IL SINDACO DI BUCCINASCO SCRIVE AL SETTIMANALE “SÌ O NO” SULLA MATERNA PARITARIA

maiorano_scrivaniadi Giambattista Maiorano

Gentile Renato Caporale, Direttore del settimanale “Sì o No”

Io sono e sono sempre stato quello che in politica si suol dire un “moderato”. Un moderato né tiepido né debole perché dotato di una forte e indomabile passione per l’umano quale eredità derivata dal personalismo comunitario (Emmanul Mounier), che forma la cultura di base della storia del cattolicesimo democratico. Essere appassionati all’umano significa per me applicare alla politica buon senso, misura ed equilibrio che rappresentano i valori fondanti della moderazione.

Misura ed equilibrio sono il fondamento di quella che Matteo Renzi ha definito “la politica del fare” ovvero di chi cerca risposte vere, concretamente praticabili, che tengano conto della totalità dei fattori senza preclusioni ideologiche. I cittadini sono stanchi delle guerre di religione, dei toni da campagna elettorale permanente su cui si basa oggi il confronto politico.

Il percorso per la realizzazione della Convenzione Comune di Buccinasco-Materna paritaria Don Stefano Bianchi ha mostrato due facce. Quella della misura e dell’equilibrio, che hanno caratterizzato la delegazione che ha trattato con il Comune, e quella della propaganda elettorale strumentale comparsa durante lo scorso Consiglio comunale.

Riguardo ai fattori di criticità espressi dalla Materna nel comunicato stampa (clicca qui) da Lei pubblicato online esprimo qui di seguito il mio punto di vista.

  • Riguardo al primo punto indicato come negatività (fissare 234 bambini) e al secondo “punto negatività” (stabilire la decurtazione 76 euro) faccio notare che entrambi erano stati ampiamente discussi e definitivamente condivisi. Ne è prova una proposta di protocollo d’intesa inviataci dalla stessa paritaria (ne allego una copia, clicca qui) assolutamente condivisibile. Appare quantomeno strano che questi punti fermi siano oggi indicati come elementi di negatività e di fatto rimessi in discussione.
  • Riguardo al terzo “punto negatività” (clausola di garanzia e tetto massimo di 430 mila euro) i verbali degli incontri possono testimoniare che se ne è discusso durante la trattativa e che non può essere considerato “una sorpresa”. Fissare un tetto è una scelta imposta dalle norme del diritto amministrativo e giustamente consigliata dal Segretario generale e dal Ragioniere capo. La cifra è stata stabilita in modo da non creare un eccessivo debito fuori bilancio (cifra stanziata nel bilancio approvato 420 mila euro all’anno). Il tetto peraltro agisce solo nel momento in cui entra in atto la “clausola di garanzia”, ipotesi francamente molto remota visto l’andamento demografico della città. E siccome l’ipotesi è remota, attaccare la Convenzione su questo punto è smaccatamente ideologico.
  • Riguardo al quarto “punto negatività” (restituzione degli utili) le confesso che, in linea di massima, sia il sindaco sia l’assessore all’Istruzione non hanno manifestato contrarietà al meccanismo di compensazione. Nettamente negativo, tuttavia, è stato il giudizio sulla reale applicazione di questo meccanismo contabile del Segretario generale e del Ragioniere capo per motivi di normativa contabile e amministrativa. Forzare la mano ai funzionari e alla norma è una esperienza che il Comune di Buccinasco ha già fatto e si è dimostrata devastante.

Concludo dicendo che comprendo umanamente e sinceramente la delegazione che ha trattato con noi, che ha sempre mantenuto un profilo di misura ed equilibrio, la quale sembrerebbe essere stata sopraffatta, suo malgrado, da chi vuole lo scontro ad ogni costo, da chi vuole fare della scuola materna argomento di campagna elettorale per dare addosso al Centrosinistra raccontando falsità e imputandoci colpe inesistenti. Peraltro si deve dire “come al solito”, perché è una tradizione che si ripete, uno schema fisso, segno smaccato di pregiudizio ideologico e di un vecchio modo di fare politica, dal quale lei, Direttore, forse ho male interpretato, mi sembrava avesse preso le distanze. I cittadini vogliono soluzioni concrete, una politica pratica, laica nelle soluzioni, fatta da persone capaci di liberarsi dei vecchi scontri di partito/potere, in grado di premiare il merito, di sostenere idee e soluzioni che mettono in movimento l’economia e la società a prescindere dalla sclerosi polemica degli schieramenti politici.

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Pubblicato il 3 maggio 2016 su CONSIGLIO COMUNALE, CULTURA, LEGALITA', SCUOLA. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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