BUCCINASCO REFERENDUM TRIVELLE: PERCHÉ SÌ, PERCHÉ NO, ASTENSIONE, Di’ LA TUA

piattaforma

di Grazia Campese e Guido Morano

IL 17 APRILE ANDIAMO A VOTARE! IO ANDRÒ E VOTERÒ SI perché il quesito referendario, pure importante, è tuttavia secondario rispetto all’occasione utile per manifestare contro la politica energetica legata alle fonti non rinnovabili.

Mi permetto ricordare che se vincesse il Sì per vedere i primi risultati concreti dell’esito del referendum Trivelle si dovrà aspettare un po’: tra gli impianti coinvolti, quelli più vecchi sono stati costruiti negli anni ’70, verranno chiusi solo tra 5/10 anni; per la chiusura delle strutture più moderne ci sarà da aspettare anche fino ad una ventina d’anni.

La conferenza di Parigi l’abbiamo già dimenticata? 194 Paesi si sono impegnati a mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi. Per arrivare a questo obiettivo è necessario un taglio radicale e rapido dell’uso dei combustibili fossili. Per mettere il mondo al riparo dalla crescita di disastri meteo come alluvioni, uragani e siccità prolungate, due terzi delle riserve di combustibili fossili dovranno restare sotto terra. In questo quadro investire sul petrolio potrebbe rivelarsi un azzardo economico.

Chi rimanda o fa eccezioni o pensa che vi sia altro di più urgente, anche quando è sincero e in buona fede, dà una mano alla cultura che ci ha portati fin qui. Ed è quella che dobbiamo modificare.

Se un referendum può essere utile, allora usiamolo.

Grazia Campese

 

PER QUESTO E ALTRO VOTERO’ NO Come segnalato oggi su Repubblica, l’Italia è al primo posto nel mondo nella produzione di elettricità dal sole; l’Emila Romagna è la prima regione per pozzi e piattaforme e per combustibili estratti e ciononostante è la prima per turismo balneare. La politica energetica italiana, per quanto confusa e contraddittoria, ha comunque prodotto buoni risultati indipendentemente dalla presenza di piattaforme o di estrazione di combustibili dal nostro territorio.

E così la buona gestione del territorio e dell’industria del turismo, ha permesso alle coste romagnole, su cui affacciano numerose piattaforme , di restare le prime per ospiti e occupati. Altre regioni, spesso al sud, pur non avendo lo stesso numero di piattaforme o non avendone proprio, non hanno gli standard di qualità romagnoli, come certificano ogni anno ricerche ambientali e commerciali.
 È quindi evidente che non c’è nessun legame tra la capacità e la volontà di perseguire una politica di “difesa del mare” e la presenza e l’attività di utilizzo di pozzi marini.

Siamo sicuri che chiusi quei pozzi quelle Regioni avranno stimoli nuovi e decisivi per dare alle scelte politiche e dei loro cittadini la forza per virare verso un vero ambientalismo? 
Non c’è nessun collegamento tra queste realtà e il quesito del referendum; comunque col si o col no, la crescita delle risorse rinnovabili è obbligata e rimane condizionata in larga parte dal costo del petrolio nel mondo, dalle capacità industriali e dalle scelte politiche che certamente vanno stimolate.

Penso che non sia questo in gioco, quanto la scelta tra mantenere una autonoma capacità energetica, seppur modesta, perché comunque sono poche le concessioni coinvolte, o rimanere con una forte dipendenza da risorse internazionali. Questo in una situazione di grande instabilità in molte aree produttive.

Delineare uno scenario di disastro ambientale nel caso il referendum non passasse non è credibile, anzi penso che danneggi una vera politica ambientalista, una furbata propagandistica che danneggia il vero ambientalismo. Sarà un caso che in Italia le forze ambientaliste hanno avuto sempre vita stentata?

