio oscura, se non assai misteriosa, la ragione per cui il Certificato di Regolare Esecuzione dei Lavori, allegato alla Determina n° 732 del 17 dicembre 2014 con il SAL finale, abbia registrato solo e soltanto modesti «difetti nella finitura dell’asfalto» e stimato che i difetti potessero essere rimediati spendendo 3818 euro.

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Pubblicato il 26 luglio 2016 su LAVORI PUBBLICI, LEGALITA', POLITICA LOCALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Scusate torno solo ora su questo tema, ma oggi abbiamo avuto occasione di percorrere di nuovo la ciclabile dopo le vacanze.
    Chiunque vada in bici, noi lo facciamo con una certa assiduità, e conosca il percorso poteva immediatamente dire che il progetto non era dei più indovinati e che nelle condizioni date di spazio e viabilità, forse era meglio soprassedere. Questo al netto della qualità del manufatto, su cui toccherà ad altri decidere. Quello che colpisce è che non ricordo, sempre disponibile a ricredermi, di aver letto scritti dell’attuale maggioranza, prima minoranza, che contestino la decisione e le caratteristiche del progetto ( a quanto pare fatto dalla giunta precedente), che ne mettano in risalto i limiti e che motivino il proseguimento dei lavori con il fatto che le decisioni erano già state prese. Men che meno, anche qui sempre disposto a ricredermi, che propongano le soluzioni per migliorare, nei limiti del possibile, un progetto sfortunato. Anzi è stato un cavallo di battaglia di alcuni rappresentanti della maggioranza ( uno?), anche con lo spiacevole spostamento delle inaugurazioni. Ecco il funzionario può sicuramente avere la responsabilità per la qualità della messa in opera, ma il resto è responsabilità del politico, altrimenti cosa ci sta a fare ? Ma non fermiamoci qui, ho letto che il titolare e/o legale rappresentante dell’azienda che ha fatto i lavori ha, come ovvio, scaricato tutte le colpe sul Comune e si è fatto forte del fatto che ha fatto decine di cause al Comune e le ha vinte o le sta per vincere con rimborsi significativi. Credo che ai cittadini farebbe piacere sapere se questa è la prima causa del Comune con la ditta ( tra l’altro mi pare fallita) e, se no, come sono andate le altre. E’ una documentazione facile da presentare.
    Ed ora un tema collaterale: il recupero di Buccinasco Castello, del borgo, se ne sa qualcosa? Mi è sfuggita qualche comunicazione? Al momento l’unica cosa che si vede è il fiorire di cartelli che vietano l’ingresso al percorso più logico, per i cittadini di Buccinasco, per raggiungere la ciclabile dietro il campo Sinti. E’ comparso anche un cancello sull’ ingresso pedonale. Ricordo di aver polemizzato con alcuni dei rappresentanti dell’attuale maggioranza sulla contrarietà al piano di recupero, avevo sottolineato che poteva essere l’ultima opportunità, visto l’andamento del mercato immobiliare. Mi ero permesso di dire che avrebbero avuto ragione loro se nei primi 100 giorni fossero riusciti a riavviare il progetto, nulla è accaduto, forse anche qui i poteri forti…
    Saluti.
    Paolo Caimi

  2. Prima di questo articolo ne è stato pubblicato un’altro che aveva come tema la tempistica, elemento essenziale direi in questo caso.
    Eccolo:
    https://pdbuccinasco.wordpress.com/2016/07/25/buccinasco-storia-della-pista-ciclabile-di-gudo/
    Di rado nei Comuni le procedure sono così rapide, oserei dire quasi mai. Si trattava di mettere giuridicamente al sicuro questa iniziativa e quindi i tempi sono stati volutamente rapidi.
    P.S. La ditta, a mio giudizio, ha dichiarato fallimento perché ha la certezza di perdere la causa. La Procura di Milano ha tutti gli elementi per accertare la verità.
    Vedremo.

