BUCCINASCO, CONVENZIONE MATERNA PARITARIA: CASCA L’ASINO? SÌ, FORSE, MA L’ASINO CHI È?

paritaria maiorano caporaledi Giambattista Maiorano

Leggo sul settimanale locale “Sì o No” l’editoriale del direttore Renato Caporale di venerdì 29 aprile 2016 intitolato “Buccinasco sull’educazione, casca l’asino?” Che cosa dice l’editoriale? In sintesi:

  1. «non considerare la questione scuola come il più grande degli investimenti dei nostri tempi sarebbe una grande mal educazione della politica amministrativa» VERO sono d’accordo;
  2. «chiunque pensa che la scuola o l’educazione possa essere considerata un fatto economico è stato mal educato!» VERO sono d’accordo;
  3. «capire che la scuola in ogni forma e sostanza non è un “nemico” da combattere ma un “amico” da sostenere» VERO sono d’accordo;
  4. «“mal educata” a capire tutto questo, l’amministrazione di Buccinasco tenta uno “sparo” sulla materna parrocchiale di romano banco» FALSO, non sono d’accordo.

Che la Giunta Maiorano consideri «la questione scuola come il più grande degli investimenti dei nostri tempi» e dimostrabile con i fatti. Il complesso lavoro dell’Assessore Arboit, solo parzialmente registrato nel Piano diritto alla studio, è un impegno sia finanziario sia di proposta culturale ed educativa che non ha precedenti a Buccinasco.

Nella gazzarra mal educata (più riguardo alle informazioni e alle conoscenze che allo stile) organizzata in Consiglio comunale è stata evocata una volontà di distruzione della scuola paritaria da parte del Centrosinistra, volontà che nei fatti non esiste. Siamo in campagna elettorale, fra un anno si vota, e la strategia, come ovvio che sia e come è tradizione a Buccinasco, è chiamare a raccolta le truppe dell’opposizione per una crociata contro il Centrosinistra distruttore della scuola paritaria. Tra i “crociati” quest’anno si notavano numerosi rappresentanti del Movimento 5 stelle, novelli e improbabili difensori della scuola paritaria cattolica. Fare campagna elettorale significa dire che la Convenzione non va bene, a prescindere. Smaccata l’operazione strumentale, operazione tutta politica di una vecchia politica attaccata molto più a vecchi schemi polemici di propaganda che a uno sguardo laico e realista sul mondo. Ed è proprio qui che casca l’asino!

Chi mi ascolta parlare, o ha la pazienza di leggere quello che scrivo, sa benissimo che ho sempre avuto apprezzamenti e difeso l’opera di sussidiarietà e di incidenza più che positiva svolta storicamente dalla Scuola Materna Paritaria intitolata a don Stefano Bianchi. Sono inoltre certo che non sia ragionevole, sia contro la ragione, affermare che la convenzione approvata in Consiglio comunale il 27 aprile sia uno sparo contro la materna parrocchiale. Spiego ora il perché partendo da un principio morale fondamentale.

L’affermazione che segue è uno dei cardini del carisma del Servo di Dio Don Luigi Giussani. Affermazione che mi dicono lui ripetesse molto spesso e che restituisco nella forma in cui è stata registrata in una delle sue pubblicazioni.

«La ragione è conoscenza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori. Questo è definire l’esigenza essenziale della ragione, la natura della ragione. Perciò, il problema della conoscenza secondo la totalità dei fattori è una condizione morale dell’agire razionale. Se vuoi agire razionalmente, devi essere tesa, disponibile – come dire? -, irrequieta, inquieta, fino a quando non hai trovato tutti i fattori. Non è detto che tu trovi tutti i fattori a uno a uno in due minuti o in tre ore; perciò è una “disponibilità” alla totalità, una disponibilità a questa esigenza di totalità, una disponibilità che non si quieta, che resta inquieta fino a quando non dice: “Li ho guardati tutti”».

Luigi Giussani, L’autocoscienza del cosmo, Rizzoli, 2000

È una definizione della ragione come apertura alla realtà, che sempre mi supera e mi sovrasta, che è una straordinaria forma di ascesi, che è un prendere le distanze da sé capace di rigenerare ogni volta lo stupore, che è mortificazione di pregiudizi e schemi sclerotizzati, per consentire invece giudizi razionali. E se l’asino casca è perché per ignoranza o per malafede il soggetto (pubblico o privato, individuale o collettivo) trascura alcuni fattori, perché il soggetto ha uno sguardo su di sé senza apertura al mondo e quindi vede esclusivamente il suo proprio io come ombelico del mondo.

La convenzione portata in Consiglio il 27 aprile è frutto di un lungo cammino, molto sommariamente raccontato dall’Assessore Arboit. È stato un cammino che ho voluto e fatto in modo che fosse “educativo per tutti” e perciò alla luce dell’insegnamento «La ragione è conoscenza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori».

La prima parte del cammino (settembre-novembre) è stata fatta con la mia Maggioranza analizzando tutti i fattori finanziari e tutti i fattori educativi della scuola parrocchiale per rendere evidente che «la scuola in ogni forma e sostanza non è un “nemico” da combattere ma un “amico” da sostenere». Qui si trattava di capire perché il fattore educativo fosse prevalente.

La seconda parte (novembre-gennaio) è stata fatta con la delegazione della materna parrocchiale per cercare di comprendere come il desiderio educativo potesse trovare una risposta che mantenesse un equilibrio politico e finanziario accettabile per tutti. Qui si trattava di capire perché dare il giusto peso al fattore politico e al fattore finanziario fosse necessario proprio per salvaguardare l’obiettivo educativo.

