SENZA IL FARDELLO UK, SI PUÒ CAMMINARE PIÙ RAPIDAMENTE, VOLENDO, VERSO GLI STATI UNITI D’EUROPA

britain Statusdi David Arboit

L’uscita del Regno Unito dalla UE era probabilmente inevitabile per due ragioni: la debolezza istituzionale della UE e la doppiezza incorreggibile del Regno Unito.

La debolezza istituzionale dell’Unione Europea è il risultato di una numerosa serie di errori politici commessi dagli Stati dell’Unione che hanno badato più ai loro interessi nazionali che al consolidamento politico ed economico dell’Unione stessa. Prima fra tutti la Germania. Il processo di integrazione, dopo l’allargamento del 2004, si è fermato e per certi aspetti si può dire che sia regredito.

La doppiezza del Regno Unito si è espressa, come ha ricordato Romano Prodi, in uno stillicidio di piccoli e grandi sabotaggi per impedire che il processo di unificazione facesse passi avanti. UK ha firmato una solidissima alleanza che costituisce l’Impero anglofono mondiale (USA, Australia, Canada Nuova Zelanda). Il tentativo di staccare UK da questa alleanza si può dire fallito. Geopoliticamente e geoeconomicamente è insensato perseverare.

Quali gli errori, i punti deboli, si cui a questo punto è doveroso che la politica europea lavori? Vediamone alcuni.

La politica economica comune è stato il primo, più importante e letale errore della Unione Europea. Attaccata dalla crisi economica mondiale esplosa nel 2007-2008, l’UE ha reagito con una parola d’ordine univoca e proprio in quanto univoca sbagliata: austerity. Una politica economica a senso unico. Va bene nei momenti di crisi tenere sotto controllo i conti, ma non basta, occorre anche sostenere la domanda aggregata con politiche espansive intelligenti. Un errore soprattutto frutto di una cultura neoliberista di destra. Fuorviati da uno sterile dibattito che contrapponeva le formiche del Nord Europa alle cicale del Sud Europa, alimentato dal Merkel & C, l’UE ha lasciato la classe media esposta agli “animal spirit” del mercato che l’hanno economicamente devastata. Globalizzazione e sviluppo tecnologico hanno spazzato via milioni di posti di lavoro e questi fenomeni non sono certo Stati governati dalla Unione Europea nell’interesse dei cittadini, della gente comune.

La politica estera e di difesa comune da decenni non fa passi avanti. L’astuzia, la furbata, è stata “tanto ci pensano gli USA, tanto c’è la NATO”, e la difesa dell’Europa la pagano gli Stati Uniti. Perché tirare fuori soldi noi? Ma come imparano presto gli adolescenti, libertà significa portafoglio e responsabilità e finché dipendi economicamente dalla mamma non sei veramente libero. Ma non solo. Assai più rilevante il fatto che ogni tentativo di costruire strumenti di sicurezza comuni si è sistematicamente scontrato con i veti del governo UK, è stato deliberatamente sabotato da UK, che dall’alleanza imperiale anglofona traeva una supremazia sul resto della UE a cui non voleva rinunciare. Ora, dopo la brexit, finalmente, se si vuole veramente, si può procedere senza intralci. Frutto avvelenato di questa politica estera e di difesa inconsistente (in quanto ambigua e delegata alla NATO) lo scontro assurdo e suicida con la Russia sulla questione Ucraina. Una massiccia operazione di disinformazione e di guerra psicologica ha attribuito a Putin colpe che non aveva, ha alimentato il neonazismo ucraino e ha imposto sanzioni utili solo ai progetti imperiali della alleanza anglofona. Una sudditanza inaccettabile, un clamoroso errore politico e un disastro economico per l’Unione Europea.

