PER ATTUALIZZARE IL 25 APRILE: IL NAZIONALISMO È IL CANCRO DELL’EUROPA

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di David Arboit

Vogliono cancellare la differenza tra fascismo e antifascismo. Sì il 25 aprile fa ancora discutere. Il fatto è che la discussione è continuamente riproposta da quelli che fanno di tutto per cancellare la differenza tra chi ha combattuto per la libertà, per la democrazia e contro il razzismo, e chi ha combattuto per il nazismo e il fascismo, cioè per ideologie nazionaliste che proclamavano la superiorità razziale.

Il nazifascismo affermava la superiorità di una razza e perciò il diritto della razza superiore di tenere in schiavitù e sfruttare le razze inferiori. Il nazifascismo ha stabilito con leggi dello Stato il diritto di sfruttamento bestiale e la condanna a morte milioni di ebrei per il solo fatto che erano ebrei. Se avesse vinto, il nazifascismo non avrebbe esitato a sfruttare barbaramente anche altre razze definite di volta in volta inferiori.

La narrazione di quelli che vogliono cancellare le differenze fa invece di tutto per mettere al centro del dibattito pubblico la demistificazione della Resistenza e della lotta dei partigiani: il mito della Resistenza deve essere distrutto, il mito del partigiano come combattente per la giustizia, per la libertà e per la democrazia deve essere distrutto. Si parla dei crimi dei partigiani che devono essere raccontati come tanto efferati e numerosi quanto i crimini dei nazisti e dei fascisti. Si interpreta la Resistenza con la categoria della guerra civile, si dichiara superato l’antifascismo. Sfruttare alcuni episodi di delinquenza partigiana, che sicuramente ci sono stati, per dire “partigiani e repubblichini tutti criminali, tutti assetati di sangue” è una ignobile falsità. Ridurre la Resistenza a una «guerra civile che ha visto molteplici crimini da una parte e dall’altra» è una menzogna inaccettabile. Tutte le ricerche storiche di tipo scientifico, a prescindere dalla cultura socialista, cristiana o liberale dello storico che le ha prodotte, lo possono dimostrare.

In una Europa dove gli effetti della globalizzazione producono il risorgere di una cultura nazional-razzista e più che mai urgente criticare aspramente le narrazioni false della Resistenza e della lotta partigiana e condannare con forza il nazionalismo e il razzismo, anche nelle forme blande e mascherate in cui oggi compare. Il sogno di una Unione Europea nato dopo la seconda guerra mondiale dalla immaginazione cristiana di Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, era fondato sulla distruzione della diabolica cultura nazionalista che aveva avvelenato l’Europa. Il sogno rinasce oggi nella proposta di fraternità nella libertà e nell’uguaglianza continuamente affermata da Papa Francesco. La Resistenza antifascista è il fondamento di una Europa nemica del nazionalismo e basata sulla giustizia, sulla libertà e sulla democrazia.

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Pubblicato il 25 aprile 2016 su CULTURA, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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