A PROPOSITO DEL CONFLITTO DI INTERESSI DELL’ASSESSORE ARBOIT

david arboitdi David Arboit

In rete, e cioè su facebook e in qualche blog, da un po’ di tempo si parla del “conflitto di interessi” dell’Assessore Arboit. Anche il quotidiano “Il giorno” ha ripreso questo tema una volta in un articolo. A causa di questo conflitto di interessi, c’è chi chiede le dimissioni dell’Assessore. Il tutto si è scatenato dopo che nell’Albo Pretorio del Comune è stato pubblicato un permesso di costruire intestato a mia moglie Cristina Pasin amministratrice unica della società Green park srl. In rete c’è chi ha scritto che se l’assessore non vuole dimettersi deve «dimostrare (dimostrare carte alla mano) di non essersi trovato a suo tempo (elaborazione PGT e il succedersi delle sedute di Giunta o di Consiglio) nella condizione di conflitto di interessi. Fa parte dei suoi doveri di pubblico amministratore.» Ebbene eccomi qui stasera, nella sede ufficiale del Consiglio comunale, a raccontare i fatti e le circostanze ai cittadini che non conoscono esattamente come sono andate le cose. Fatti e circostanze documentabili.

Dimostrerò che l’amministrazione Maiorano non ha deliberato nulla che riguardasse il piano di lottizzazione Pasin semplicemente perché a norma di legge non poteva farlo.

Dimostrerò che tantomeno sono state effettuate dalla Giunta Maiorano scelte amministrative che configurano dei favoritismi per il Piano di Lottizzazione dell’area Pasin e che sono state votate da me in Consiglio Comunale o in Giunta.

Racconterò come la Green Park srl sia stata venduta e non sia più una proprietà Pasin.

Utilizzerò come spunto di riflessione alcune affermazioni diffuse in rete che riassumono le posizioni di chi chiede le dimissioni.

Non sarò breve perché la brevità e la sintesi in questi casi possono produrre ambiguità e fraintendimenti, e danneggiano quella trasparenza sul lavoro dell’Amministrazione comunale che si chiede a gran voce e che è un diritto dei cittadini.

Cercherò di essere il più possibile chiaro anche perché la macchina del fango approfitta anche delle virgole messe male per mettersi in moto.

Citerò solo tre episodi che però sono i più significativi.

EPISODIO NUMERO 1 Dopo la comparsa sull’Albo Pretorio del Comune del permesso di costruire, in rete è stato diffuso il seguente testo. Cito testualmente: «in sede di elaborazione del PGT, come minimo, il sindaco e il segretario pro tempore dovevano essere a conoscenza della condizione di conflitto d’interesse, ben prima che il PGT avesse terminato il suo iter procedurale che consente di presentarlo per la approvazione al Consiglio.»

Il riferimento è alle elaborazione e votazione del PGT approvato da questa amministrazione nel 2013 alle quali io ho partecipato.

La domanda che un cittadino si pone leggendo questo testo è la seguente: era o non era in situazione conflitto di interesse l’allora consigliere Arboit quando fu discusso e approvato il PGT? Sindaco e segretario comunale hanno fatto il loro dovere? Quali decisioni sono state prese nel PGT 2013 che riguardano la lottizzazione Pasin?

Per rispondere alla domanda occorre conoscere bene la storia della Lottizzazione Pasin.

1 PRIMA FASE L’origine dell’intervento Pasin, risale al secolo scorso quando la Regione Lombardia, con deliberazione di giunta 54437 del 2 maggio 1990 approvò il PIANO REGOLATORE GENERALE del comune di Buccinasco, all’interno del quale l’area Pasin era identificata come zona B2 – cioè zona residenziale di recupero urbanistico – ambito n.7, assoggettata a Piano di Recupero. La regione, quindi, correttamente autorizzò la trasformazione da industriale a residenziale perché lo stabilimento, che quando era nato era in aperta campagna, era ormai collocato in zona residenziale.

2 SECONDA FASE Durante il governo della SECONDA GIUNTA LANATI, cioè nella seconda metà degli anni Novanta, la Società F.lli Pasin sas chiese un aumento di cubatura perché il calcolo dei costi per il trasferimento dell’azienda con le relative demolizioni e smaltimento risultava assai oneroso. La Giunta Lanati riconobbe l’onere e accettò la proposta: un aumento di cubatura da 16.000 mc a 23.000 mc. L’iter burocratico con la relativa documentazione fu portato avanti durante il governo della seconda Giunta Lanati. Il parere positivo della Commissione edilizia del Comune (organo che non c’è più perché è stato abolito) fu espresso in data 17 maggio 2001. Fu informalmente stabilita perfino la data del consiglio comunale in cui la variante urbanistica avrebbe dovuto essere adottata, ma… qualcuno fece lo sgambetto al Sindaco Guido: il 20 luglio del 2001 la maggioranza dei Consiglieri presentò le dimissioni e il Sindaco Lanati andò a casa. La pratica lottizzazione Pasin si bloccò.