Riguardo alla sicurezza nella UE molto interessanti peraltro le dichiarazioni di John Brennan, direttore della CIA, raccolte dal quotidiano inglese “The Guardian” (clicca qui). «Nei 36 anni da quando sono entrato nelle istituzioni governative, – dichiara Brennan – non ho mai visto un periodo con una gamma così preoccupante di sfide per la sicurezza della nostra nazione» ha detto Brennan al Consiglio per gli affari esteri di Whashington. D’altra parte nessun problema alla fin fine «Brennan ci tiene a dire – scrive The Guardian – che la collaborazione di intelligence tra gli Stati Uniti e il Regno Unito non verrà pregiudicata, anche perché l’UE non è mai stata un elemento strutturale del funzionamento dell’antiterrorismo». Insomma con nonchalance il direttore della CIA ci rivela che la UE è sempre stata esclusa dal sistema di sicurezza dell’antiterrorismo costruito da USA e UK. Grazie amico amerikano per la sincerità! E poi Brennan dichiara «In effetti, ho parlato con il mio omologo a Londra Lunedi mattina presto e abbiamo ribadito l’un l’altro che i legami di amicizia e di cooperazione tra i nostri servizi sono destinati solo a crescere più forte negli anni a venire. Questi legami sono e saranno sempre essenziale per la nostra sicurezza collettiva.» L’alleanza imperiale anglofona dunque si consolida? Ma no era già solidissima, e il legame con la UE di UK era esclusivamente strumentale.

Nella politica di gestione della immigrazione, infine, è stato toccato il vertice della ideologia nazionalista e dei meschini egoismi. Comportamenti squallidi che sono stati in particolare stigmatizzati da Papa Francesco il quale ha posto con chiarezza una domanda: è questa l’Europa cristiana che dovrebbe tenere ben alto il valore della solidarietà, frutto sociale della carità cristiana? È questa l’Europa che continuamente si proclama cristiana per respingere l’attacco dell’Islam? Cristiani? No farisei ipocriti. Cristianissimi sepolcri imbiancati che costruiscono muri e fanno vergognosi dietro front sulle quote di ripartizione dei profughi.

Su questi tre temi cruciali per la UE può essere consolante il fatto che il Governo italiano è stato uno tra i pochi, o forse l’unico, ad avere una posizione progressista e a combattere in tutte le sedi istituzionali affinché l’Unione facesse passi avanti.

Si teme ora l’effetto contagio della brexit. Ben venga il contagio e la possibilità di salutare una volta per tutte altri Paesi che stanno nella Unione Europea in modo esclusivamente parassitario, godendo dei benefici e rifiutando di prendersi anche le responsabilità e i doveri che gli competono.

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Pubblicato il 30 giugno 2016 su ECONOMIA POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. Giusto una domanda, questa è la posizione di Arboit, del PD di Bucci, del PD ?
    Grazie, saluti.
    Paolo Caimi

  2. Ciao David …leggo alla fine …”Ben venga il contagio e la possibilità di salutare una volta per tutte altri Paesi che stanno nella Unione Europea in modo esclusivamente parassitario, godendo dei benefici e rifiutando di prendersi anche le responsabilità e i doveri che gli competono.”

    in Italia qualcuno direbbe…” Ben venga il contagio e la possibilità di salutare una volta per tutte altre Regioni che stanno in Italia in modo esclusivamente parassitario, godendo dei benefici e rifiutando di prendersi anche le responsabilità ed i doveri che gli competono.”

    P.s.
    Pure lo Stato del Vaticano deve dire agli Inglesi cosa devono fare…..ma la Storia in questi casi ci insegna che……..

  3. Paolo domanda inutile. Paolo la risposta mi sembra più che ovvia. È solo una mia opinione, e questo per ovvie e numerose ragioni. La più importante è la seguente: fare valutazioni di politica internazionale che non siano opinioni delattentesche come la mia, ma siano serie e professionali è possibile avendo a disposizione un pacchetto informativo che solo la Presidenza del Consiglio ha a disposizione.
    D’altra parte prima di esprimere la mia opinione ho studiato, perché mi ritengo uno studente/allievo a vita, e sono confortato nella mia opinione da quanto affermato da persone assai più autorevoli di me come Romano Prodi e l’ambasciatore Sergio Romano, a cui si aggiungono numerose letture della rivista di relazioni internazionali LIMES a cui sono abbonato. Se ho male interpretato le parole di questi miei maestri puoi correggermi.
    Ritengo peraltro che sia giusto per vivere pienamente la propria cittadinanza attiva in un mondo globalizzato occuparsi di politica internazionale, cosa che in genere nessuna fa perché c’è troppo da studiare.
    Se il mio partito esprimesse una posizione diversa mi allineerei non per stile pecoreccio che non mi appartiene, ma perché presumo che valutazioni differenti siano basate su pacchetti informativi approfonditi di cui io non dispongo.
    Concludo: puoi darmi del pirla quando vuoi perché è solo la mia opinione.