Per questo, parteciperò al referendum, e per questi motivi e per altri qui non citati, voterò NO.

Guido Morano

Annunci

Pubblicato il 15 aprile 2016 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 18 commenti.

  1. Prima di tutto penso che sia mio dovere in quanto rappresentante delle istituzioni andare a votare. Concordo pienamente con quanto affermato oggi sul Corriere della Sera dal professore di Diritto costituzionale Michele Ainis. «Il voto è anche un diritto. E ciascuno resta libero d’esercitare o meno i diritti che ha ricevuto in sorte. Tanto più quando s’annunzia un referendum, la cui validità è legata al quorum. Ma questo vale per i cittadini, non per quanti abbiano responsabilità istituzionali».
    Secondariamente ci sono mote ragioni per votare no e IO VOTERÒ NO.
    RIGUARDO AL MERITO TECNICO DELLA QUESTIONE: esprimere una valutazione tecnica è questione molto complicata e implica competenze tecniche che ne io ne nessun cittadino normale ha. Chiedere quindi ai cittadini di prendere una decisione in merito è demagogia pura, significa prendere in giro i cittadini. Sarebbe come mettere a referendum popolare quale tecnica usare per fare una operazione chirurgica al cuore. Allora al cittadino non resta che scegliere liberamente di chi fidarsi.
    RIGUARDO AL MERITO POLITICO DELLA QUESTIONE: POLITICA INTERNA. Avendo seguito alcuni dibattiti e ascoltato le ragioni di quelli che sostengono sì ho riscontato poca o nulla credibilità nelle loro affermazioni. Ed è la poca credibilità di chi sostiene il sì che mi fa propendere per il no. Lo slogan più diffuso è tirato fuori al momento giusto per chiudere la discussione e ripetuto ad oltra è il seguente: “il governo Renzi è servo dei petrolieri”. Con questa affermazione viene fuori l’aspetto politico principale del referendum: voto popolare si sfiducia al governo Renzi. Se vincesse il sì il giorno dopo si direbbe che il governo Renzi non ha la fiducia del Paese. Quindi dimissioni.
    Riguardo alle scelte di politica energetica nazionale è assolutamente ovvio che il futuro sono le energie rinnovabili. Ma la transizione è e sarà lunga e difficile ed ha a che fare con la sostenibilità economica della transizione. Non si può ignorare i dati statistici; per esempio: nel mondo le rinnovabili sono attualmente solo il 19% dell’impiego di energia totale; in Germania il 40% dell’energia impiegata è il carbone… ecc.
    RIGUARDO AL MERITO POLITICO DELLA QUESTIONE: POLITICA ENERGETICA E POLITICA INTERNAZIONALE. Prendo in considerazione per semplificare lo stesso medesimo slogan: “il governo Renzi è servo dei petrolieri”. Qual è l’interesse nazionale nel quadro geopolitico e geoeconomico mondiale? Per quale ragione l’interesse dei petrolieri in alcuni casi non potrebbe coincidere con l’interesse nazionale, cioè il bene comune dell’Italia? La questione energetica è di vitale importanza per lo sviluppo del paese e quindi per il benessere di tutti i cittadini, è estremamente delicata, e nell’epoca della globalizzazione è strettamente e indissolubilmente intrecciata con la situazione geopolitica mondiale. Aiutare i petrolieri? L’ENI non è un nemico del popolo, l’ENI è l’orgoglio del popolo italiano e aiutare l’ENI significa fare il bene del popolo italiano. L’ENI nel quadro geopolitico mondiale è di vitale importanza per l’Italia. Il 10% dell’energia impiegata dal nostro paese deriva da idrocarburi nazionali; sembra poco ma è tanto ed è una garanzia in un quadro politico mondiale fragile: guerra in Medio Oriente, guerra in Libia, guerra in Ucraina minano le basi del nostro approvvigionamento energetico. La situazione politica della Libia è strettamente legata alle risorse energetiche del paese, alla competizione tra compagnie petrolifere mondiali, competizione che è guerra economica: Reggeni ucciso, rottura delle relazioni diplomatiche tra Italia e Libia, appoggio di Francia e Arabia Saudita al governo egiziano, fuori gli italiani dall’Egitto, fine della manovra italiana per controllare il governo libico di Tobruk e unirlo a quello di Tripoli. Chi è il mandante dell’omicidio di Giulio Regeni? Stritolato da un meccanismo molto più grande di lui? Le torture? Paradossale: sono un depistaggio. Niente e come sembra.