3 TERZA FASE Il 5 settembre del 2001 la Gazzetta ufficiale pubblicò la nomina del COMMISSARIO PREFETTIZIO: si trattava del ragionier Giuseppe Resta. La pratica Pasin ripartì su sollecito dei proprietari con lettera al Commissario in datata 11 dicembre 2001.

  • La variante urbanistica che portava la cubatura dal 16.000 mc a 23.000 mc fu adottata con delibera del commissario n° 284 del 23 marzo 2002.
  • La variante fu controdedotta e approvata in via definitiva con delibera del commissario n° 369 del 2 maggio 2002.
  • La variante fu inoltrata alla Regione Lombardia con lettera del 7 maggio 2002. La Regione rispose con una nota del 24 settembre 2002 nella quale si affermava che per l’approvazione regionale della variante urbanistica era necessaria una integrazione di documentazione. Pratica di nuovo bloccata.

4 QUARTA FASE Nel frattempo le elezioni amministrative di giugno 2002 portarono al governo di Buccinasco il Centrosinistra con il SINDACO MAURIZIO CARBONERA.

La Giunta Carbonera, in ottemperanza alla nota regionale, riavviò la pratica Pasin per perfezionare gli atti integrandoli con quanto richiesto dalla Regione Lombardia.

  • Il 17 dicembre del 2003 con delibera di Consiglio Comunale n.72 veniva adottata la variante parziale al P.R.G. del comparto edificatorio B2/7 consistente nell’ampliamento dell’ambito sottoposto a pianificazione particolareggiata, nell’incremento volumetrico da 16.000 a 23.000 mc in virtù del passaggio da zona B2 a zona B5, nella modifica dell’individuazione degli ambiti di cessione, nell’inclusione tra le cessioni previste dell’edificio esistente nel comparto, edificio situato all’angolo tra le vie Pasin e Tiziano.

Dopo l’adozione, non essendo pervenute osservazioni e avendo la Provincia di Milano espresso il proprio parere favorevole circa la compatibilità con il PTCP (Piano territoriale di Coordinamento Provinciale), il Consiglio Comunale approvò la variante al PRG con la delibera n.17 del 11 maggio 2004. A questo punto l’aumento di cubatura diventa diritto acquisito: N.B. siamo nel 2004.

  • Il 18 maggio 2006, la Società F.lli Pasin, trasmetteva al Comune il Piano attuativo, per l’approvazione.

La Commissione urbanistica nella seduta del 23 maggio 2006 espresse all’unanimità parere favorevole al Piano attuativo.

Nella seduta dell’8 giugno 2006, il Consiglio comunale, con delibera n.17 adottò il piano attuativo.

Con successiva delibera n. 40 del 16 ottobre 2006, il Consiglio comunale approvò il Piano attuativo. Il piano comprendeva tutti gli allegati ritenuti necessari alla definizione tecnica del progetto urbanistico, compresa la tavola grafica n.7 recante la Valutazione di impatto paesistico e compresa la bozza di convenzione.

Il 31 gennaio 2007 fu firmata la convenzione tra il Comune e la Società F.lli Pasin (n° 19177 di Repertorio n° 8906 di Raccolta) tuttora valida.

Chi conosce la legge sa che le norme urbanistiche stabilite nella convenzione sono regole valide e immutabili per la durata della convenzione, stabilita di norma in 10 anni, ma di recente prolungata in via eccezionale di ulteriori 3 anni in attuazione di quanto previsto dal Governo nazionale con il cosiddetto “Decreto del fare” L.98/2013. Pertanto, volumetrie, aree di cessione, oneri vari, sono tutti elementi stabiliti e sottoscritti dalle parti nella convenzione e, a partire dal gennaio 2007, costituiscono di fatto diritti acquisiti della proprietà: non si possono più cambiare a meno che non si modifichi la convenzione.

Quindi è dimostrato ed è evidente che per quanto riguarda le decisioni urbanistiche della Pubblica Amministrazione il percorso della Lottizzazione Pasin si conclude definitivamente il 31 gennaio 2007 con la firma della convenzione.

Prendiamo ora il PGT approvato nel 2013. Se ora si guarda analiticamente il Pgt adottato nel gennaio 2013 e approvato nel luglio 2013, a cui ho partecipato anche io in qualità di consigliere comunale, bisogna dire che essendo un atto amministrativo successivo al Piano di Lottizzazione Pasin già adottato e convenzionato si limita a registrare lo stato di fatto e di diritto dell’area riconoscendo i diritti acquisiti nel 2007.

Le Norme Tecniche di Attuazione del Piano delle Regole disciplinano con l’art. 58 quell’ambito territoriale (ma anche altri analoghi come Buccinasco Castello). In particolare il comma 1 recita «Ai Piani Attuativi già approvati alla data di adozione del PGT, continua ad applicarsi, fino al completamento, la disciplina urbanistica vigente al momento della loro approvazione». Ecco questa è la decisione che ho assunto condividendo l’approvazione del Pgt.