    P.S. Tu lo avrai certamente capito, ma per altri che forse hanno frainteso: nessun attacco preconcetto agli USA stile veterocomunista. Semplicemente una valutazione onesta dell’interesse nazionale degli Stati Uniti, del loro onesto punto di vista, che si basa ovviamente sul principio fondamentale “divide et impera”, condivisa peraltro da un altro autorevole mio maestro Edwar Lutwak.

  4. Perché dare del pirla per così poco ?
    Semplicemente, ma mi riprometto di approfondire, la posizione del PD mi sembrava diversa.
    Per quanto riguarda il vivere pienamente ecc. perfettamente d’accordo, ognuno definisce le proprie priorità.
    Mi permetto solo un suggerimento, visto che appunto scrivere non dico cose intelligenti, ma solo interessanti su temi così complessi, comporta conoscenze molto vaste, su un blog locale forse avrebbe più senso un semplice spunto per stimolare eventuali interventi e valutare il livello di interesse. Anche perché un testo “inserito da Redazione” rischia sempre di assumere un peso che forse non ha.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  5. Riguardo a ciò che pensa il PD nazionale, e anche direi i più importanti Paesi della UE, possono aiutare i seguenti filmati. Certo i toni di chi parla sono doverosamente più diplomatici di quelli di Romano Prodi o di Sergio Romano, perché ben altre sono le responsabilità, ma il senso mi pare, al di là dei toni, molto simile.

    http://www.governo.it/media/conferenza-stampa-renzi-merkel-hollande/5356

    http://edition.cnn.com/2016/06/28/world/brexit-italy-amanpour-renzi/

  6. Devo aver guardato il video sbagliato, Renzi parla di “oggetto caro e prezioso” sul mio dizionario non sono sinonimo di “fardello”, non intende salutare nessun altro paese, anzi vuole trasformare questo problema in opportunità per stringere le fila e ripartire.
    Non so, vedi tu, da parte mia dico che la posizione espressa in questo articolo è qualche km lontana da quella espressa da Renzi, non ho idea se solo come premier o anche come segretario, ma direi che non cambia molto.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  7. Capisco che in termini di riproduzione assolutamente fedele e senza sbavature del pensiero del capo non sono attendibile. Mi permetto, non dico di avere un mio pensiero libero e autonomo che non sono in grado certamente di formulare, ma piuttosto di ASCOLTARE anche altre autorevoli opinioni e poi di valutare, quale secondo, potrebbe essere la migliore. È vero non sono un interprete ortodosso e un megafono attendibile del pensiero del capo.
    Osservo che la valutazione della mia ortodossia rispetto al pensiero del capo è un preoccupazione che ti tormenta da parechio e che non perdi mai nemmeno una occasione per sottolineare qualunque mia grande o piccola differenza e/o divergenza. Basta rileggere tutti i tuoi numerosi interventi e non è difficile rintracciare questo filo rosso. Proporro alla prossima riunione del circolo di istituzionalizzare questo ruolo di Censore: verrai a tutte le riunioni del circolo e valuterai tutti gli interventi in termini di conformità alla “linea”.

    D’altra parte Renzi ha detto che con la democrazia non si scherza, gli inglesi hanno votato e il voto deve essere rispettato. Tradotto in inglese significa : by by britons, leave now.

  8. Purtroppo ti sfugge un particolare, non c’è nessun problema a non essere d’accordo e a ritenere nel giusto la minoranza, una delle, basta dirlo, quello che davvero mi infastidisce, lo si dovrebbe aver capito, è il “sono d’accordo ma… ” e dietro al ma c’è tutto, non solo qualcosa.
    L’ho scritto, se si fa parte di un’organizzazione ci si deve dare un punto di riferimento in merito al livello di condivisione, se si va sotto quella soglia, che non può essere intorno al 50%, si dichiara di pensarla diversamente e se ne traggono le conseguenze. E’ semplice.
    Sì con la Democrazia non si scherza e la si deve vivere da posizioni chiare.
    E’ anche fastidiosa e offensiva per chi ha votato Renzi alle primarie e chi vota per le sue posizioni negli organi del partito, questa espressione “capo”, che dice della tua posizione molto più di mille parole.
    Vorrei chiarire che il tema è di mio interesse solo perché sono convinto che su queste posizioni il PD di Bucci non sarà propulsivo nell’area di CS alle prossime elezioni, tutto qui, un puro interesse egoistico.
    Saluti.
    PC