  2. Mi spiace, ma come segretario di circolo del PD, non mi sembra sia corretto che tu ti esprima così apertamente per il SI sul referendum, tanto più che la posizione che prendi è, se non altro, minoritaria per non dire contraria a quella della maggioranza nel Partito. Lungi da me il voler tutti allineati alla posizione di Renzi e del governo, ma almeno l’equidistanza…! Poi sul merito tecnico-strategico riguardo alle fonti di energia e alle necessità energetiche del paese, possiamo parlarne, per confutare molte delle considerazioni che fai…!
    Cordialmente
    Salvatore
    (Assago)

    • Savatore, l’articolo illustra le ragioni di tutte e due le Posizioni: Grazia è per il sì. Guido, il segretario del PD di Buccinasco, è per il NO

  3. Riuscite a dividervi anche sul referendum “Trivelle”…….siete proprio politicamente inaffidabili a livello nazionale…..sempre in contraddizione tra di voi…..!!!

    A furia di tenere il piede in due scarpe con l’intento di accontentare tutti…..non accontenterete nessuno …. e ormai questo “giochino” ha stancato…!!

  4. Chiara Miracca

    Penso sia anacronistico investire in risorse energetiche non rinnovabili, quanto ad eventuali disastri ambientali penso non sia neanche lontanamente possibile prevedere eventuali scenari. Il Mediterraneo è un mare chiuso. Prevenire è meglio che curare.
    La nosta Italia è baciata dal sole e carezzata dal vento. Che si investa in questa direzione creando nuova occupazione senza timore di danneggiare i soliti interessi accampando ragioni di opportunità nei rapporti geopolitici. Siamo e saremo sempre dipendenti da altri paesi se si parla di combustibili fossili, è demagogico cercare di fare passare il concetto contrario.
    Da ultimo, è triste vedere che l’invito sia di non andare a votare e che si sia fatto di tutto per “oscurare” il referendum. Per questi motivi voteror SI.

  5. ottavio baldassarre

    Io andrò a votare per esprimere la mia opinione. Oltre ad essere un diritto è un dovere per il rispetto che ho verso i soggetti istituzionali che lo hanno proposto.
    Non dirò se voterò per il “SI” o per il “NO” non è questo il problema. Ognuno di noi è stato influenzato dalle troppe parole spese su tale argomento. Mi permetto di fare una sintesi estrema: quale sarà la durata della concessione e da chi sarà stabilita e con quali regole se vincerà il “NO”?

  6. Io andrò a votare e voterò sì.
    So benissimo che questo referendum non chiede ai cittadini di scegliere tra fonti fossili o fonti rinnovabili. In entrambi gli schieramenti sono convinta sia presente la coscienza della necessità dell’incremento delle fonti rinnovabili.
    Ma io ho deciso di votare sì perché mi sembra contradditoria la scelta di permettere future trivellazioni solo al di fuori delle 12 miglia e contemporaneamente concedere il prolungamento fino ad esaurimento a quelle presenti entro le citate 12 miglia.
    Se si è valutata la non opportunità per il futuro, vuol dire che le ragioni ci sono e sono pressanti. Significa che per tutti, e non solo per gli ambientalisti, deve diminuire l’uso delle fonti fossili e che le trivelle devono stare più lontane dalla costa, almeno nel nostro mare per le caratteristiche di chiusura che ha.
    I posti di lavoro possono essere riassorbili da una diversa politica economica: osservazione semplice è quella che riguarda il turismo, che ha ancora molte potenzialità inutilizzate, e le stesse fonti rinnovabili.
    So che è il processo è lento e difficile, ma ogni cambiamento lo è.
    Aggiungo che anch’io rifiuto l’uso strumentale che viene fatto di questo referendum, soprattutto da parte di molti nel fronte del sì.Io voglio votare rispondendo alla domanda e basta. Però mi permetto di pensare e dire che la strumentalizzazione è stata favorita anche dall’invito a non andare a votare da parte di chi ha responsabilità di Governo.