L’amministrazione comunale poteva decidere di cambiare lo stato di diritto urbanistico dell’area? Assolutamente NO! Perché avrebbe violato quanto stabilito dalla convenzione urbanistica, avrebbe leso un diritto acquisito del privato e sottoscritto dall’Amministrazione in un contratto ancora vigente. Un cambiamento avrebbe esposto l’Amministrazione comunale a un ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) in cui il privato oltre a vincere la causa avrebbe anche avanzato la richiesta dei danni economici conseguenti.

Ripeto quindi che la Convenzione è stata firmata nel gennaio del 2007. Ed è la legge che dice che il PGT approvato nel 2013 non può cambiare nemmeno una virgola di quanto stabilito nella convenzione. Chi in rete parla di favoritismi in sede di discussione e approvazione del PGT non sa quel che dice o è ignorate o è in malafede.

Io ho cominciato a occuparmi attivamente di politica a Buccinasco dopo la firma della convenzione, cioè nella primavera del 2007, e quindi 6 mesi dopo la firma della convenzione. Ho sostenuto la seconda candidatura a Sindaco di Maurizio Carbonera e poi ho continuato il mio percorso politico con il nascente partito Democratico: alle primarie dell’ottobre 2007 ho sostenuto Rosy Bindi. Per questa ragione ho il diploma di fondatore del Partito Democratico, diploma di cui vado orgoglioso. Comunico questo dettaglio insignificante ai fini del discorso che sto facendo perché c’è perfino chi in rete ha voluto scavare nel mio passato per cercare qualche falla (c’è chi ancora oggi lavora freneticamente alla ricerca di un punto debole) e ha trovato questa notizia e l’ha pubblicata perché tra i fondatori del PD c’era anche mia moglie. E questa cosa è stata pubblicata come fosse una prova a mio carico: “Cuccato! Avete visto? Stava con sua moglie nelle liste della Bindi”. Confesso la colpa: sto con mia moglie da 27 anni, ma non la considero una colpa.

Aggiungo inoltre la seguente considerazione. Quelli che continuano ad affermare che con il PGT sono stati fatti dei favoritismi alla Fratelli Pasin sas, oltre a diffamare il Sindaco e l’allora Segretario comunale, diffamano anche l’ufficio tecnico del Comune. Che mia moglie facesse parte della famiglia Pasin era cosa arcinota nell’ufficio tecnico del Comune di Buccinasco da prima che io mi candidassi nel 2012. Se ci fosse stato un problema di conflitto di interessi che rendeva inopportuna la mia partecipazione alla redazione e votazione del PGT il responsabile dell’Ufficio tecnico avrebbe dovuto comunicare per iscritto (a tutela mia, ma anche a tutela dell’Ufficio tecnico) la possibile esistenza di un problema di conflitto di interesse. Non lo ha fatto non per negligenza o connivenza, ma semplicemente perché il problema non c’era. Quindi di che cosa stanno parlando quelli che in rete associano continuamente il mio nome a un conflitto d’interessi in fase di redazione e approvazione PGT? Di che cosa stanno parlando? Del nulla. Chiacchiere e maldicenze da bar.

EPISODIO NUMERO 2 A sostegno dell’esistenza del conflitto di interessi, e di una possibile attuazione di decisioni che configurano conflitto d’interessi e favoritismo, sempre in rete è stato pubblicato uno stralcio da una relazione informativa scritta della Guardia di Finanza di Corsico e poi inviata alla procura di Milano. L’indagine della Guardia di finanza di Corsico che ha prodotto l’informativa è partita in conseguenza di un esposto fatto da una funzionaria del Comune la quale riteneva di essere stata ingiustamente perseguitata dal Sindaco e dall’allora Segretario comunale rispetto ad alcune scelte organizzative sul personale del Comune. Sindaco e Segretario si sarebbero comportati così perché il funzionario era indisponibile a compiere atti contrari ai doveri d’ufficio. Si tratta della stessa indagine citata dal Sindaco nella scorsa seduta del Consiglio comunale. Nel tentativo di dimostrare le accuse contro il Sindaco e il Segretario comunale la denunciante tira in mezzo anche il mio nome e il mio presunto conflitto di interessi.

Cito il rapporto della Guardia di Finanza di Corsico:

«Si è appurato che la signora Pasin Maria Cristina risulta coniugata con David Arboit già consigliere di maggioranza e oggi assessore presso il Comune di Buccinasco. Risulta alquanto evidente il conflitto di interessi dell’assessore e, cosa ancor più grave, la pressione esercitata dal Sindaco e dal Segretario nei confronti [del funzionario comunale] finalizzata alla commissione di atti contrari all’interesse dell’Ente e a favore dell’assessore.»

La domanda che un cittadino si pone leggendo questo testo è la seguente: è vero o non è vero che il Sindaco e l’allora Segretario hanno fatto pressioni sul funzionario perché facesse atti contrari ai suoi doveri d’ufficio e a favore dell’azienda della moglie dell’Assessore?

La risposta a questa domanda la danno i Magistrati della procura di Milano che per ben due volte (prima sentenza datata 14 dicembre 2014, seconda sentenza datata 17 aprile 2015) hanno esaminato l’esposto del funzionario e la relazione della Guardia di Finanza di Corsico e per ben due volte hanno deciso che le accuse sono senza fondamento, e siccome sono infondate hanno deciso di archiviare.