  9. In questo mese di luglio ci sono le cene di fine anno tra colleghi, amici e varie altre situazioni. Mi è capitato assai frequentemente, quando è emerso tra le chiacchiere il mio impegno politico nel PD, di sentirmi sempre chiedere: ma tu sei “renziano”? Ho provato le prime volte a spigare che la domanda era impropria, ma viste le conseguenze le volte successive ci ho rinunciato. Ogni tentativo di argomentare con un ragionamento politico era visto come truffaldino, e tutti gli interlocutori esigevano una risposta secca: o Sì o No. Allora dopo le prime volte ho risposto “No” perché al congresso ho votato Cuperlo. L’interlocutore deduceva subito: “allora sei contro Renzi”. Seguiva poi l’inutile tentativo di spiegare come funziona un partito degno di questo nome.
    Essere d’accordo al 30%, al 50%, al 75% all’87,6%? Mah! A Buccinasco il Congresso è stato stravinto da Renzi sia nella tornata dove votavano gli iscritti, sia nella tornata delle primarie. Questo è il dato di fatto. Arboit ha votato Renzi? No. Arboit è stato nominato portavoce o rappresentante del PD di Buccinasco? No. Il portavoce del PD di Buccinasco è il Segretario Guido Morano.
    Capisco che possa essere fastidiosa l’espressione “capo”. La mia valutazione su questo “fastidio” è che c’è un pudore un po’ fariseo sul fatto che in tutte le organizzazioni ad alcuni è affidata la responsabilità di gestire un potere. Chi fa politica gestisce un potere, inutile nascondersi dietro un dito. È giusto così. Diciamo allora che c’è modo e modo di fare il capo, cioè di “fare squadra”.
    Con «queste posizioni il PD di Bucci [sono di Arboit] non sarà propulsivo nell’area di CS alle prossime elezioni».
    È quasi certo che le opinioni sulla brexit avranno assai poco di propulsivo (a prescindere da chi le pronuncia) nella campagna per le amministrative di Buccinasco, assieme a qualunque altro tipo di opinione o chiacchiera ideologica. E anche nella remota ipotesi che di brexit si parlasse le opinioni che ho sposato, alla fin fine, non sono mie ma di Romano Prodi e Sergio Romano, che non hanno fama di essere pericolosi comunisti se è a questo che si allude.
    Dubito inoltre che i cittadini di Buccinasco passeranno il tempo della campagna elettorale a fare al Pd di Buccinasco l’esame di ortodossia Renziana. Mi sembra che questo esame sulla “linea renziana” del PD di Buccinasco sia preoccupazione di pochi a Buccinasco.
    Concludo garantendo che da parte mia farò di tutto perché le amministrative siano impostate nel modo più renziano possibile. Anzi, saremo più renziani di Renzi: una concretissima “politica del fare” basata sui bisogni veri, reali, quotidiani della città e con risposte fatte di progetti semplici fattibili e finanziabili. Progetti concreti e realizzabili basati sulla esperienza fatta in questi anni di amministrazione, più qualche ipotesi di lavoro interessante tutta da verificare come quella di M4.

  10. Primo punto, è colpa mia, ricordo male o ho equivocato su un post in cui si diceva che Renzi è l’uomo giusto….ecc. Chiarito questo, ci si chiede come mai la maggioranza che sembra essere in maggioranza nel Circolo PD di Bucci non risponda mai agli attacchi, pesanti, nei confronti della segreteria e del governo.
    Punto due, vista la premessa comprendo il fastidio e l’uso del termine “capo” nei confronti di chi ha vinto con largo margine le primarie e riporta consensi 98 a 13 nelle votazioni interne, capisco, ma non condivido, è la differenza tra fare opposizione seria e altro. Nessun pudore fariseo, ho già detto tante volte: chi vince comanda, fino a quando non perde
    Terzo punto, scusate non mi sono spiegato, facevo riferimento all’insieme delle posizioni espresse in articoli diversi, scusate ancora, la prossima volta sarò più didattico.
    Quarto punto, finalmente una cosa su cui siamo d’accordo, i cittadini di Bucci forse non sono così sensibili al tema, o almeno potrebbero non esserlo sul blog locale, infatti ho invitato ad evitare di partire con un articolo “inserito da Redazione”, meglio lanciare l’argomento e poi vedere le reazioni. In questo modo tutti appaiono interventi sullo stesso piano, anche quelli di minoranza, e non rischiano si assumere un valore che non hanno.
    Quinto punto, sì interessante quello della MM4, però qui pare non interessare a nessuno.
    Saluti.
    Paolo Caimi

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