  3. Sinceramente non ho capito cosa centri la tempistica, io parlavo del progetto e di come è stato pensato, siamo a Roma per toma.
    Cosa faccia la ditta sono problemi suoi, che ci siano dichiarazioni scritte che fanno riferimento ad altri contenziosi con esito favorevole alla ditta stessa, con realtivo esborso dalle casse del Comune, non ci sono dubbi, quindi chiedevo se questo corrisponde al vero o no, domanda semplice che poteva avere risposta semplice.
    Quindi non posso che dichiararmi insoddisfatto della risposta, per quanto vale la mia insoddisfazione.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    P.s. sul Bucci castello stendiamo una pietosa trapunta ?

  4. Paolo tu scrivi «ho letto che il titolare e/o legale rappresentante dell’azienda, che ha fatto i lavori ha, come ovvio, scaricato tutte le colpe sul Comune, e si è fatto forte del fatto che ha fatto decine di cause al Comune e le ha vinte o le sta per vincere con rimborsi significativi».
    Fatti i dovuti controlli, che può fare chiunque andando sul sito del Comune dove vengono pubblicate delibere e determine, si vede che la suddetta azienda in epoca Giunta Maiorano è stata titolare di un unico contenzioso: il Comune non ha pagato alcuni lavori giudicando che non fossero stati fatti. Consultati gli uffici, ho saputo che il contezioso, che certamente sarebbe stato vinto dal Comune, è stato chiuso d’ufficio causa il dichiarato fallimento della ditta; fallimento dichiarato non a caso: il Comune ci ha perso parecchie migliaia di euro perché visto come stava per andare a finire in tribunale, la “suddetta ditta” non avrebbe visto un euro e sarebbe stata costretta a pagare parecchie migliaia di euro di spese processuali. Il contezioso a proposito della pista ciclabile è stato aperto quando la “suddetta ditta” era già fallita. Gli uffici confermano anche che il Comune non ha versato nessuna somma alla “suddetta ditta”.
    Altri contenziosi interessanti, piuttosto, in epoca Giunta Cereda. “Altre ditte” hanno fatto una serie di ricorsi al TAR (per gare e proroghe ritenute illegittime dai ricorrenti) contro il Comune di Buccinasco e contro la “suddetta ditta”. Tra il 2008 e il 2011 si è avuta una serie di ricorsi e controricorsi che hanno visto il Comune alla fine della battaglia legale (2013) soccombente e costretto a pagare ad “altre ditte”, in solido con la “suddetta dita”, complessivamente 54.000 euro tra danni e spese processuali.
    Tutto documentabile naturalmente.
    Chiacchiere e balle sono a carico di altri con credibilità meno di zero.

  5. Credo che ognuno di noi qualche volta si illuda che una questione possa essere o bianca o nera, il più delle volte si scopre che è grigia. Ho letto e riletto la risposta, ma ha vinto il grigio.
    Anche perché non capisco, se la ditta è fallita : ” fallimento dichiarato non a caso: il Comune ci ha perso parecchie migliaia di euro perché visto come stava per andare a finire in tribunale, la “suddetta ditta” non avrebbe visto un euro e sarebbe stata costretta a pagare parecchie migliaia di euro di spese processuali “, perché, se ho capito bene, si è fatta un’altra causa sulla ciclabile ?
    Questo però è chiaro: ” Altri contenziosi interessanti, piuttosto, in epoca Giunta Cereda. “Altre ditte” hanno fatto una serie di ricorsi al TAR (per gare e proroghe ritenute illegittime dai ricorrenti) contro il Comune di Buccinasco e contro la “suddetta ditta”. Tra il 2008 e il 2011 si è avuta una serie di ricorsi e controricorsi che hanno visto il Comune alla fine della battaglia legale (2013) soccombente e costretto a pagare ad “altre ditte”, in solido con la “suddetta dita”, complessivamente 54.000 euro tra danni e spese processuali.” Quindi l’altra domanda è: perché l’attuale amministrazione ha affidato altri lavori alla ditta: “si vede che la suddetta azienda in epoca Giunta Maiorano è stata titolare di un unico contenzioso: il Comune non ha pagato alcuni lavori giudicando che non fossero stati fatti.”
    Saluti.
    Paolo Caimi

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