Il testo della seconda e ultima sentenza di archiviazione recita infatti così:

«dagli atti dell’indagine emerge L’INSUSSISTENZA del fatto materiale tipico del reato di cui all’articolo 323 del Codice Penale per l’assenza non solo del “danno ingiusto”, ma anche dell’ingiusto vantaggio patrimoniale, per sé o per altri, oltre che della fattispecie prevista dall’articolo 610 del Codice Penale in assenza di violenza o di minaccia, trattandosi solo di attività di riprogrammazione della attività dell’ente [il Comune]».

Che cosa dice l’articolo 323 del Codice Penale? Abuso d’ufficio: il pubblico ufficiale che nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, oppure omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale, oppure arreca ad altri un danno ingiusto.

Che cosa dice l’articolo 610 del Codice Penale? Violenza privata: chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa.

Più oltre il magistrato chiude definitivamente il caso scrivendo: «pertanto, per quanto detto sopra» si ritiene che il caso «non possa che concludersi in ragione della INFONDATEZZA DELLA NOTIZIA DI REATO.»

In sintesi, e fuori dal linguaggio burocratico, ben due giudici, uno dopo l’altro in momenti successivi hanno rilevato che:

1) non è vero che il pubblico ufficiale nello svolgimento delle sue funzioni violando norme o regolamenti vigenti, oppure omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto, ha procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale per sé o per altri;

2) non è vero che è stata fatta pressione sul funzionario e in realtà si è trattato soltanto di normale attività di programmazione dell’Ente (il Comune) prevista dalla legge tra i poteri del Sindaco.

Ripeto le conclusioni scritte dal magistrato: «INFONDATEZZA DELLA NOTIZIA DI REATO». La notizia di reato non ha fondamento, affermazione che peraltro è indirettamente, ma chiaramente, un giudizio tutt’altro che lusinghiero su chi ha condotto l’indagine. Quindi non è vero che ci sia stata una «pressione esercitata dal sindaco e dal Segretario nei confronti del funzionario finalizzata alla commissione di atti contrari all’interesse dell’Ente e a favore dell’assessore».

Questo secondo episodio impone alcuni riflessioni.

1) La prima riflessione è il fatto che la parziale pubblicazione della informativa della Guardia di Finanza lede l’onorabilità della mia famiglia. Mi sono chiesto: ci sono gli elementi per configurare una ipotesi di reato di diffamazione? Ci sono gli elementi per configurare una ipotesi di reato di calunnia? Ma questo in fondo è un mio problema personale che ho discusso con il mio avvocato. A questo proposito comunque voglio ricordare quanto ha detto recentemente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi: «Noi possiamo sbagliare come tutti. Possiamo scegliere strategie più o meno efficaci. Possiamo essere simpatici, antipatici o arroganti. Ma chi mette in discussione la nostra onestà ne risponde nelle sedi opportune».

2) La seconda riflessione invece è squisitamente politica ed è quello che interessa soprattutto in questa sede. Chi ha fatto circolare questo breve testo in rete, guarda caso, si è dimenticato di aggiungere la pronuncia finale dei magistrati che per ben due volte chiudono definitivamente la pratica. Si tratta di una dimenticanza? Siamo sicuri che si sia dimenticato? Io penso proprio di no. Chi ha fatto circolare questo testo in rete avrebbe dovuto avere almeno la correttezza di mettere tutto quello che poteva servire ai cittadini per capire, per farsi correttamente una idea, mentre invece ha messo, come spesso accade, soltanto il pezzo che gli faceva comodo, perché aveva l’obiettivo di dare una interpretazione distorta della realtà e non ha messo il pezzo che contraddice la sua interpretazione distorta della realtà. L’obiettivo è evidente: manipolare l’opinione pubblica, ingannare i cittadini, indurre i cittadini a farsi opinioni sbagliate.

Prima di tutto è uno stile umano ipocrita: si parla continuamente di trasparenza e legalità e poi ci si comporta in modo da intorbidare le acque, in modo da intossicare con veleni artefatti il dibattito pubblico. Secondariamente il dossieraggio è uno stile del fare politica che a me francamente fa schifo.

EPISODIO NUMERO 3 Fin qui abbiamo parlato di un cumulo di menzogne, di discorsi dove ignoranza e malafede si mescolano in percentuali varie ed eventuali. C’è invece chi in rete, prudentemente, non si avventura in questioni giudiziarie che magari potrebbero anche costargli una querela per diffamazione, ma continua con una martellante azione di propaganda facendo della vicenda Arboit-Pasin una questione di moralità, un tema di etica pubblica e quindi il problema viene posto soltanto sul piano della opportunità politica senza registrare e sottolineare alcuna irregolarità amministrativa.

Cito testualmente: «Chiediamo a DAVID ARBOIT, assessore alla cultura della giunta che governa Buccinasco, la cui moglie è amministratore unico di una società che ha affari immobiliari sul territorio della città, di DIMETTERSI.»