  7. Giambattista Maiorano

    Senza molto entusiasmo, ma ero indirizzato ad esprimere la mia contrarietà votando SI al referendum.
    Ho cambiato idea perché a me pare che sulla questione, molto seria in sé, si è fatta una cagnara politica andando decisamente oltre il merito che il quesito esprimeva ed esprime.
    La questione ambientale centra poco o nulla. Ciò che conta è mandare a casa Renzi ed il suo governo e poco importa che a quest’opera partecipi anche l’odiato Verdini, quello cioè presentato in giorno sì e l’altro pure come l’amico di merende del Presidente del Consiglio. Nessuno lo dice e nessuno contesta una simile compagnia. Ipocrisia allo stato puro.
    Non ho mai nascosto la mia opinione riguardo ai casi di eccesso di presunzione di Renzi, in particolare sul suo ingeneroso giudizio dei corpi intermedi e sulle modalità troppo spicce per liberarsi di relazioni necessarie, anche se convengo sul fatto che sia indispensabile una profonda revisione dei meccanismi che permettano di recuperare autorevolezza e consenso.
    Devo tuttavia riconoscere un merito al Presidente del Consiglio: il coraggio e la capacità di non rifugiarsi in astute e vecchie liturgie che sono state storicamente bloccanti, tanto che problemi sorti venti, trenta, quaranta anni fa restano insoluti incoraggiando l’eterna filosofia della margherita da sfogliare.
    Forse, nella posizione di Renzi, avrei evitato di fare da capopopolo e guidare una fazione; avrei manifestato la mia opinione facendo chiaramente capire da che parte stare. Mi rendo conto però della difficoltà del doversi divincolare da una morsa di tanti padri tra loro diversi, e con prospettive opposte che più che soluzioni, pongono ulteriori problemi.
    Potrei avvalermi dell’astensione al voto, cosa del tutto legittima e costituzionalmente garantita nello specifico. Andrò invece a votare. Voterò NO perché qui, quesito sì, quesito no, sono ampiamente andati a farsi friggere causando la morte del merito.

  8. Stefano Parmesani

    IL REFERENDUM DEL 17 APRILE – NON PARTECIPERO’ AL VOTO

    Lo dico subito chiaro e tondo. Domenica non voterò il referendum sulle trivelle. Perché? mi chiedono.
    Prima di entrare nel merito della motivazione voglio ricapitolare il quesito referendario che riguarda le concessioni marine già attive entro le 12 miglia.
    Sappiamo che:
    – Il referendum RIGUARDA solo alcune delle autorizzazioni di perforazione marine, ovvero quelle entro le 12 miglia.
    – Il referendum NON RIGUARDA la possibilità di autorizzare nuove perforazioni entro le 12 miglia.
    – Il referendum NON RIGUARDA le concessioni oltre le 12 miglia che non sono interessate dal quesito.
    – Il referendum NON RIGUARDA perforazioni sulla terra ferma che non sono interessate dal quesito.