La terza parte (febbraio-aprile), la più difficile, è stata un “corpo a corpo” con la burocrazia amministrativa per fare in modo che l’obiettivo educativo, e il prodotto del lavoro dei mesi precedenti, non fosse pesantemente penalizzato da una normativa complessa e ambigua. Anche qui si è trattato di capire perché «la scuola in ogni forma e sostanza non è un “nemico” da combattere ma un “amico” da sostenere» e perché le norme vanno scrupolosamente rispettate (soprattutto a Buccinasco) ma possono anche consentire di sostenere adeguatamente una scuola paritaria.

Ribadisco: è stato un percorso educativo per tutti.

Ora veniamo al merito senza troppi tecnicismi.

Ad iniziare dalla paritaria, tutti i nostri plessi scolastici hanno servito la causa della educazione. Possono esserci, ed è una fortuna in un contesto pluralistico, diversità di impostazione educativa, ma analogo è l’impegno e la passione del personale. Che la passione educativa sia obiettivo di tutti è un fattore di cui tenere conto.

Un secondo fattore di cui tenere conto è che si registra un’accentuata riduzione del tasso di natalità, fattore importantissimo che ha colpito anche Buccinasco. Tutti i plessi, non solo di recente, pur di mantenere inalterati i livelli di capienza, hanno legittimamente accettato iscrizioni anche di non residenti. Nonostante questi sforzi i posti disponibili aumentano e si profila la certezza di dover procedere o all’eliminazione di qualche sezione o a una riduzione significativa di bambini per sezione. È mia opinione che la seconda opzione avrebbe l’indubbio vantaggio di una più stretta interazione dei bambini con le proprie educatrici con ricadute più che positive. La normativa però non lo prevede o almeno non lo prevede ancora. Anzi, aggiungiamoci pure, perché possa esserci una normativa efficace, che in tutto il paese Italia dovrebbero essere garantiti tanti posti quanti ne presenta la domanda. Al di là degli auspici, ciò non esiste e temo che anche il proposito dell’attuale governo Renzi di rendere obbligatorio il ciclo delle materne cozzi fortemente con la realtà finanziaria dei fatti.

C’è un altro fattore non irrilevante e che, piaccia o meno, rappresenta lo scenario. La mancata obbligatorietà del servizio, se reso in termini di sussidiarietà, non prevede l’obbligo ma la facoltà di interventi finanziari con risorse pubbliche. Buccinasco ha sempre scelto liberamente la formula del “dovere di finanziare” e credo lo abbia sempre fatto con molta generosità.

Altro fattore che certo non deve sfuggire è che gli effetti di tale finanziamento molto poco hanno a che fare con la fiscalità generale. Stato e Regione danno contributi, ma in misura molto ridotta, talvolta eliminandoli del tutto. Ciò per dire che, per quanto direttamente ci riguarda, la parte cospicua del finanziamento ricade sulle sole spalle di tutti i cittadini del Comune come quota aggiuntiva alla fiscalità generale. Peraltro se è vero che chi frequenta la paritaria paga due volte (fiscalità generale + retta) e anche vero che pure le famiglie di Buccinasco che mandano i bambini alle materne statali pagano due volte (fiscalità generale + sostegno alla materna parrocchiale).

Altro fattore sono i bilanci degli enti locali: sempre più magri, come quelli delle famiglie. E proprio per questo non voglio puntare il dito contro altre Amministrazioni comunali dove analoghe iniziative di scuole paritarie non godono di finanziamenti dell’entità erogati dal Comune di Buccinasco. Basta informarsi, cercare dati su internet, non è difficile: 10, 20, 30, 100 mila euro di contributi. E questo nella ricca Lombardia, ad eccezione di pochissime realtà tra cui Buccinasco, in Italia seconda solo al Comune di Brescia.

Altro fattore di cui tenere conto lo si registra mostrando i numeri del nostro bilancio del Comune. Considerate le caratteristiche delle scuole (statali e paritaria) l’incidenza sul bilancio comunale e quindi sulla fiscalità locale è stata nell’anno scolastico 2014/15 per i bambini delle statali pari ad euro 680 pro capite contro i 1.740 della paritaria, mentre per il prossimo triennio la cifra pro capite per la paritaria oscillerà tra 1.728 e 1837 euro.

Altri fattori potrebbero essere presi in considerazione ma mi fermo qui perché, come al solito, mi sono dilungato. Si sarebbe potuto scegliere una strada che privilegiasse comunque il completamento delle sezioni statali vista la non obbligatorietà. Ci siamo rifiutati. Abbiamo optato con assoluta convinzione per una strada diversa, per la strada del bilanciamento del calo demografico tra statali e paritaria con ampio concorso e condivisione dei rappresentanti della stessa scuola paritaria, scelta che consente senza alcun dubbio alla materna parrocchiale di proseguire serenamente il lavoro.

P.S. Nel cuore di chi ha fatto gazzarra in Consiglio comunale è impossibile fare penetrare quella inquietudine che accende la ragione. I ragionamenti che precedono, quindi, per loro sono inutili.

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Pubblicato il 2 maggio 2016 su CONSIGLIO COMUNALE, CULTURA, POLITICA LOCALE, SCUOLA. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Leggo…”Siamo in campagna elettorale, fra un anno si vota, e la strategia, come ovvio che sia e come è tradizione a Buccinasco, è chiamare a raccolta le truppe dell’opposizione per una crociata contro il Centrosinistra distruttore della scuola paritaria. “….

    Ma sul caso specifico non è vera opposizione perché Centrodestra e M5Stelle sono a favore “dell’investimento” di 430.000 sulla Scuola Materna Paritaria…..e questi finti oppositori strillano solo perché pretenderebbero la loro parte dei voti…tutti meglio ancora…!

    Un teatrino della politica di un livello talmente basso che non conosce vergogna…..

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