La tesi in questo caso afferma che per rispetto dell’etica pubblica, e quindi per opportunità politica, chi ha parenti che hanno affari immobiliari in un determinato territorio non può fare il pubblico amministratore di quel territorio. Insomma non è opportuno che nelle istituzioni ci siano persone che hanno potenziali conflitti di interesse. La legge non lo prevede e dice solo che a fronte di un potenziale conflitto di interesse il Pubblico amministratore deve astenersi dal deliberare provvedimenti che direttamente o indirettamente lo riguardano. Ma qui non si tratta solo di essere onesti, ma di essere un cittadino al di sopra di ogni possibile sospetto.

Con questo principio di opportunità politica io sono d’accordo. Visto quello che si legge sui giornali, sto parlando dei fatti reali e concreti registrati dalle indagini di Polizia e valutati dalla Magistratura, non delle campagne diffamatorie basate sul dossieraggio, sulle chiacchiere della portinaia. Visto quello che si legge sui giornali, condivido l’esigenza dei cittadini che la vita privata del pubblico amministratore, per quanto riguarda gli aspetti economici sia pienamente illuminata e massimamente trasparente.

La domanda che un cittadino si pone leggendo il testo pubblicato in rete è la seguente: è vero o non è vero che parenti e affini dell’Assessore Arboit hanno affari immobiliari sul territorio di Buccinasco?

Per rispondere alla domanda occorre raccontare l’ultima parte della storia della lottizzazione Pasin.

Il permesso di costruire intestato a mia moglie è comparso sull’Albo pretorio del Comune di Buccinasco il 28 gennaio 2016. Per chi non conosce le procedure amministrative è utile sapere che il cosiddetto Permesso di Costruire si ottiene presentando in Comune i disegni esecutivi degli edifici che si vogliono costruire. I funzionari dell’ufficio tecnico devono solo controllare che i disegni rispettino sia quanto già stabilito dalla convenzione (di cui ho già parlato sopra) sia tutte le normative edilizie nazionali e regionali. Se i disegni superano la verifica, il Permesso di Costruire è atto dovuto. In tutto questo iter burocratico non ci sono decisioni politiche, questo percorso e solo gestionale, è responsabilità esclusiva dei funzionari e non passa né in Giunta né in Consiglio. Quindi, detto questo, la questione potrebbe anche chiudersi qui.

Voglio invece proseguire con il chiarimento e la trasparenza. Il permesso di costruire intestato a mia moglie è l’ultimo atto di un lungo percorso contrattuale che conclude la vendita dell’azienda Fratelli Pasin sas, con i relativi diritti di costruzione dell’area, alla società immobiliare Euroseven srl di Corsico. Il percorso è iniziato nel 2013 e ha avuto un importante momento di definizione nel corso del 2014, quindi quasi due anni fa, prima che io fossi nominato Assessore.

In data 21 gennaio 2014 i venditori e l’acquirente hanno firmato una lettera d’intenti nel quale l’acquirente ha formalizzato il proprio interesse ad acquisire la società Fratelli Pasin sas previa indagine sullo stato patrimoniale, finanziario e urbanistico dell’azienda.

In data 18 luglio 2014 la società immobiliare di Euroseven srl di Corsico ha firmato un contratto preliminare di acquisto della società Fratelli Pasin sas. Per comprendere bene la situazione occorre leggere alcuni passi del preliminare nei quali è descritto e prescritto contrattualmente “chi fa che cosa”.

Il preliminare prevede che, cito testualmente, «i venditori [Pasin] s’impegnano a sottoscrivere A SEMPLICE RICHIESTA DELL’ACQUIRENTE [Euroseven] tutti gli atti necessari a ottenere le approvazioni del piano edificatorio e dei progetti edilizi, IN CONFORMITÀ ALLE INDICAZIONI FORNITE DALLA SOCIETÀ EUROSEVEN srl.»

Il preliminare prosegue inoltre prescrivendo che «Tutte le spese, tasse e permessi relativi a codeste autorizzazioni e lavori sono a totale carico della Euroseven srl sollevando i venditori [Pasin] da ogni onere e responsabilità».

E infine il preliminare prevede che «il lavoro professionale che verrà svolto per predisporre tutta la documentazione necessaria ad addivenire all’approvazione della concessione edilizia [è il Permesso di Costruire] e i costi derivanti dalla predisposizione del progetto edilizio saranno a totale carico dell’acquirente [Euroseven] per l’intero importo. Sarà inoltre a carico totale di Euroseven srl ogni onere relativo alla autorizzazione edificatoria delle aree (oneri di urbanizzazione, contributo al costo di costruzione, oneri per esecuzione di opere pubbliche previste in convenzione».

Da quanto previsto e prescritto nel Preliminare d’acquisto, si deduce facilmente ed è perciò evidente che la società Euroseven: prima di tutto ha gestito interamente e sotto la sua completa responsabilità tutte le procedure burocratiche previste per l’ottenimento del permesso di costruire; secondariamente ha sostenuto tutti gli oneri finanziari necessari.

Il preliminare prevedeva che cito testualmente «i venditori [Pasin] provvederanno alla trasformazione della menzionata società [s’intende la Fratelli Pasin sas] in società di capitali a responsabilità limitata». Per questa ragione il 26 ottobre del 2015, come da richiesta dall’acquirente, la Pasin sas è stata trasformata con atto notarile nella Green park srl.

Riguardo ai tempi di cessione definitiva delle Green Park a Euroseven, il preliminare prescrive che «la sottoscrizione dell’atto di compravendita delle quote societarie dovrà avvenire entro e non oltre il termine essenziale di quaranta giorni dalla data di comunicazione dell’avviso di concessione edilizia [che è il Permesso di Costruire], salvo ulteriori accordi tra le parti.»

Il percorso di vendita ha quindi raggiunto il punto finale. In questi giorni i legali delle parti stanno perfezionando la documentazione ed è prevedibile che, terminato il loro lavoro di verifica, entro la fine del mese di aprile la vendita sarà sancita definitivamente con la firma del relativo rogito.

Per ragioni legali quindi i permessi di costruire sono intestati a Cristina Pasin, ma ho già dimostrato come tutta la procedura burocratica con l’Amministrazione comunale sia stata espletata dalla Euroseven. Di questo possono anche dare testimonianza sia il Sindaco sia i funzionari dell’Ufficio tecnico del Comune che hanno regolarmente incontrato i rappresentanti della Euroseven per quanto di loro competenza.

Aggiungo infine che nessun componente della famiglia Pasin manterrà quote della Green park srl. Nessun componente della famiglia Pasin possiede quote di Euroseven.

A questo punto è evidente che:

  • a partire dal luglio del 2014 gli affari immobiliari della lottizzazione Pasin sono stati curati dalla società promissaria acquirente Euroseven di Corsico, secondo quanto previsto dal Preliminare di vendita;
  • è inoltre evidente che, visti gli atti di vendita, né l’Assessore Arboit, né sua moglie né i parenti di sua moglie stanno gestendo «affari immobiliari sul territorio della città» di Buccinasco.

Come molti sanno io mi guadagno da vivere dirigendo una piccola azienda che fa testi scolastici. Mia moglie si guadagna da vivere facendo l’insegnante nelle scuole medie. Questa è la famiglia Arboit-Pasin e non ha nulla da nascondere.

Qui finisce questa lunga ricostruzione della vicenda immobiliare della Fratelli Pasin sas.

 

IN BREVE RIASSUMENDO

Dopo questo lungo percorso si può affermare che al di là di ogni ragionevole dubbio, ma la ragionevolezza a Buccinasco a volte e merce rara, è stato dimostrato che:

1) L’iter politico amministrativo della lottizzazione dell’area Pasin, con le decisioni sulle relative volumetrie e altre caratteristiche urbanistiche, iter amministrativo che comportava un voto dei politici, è terminato con la firma della convenzione nel gennaio 2007.

2) L’area Pasin con la valorizzazione urbanistica è stata ceduta con un contratto Preliminare di vendita il 18 luglio del 2014 alla società immobiliare Euroseven srl di Corsico. In questa società i Pasin non hanno quote di partecipazione.

3) La società immobiliare acquirente Euroseven srl ha gestito da quel momento tutto il percorso finanziario e burocratico e quindi i rapporti con l’Ufficio tecnico del Comune.

4) Il rogito con la definitiva cessione della Green park verrà firmato a brevissimo termine, probabilmente entro la fine del mese di aprile 2016.

5) Arboit né come consigliere né come Assessore ha mai votato delibere che riguardassero modifiche urbanistiche della lottizzazione Pasin.

La prima delibera che è capitata e che poteva riguardare anche (ma non solo, perché è opportunità concessa dall’Amministrazione a tutti) la lottizzazione Pasin (più corretto a questo punto sarebbe chiamarla lottizzazione Euroseven) è stata votata in Giunta il 9 marzo 2016. Trattava di uno schema di rateizzazione degli oneri di urbanizzazione. A quella seduta di Giunta non ho in ogni caso partecipato, tenendo conto del comportamento prescritto dalla legislazione vigente sul conflitto di interessi.

Concludo osservando che al di là dell’etica pubblica, e quindi della mia correttezza e onestà, nel mio caso il conflitto di interessi non sussiste per ragioni normative, perché tutte le decisioni urbanistiche sono state prese molto ma molto tempo fa.

Voglio sottolineare questo aspetto perché è allora evidente che sia chi mi imputa comportamenti scorretti, sia chi afferma che potenzialmente esiste un conflitto di interessi, parla senza sapere quello che dice, parla senza sapere come funziona l’urbanistica comunale e/o senza conoscere lo stato di fatto e di diritto della Lottizzazione Euroseven (ex Lottizzazione Pasin).

Adesso è tutto chiaro. Adesso tutto ciò che c’era da sapere per rendere trasparente e limpidissima la situazione è stato detto. Non c’è più lo spazio per insinuazioni, speculazioni malevole e così via.

Sono peraltro certo che chi fa politica diffamando riterrà questa spiegazione dettagliata comunque non sufficiente, e questi proseguiranno imperterriti a insinuare, arzigogolare, elucubrare, fantasticare, cavillare provando a rivoltare la frittata.

Spero invece che questa spiegazione dettagliata abbia chiarito ai cittadini onesti, parlo di onestà intellettuale e politica, la situazione reale.

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Pubblicato il 19 aprile 2016 su AMMINISTRAZIONE COMUNE, CONSIGLIO COMUNALE, LEGALITA', PGT, POLITICA LOCALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. David hai tutta la mia solidarietà.

    P.S.
    E’ un mondo difficile…….!!!

  2. Relazione ponderosa, mi veniva da dire impegnativa, ma poi ho pensato che per te non è nulla più di una breve nota.
    Mi sembra tutto molto chiaro, ovviamente non è così per tutti, e mi chiedo, visto il clima a Bucci e non solo, non sarebbe stato meglio dichiarare tutto prima? Non mi pare sia stato fatto, era semplice.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  3. Paolo, avrei potuto semplicemente dire le parti evidenziate in neretto, che sono la sintesi del discorso, ma ho sentito la necessità di argomentare bene, come fa lo studentello quando si presenta davanti al collegio docenti in università a sostenere una tesi, a sostenere la sua tesi.
    Ponderosa e non breve nota. E devo dire che mi è costata anche un grande lavoro: “audizione di testimonianze” e quindi, sulla scorta di testimonianze, reperimento di documentazione. Sia per ragioni di opportunità, ma soprattutto per ragioni mie squisitamente personali, mi sono sempre tenuto lontanissimo dalle vicende della lottizzazione seguendo il principio “non ne voglio sapere nulla”. E quindi ho dovuto recuperare e ricostruire un pezzo di storia di Buccinasco. Ho fatto anche scoperte molto interessanti che non sono finite nella relazione perché non direttamente attinenti. Se capita te ne parlo a voce.
    Bisognava dirlo prima? Sì e no.
    Come ho già detto, pensavo di intervenire al primo consiglio comunale utile, ma il Sindaco e la Maggioranza mi hanno chiesto di attendere e concentrare lo scorso Consiglio comunale sull’incardinamento del lavoro sul Protocollo di legalità che peraltro, lo ha testimoniato Cortiana in Consiglio, procede bene.
    Aggiungo qui per te e per Roberto, ma anche per tutti, una news: appena i legulei avranno terminato il lavoro e il rogito verrà firmato, al primo Consiglio comunale utile metterò sulla scrivania di ciascun Consigliere comunale il frontespizio del rogito, pietra tombale sulla montagna di chiacchiere prodotte dai mie nemici.

  4. Io intendevo “prima, prima”, appena diventato consigliere o assessore.
    Sempre per il mio impegno di collegamento, copio quanto letto su altro blog
    “La parte processuale conclusa riguarda la violenza al funzionario; assolutamente non Arboit, non la sua condizione di conflitto d’interesse (che infatti prosegue).”
    Che dire?
    Saluti.
    Paolo Caimi

  5. Che dire? Ai posteri l’ardua sentenza!

  6. No, la sentenza è adesso, quindi se l’inchiesta specifica prosegue è indispensabile dirlo.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  7. No, Paolo, non capisco di che cosa si sta parlando. Chi dice che l’inchiesta sta proseguendo non sa quello che dice, come d’abitudine parla a vanvera, e basta il buon senso e la logica per capirlo.
    È falso affermare che «La parte processuale conclusa riguarda la violenza al funzionario» (art. C.P. 610). L’archviazione riguarda anche l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 323 del Codice Penale e quindi il Magistrato ha chiaramente detto che non sono stati compiuti atti per favorire l’Assessore e i suoi parenti. Qui bisogna solo saper leggere l’italiano.
    L’indagine prosegue? Ma chi l’ha detto, ma dove sta scritto.
    1) La Magistratura che svolge una indagine ha il dovere, peraltro solo se lo ritiene opportuno, di informare l’indagato tramite avviso di garanzia o similia, ma solo e soltanto l’indagato. Questo lo dice la legge.
    2) Chi dice che l’inchiesta prosegue fa una affermazione che:
    a) o è fondata sul nulla, parla come al solito senza avere informazioni che possano dare un contenuto di verità alle sue parole;
    b) oppure ha in Procura o nelle forze dell’ordine che svolgono funzioni di Polizia Giudiziaria una persona che lo informa e che sta violando il segreto istruttorio; se qualcuno dice «io so che l’inchiesta sta proseguendo» potrebbe essere interrogato da un Magistrato che gli può chiedere “tu come lo sai? Chi è che ha violato il segreto istruttorio”?
    3) Io non ho ricevuto avvisi di garanzia. Mia moglie non ha ricevuto avvisi di garanzia.

    Questo continuo seminare veleni è un esercizio squallido e stucchevole che a questo punto stupisce possa ancora trovare sponda e interesse in persone con la testa sulle spalle. Adesso basta.

    P.S. C’è anche un precedente. Ormai da dieci anni si parla del fatto che Maurizio Carbonera ha commesso a Buccinasco + chissa quali nefandezze, mentre l’unico che è stato processato e codannato sulla questione è il Sindaco Loris Cereda. E ricordo perfettamente che il Gran Visir dei Corifei di Cereda ha passato tutto il periodo della Amministrazione Cereda a parlare delle nefandezze di Carbonera mentre non si è accorto per niente delle nefandezze di Cereda. È la tecnica della distrazione di massa, oppure evangelicamente della pagliuzza e della trave.

  8. Vorrei chiarire io giro le segnalazioni perché ritengo che la cosa peggiore sia lasciare dubbi senza risposta, quando la risposta c’è, tutto qui. Grazie per il chiarimento.
    Se vai sull’altro blog vedrai quanto ho lavorato, leggendomi due inchieste, per certificare quanto tu scrivi, non serve per chi tiene il blog, ma tutto rimane scritto e verrà il giorno…. come scrisse il poeta.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  9. Paolo discuto sempre e volentieri con te (e a volte litigo comunque volentieri) perché so che quello che vuoi è veramente vederci chiaro e basta.
    Quindi solo perché sei tu affronto ancora una questione. Sono anche un po’ stanco di dimostrare quanto a vanvera si parli. Faccio un ultimo sforzo controvoglia.

    PUÒ IL COMUNE MODIFICARE UNA CONVENZIONE?
    È a tutti noto (o forse no!) che la regolamentazione specifica della pianificazione urbanistica è di competenza della Regione. È quindi al TAR della Regione Lombardia che la logica il buon senso ci indirizzano.

    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
    (Sezione Seconda)
    ha pronunciato la presente
    SENTENZA N. 00517/2016 REG.PROV.COLL. – N. 02019/2014 REG.RIC.
    […] Al riguardo, è da tenere presente che, secondo l’unanime orientamento della giurisprudenza, le convenzioni urbanistiche rientrano nel novero degli accordi tra privati e amministrazione, ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 241 del 1990 (ex multis: Cass. civ., Sez. I, 28 gennaio 2015, n. 1615; Cass., SS.UU., 9 marzo 2012, n. 3689).
    Quanto alla natura di tali accordi, e al ruolo che in essi gioca l’autonomia negoziale, è stato evidenziato che “La giurisprudenza si è oramai orientata nell’affermare, all’interno delle convenzioni di urbanizzazione, la prevalenza del profilo della libera negoziazione. Infatti, si è affermato (Consiglio di Stato, sez. V, 10 gennaio 2003, n. 33; Consiglio di Stato, sez. IV, 28 luglio 2005, n. 4015) che, sebbene sia innegabile che la convenzione di lottizzazione, a causa dei profili di stampo giuspubblicistico che si accompagnano allo strumento dichiaratamente contrattuale, rappresenti un istituto di complessa ricostruzione, non può negarsi che in questo si assista all’incontro di volontà delle parti contraenti nell’esercizio dell’autonomia negoziale retta dal codice civile” (così Cons. Stato, Sez. IV, 1 aprile 2011, n. 2040).
    La giurisprudenza ha, poi, affermato che dalla natura contrattuale del rapporto instaurato con il privato in virtù della convenzione urbanistica discende, quale necessario corollario, il carattere vincolante per entrambe le parti dell’accordo e il divieto per l’Amministrazione di apportarvi modifiche unilaterali (Cons. Stato, Sez. IV, 22 gennaio 2013, n. 351; Cons. Giust. Amm. Reg. Sic., Sez. giurisdiz., 1 febbraio 2001, n. 20).
    In linea con tali coordinate ermeneutiche, questa Sezione ha avuto modo di affermare che non è consentito al Comune di incidere unilateralmente su singole previsioni della convenzione urbanistica, potendo l’Amministrazione soltanto valersi, in presenza dei relativi presupposti, della facoltà di recesso dall’accordo per “sopravvenuti motivi di interesse pubblico”, salva la corresponsione di un indennizzo, ai sensi dell’articolo 11, comma 4, della legge n. 241 del 1990 (TAR Lombardia, Sez. II, 3 aprile 2014, n. 879).
    DEPOSITATA IN SEGRETERIA
    Il 17/03/2016
    IL SEGRETARIO

    P.S. È veramente faticoso continuare a dialogare (direttamente e indirettamente) con ignoranti ai quali non puoi neanche chiedere il conto (economico) per le lezioni che gli stai dando. Lezioni che non stai nemmeno facendo ex cathedra, ossia dispensando una scienza di cui sei professionalmente padrone, ma offrendo un sapere che da dilettante ti sei faticosamente costruito (lavorandoci di notte o portando via tempo alla famiglia) e umilmente studiando testi e umilmente rincorrendo chi la professionalità la ha e rompendogli le scatole con domande. Vorrei dire ai miei detrattori: rimboccatevi un po’ voi adesso le maniche, troppo comodo sparare minchiate sperando che poi altri vi correggano insegnandovi qualcosa. Studiate voi così sparerete meno cazzate e sarete più utili alla comunità.

  10. Stefano Parmesani

    Non ci sperare, David. Non ci sperare

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