    E se il referendum raggiungesse il quorum e vincesse il SI?
    – Se vincesse il SI, alla scadenza delle concessioni queste non verranno rinnovate (di norma le concessioni durano 20 anni, con possibili proroghe di 5 o 10 anni).
    – NON bloccheremo nuove trivellazioni entro le 12 miglia, poiché già NON sono possibili per legge.
    – NON bloccheremo trivellazioni oltre le 12 miglia, poiché il referendum NON le riguarda
    – NON bloccheremo le trivellazioni sulla terra ferma, poiché il referendum non le riguarda

    Se quello che ho scritto è vero (e credetemi, è vero!) è un referendum tutto sbagliato, a cominciare da come lo chiamano. Perché le trivelle non c’entrano niente. Non riguarda le perforazioni sulla terra né quelle oltre le 12 miglia. E non riguarda le nuove trivellazioni entro le 12 miglia, perché sono già vietate dalla legge. Chiudere i pozzi già esistenti non ha nulla a che fare con le energie rinnovabili! Dicono che si voti sulle rinnovabili e su nuovi modelli di sviluppo, sull’alternativa alle energie fossili. Non è così, non è vero! La realtà è che se vincerà il SI chiuderanno impianti che funzionano e saremo costretti ad aumentare l’importazione di gas e petrolio.
    Non andrò a votare perché non mi piace il “Tafazzi” che c’è in noi. Trovo folle interrompere le concessioni per gli impianti (già installati!) di estrazione di gas e petrolio entro le dodici miglia dalla costa. Il referendum rende solo impossibile continuare a sfruttare gli impianti già esistenti, alla scadenza.

    Sono contrario alle trivellazioni e se domani dovessero dire che vogliono concedere una nuova concessione al largo del mare Adriatico sarei in prima linea per raccogliere firme per impedirlo. La Legge di Stabilità ha recuperato tutte le deroghe concesse nel 2006 (Governo Berlusconi); oggi c’è il divieto entro le 12 miglia di tutte le concessioni e delle aree protette.
    Quindi mi domando, qual è l’utilità di questo referendum? A me pare che sia diventato un referendum contro il governo, contro le lobby, contro i petrolieri, ma non si capisce bene a favore di cosa.
    Un referendum sicuramente strumentale non a favore dell’ambiente.

    Non andrò a votare perché questo referendum è una iniziativa pretestuosa ed esercito il mio diritto all’astensione. “Se un referendum prevede il quorum la posizione di chi si astiene è costituzionalmente legittima al pari delle altre. Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignità di chi dice sì o no”.

    Domenica 17 non andrò a votare perché sono semplicemente democratico.

  9. Scusa Stefano, ma se tu fossi veramente Democratico, con la D maiuscola e non democratico con la d minuscola…..dovresti andare a votare in modo tale che il Referendum raggiunga il Quorum e prevalgano o i Si oppure i No….poche balle….!!!

    O è lo strumento del Referendum con il Quorum che non è Democratico……??

    Quando affermi…”Sono contrario alle trivellazioni e se domani dovessero dire che vogliono concedere una nuova concessione al largo del mare Adriatico sarei in prima linea per raccogliere firme per impedirlo.”…..non ti pare di contraddire te stesso ?

    Sei contrario alle nuove concessioni ma favorevole alle esistenti……non senti il rumore delle unghie sui vetri…..??
    Guarda che te lo dico perché ci tengo alle persone per bene come te….ma qui ti vai a contraddire da solo……pensa al bene di Buccinasco e lascia stare la politica nazionale che è meglio per te e per tutti Noi di Buccinasco…..

  10. Mi pare assodato che la discussione si divida in due temi:
    – Il quesito referendario: sì/no
    – E il comportamento da tenere: vado, non vado

    Sul primo punto quello che mi sorprende è il limite che si sono posti i sostenitori del sì, la “morbidezza” della posizione. Uno degli argomenti fondamentali è il rischio di catastrofe ambientale, ora una catastrofe può avvenire in qualsiasi momento, sia durante il periodo di proroga per esaurire il giacimento, sia lunedì 18, quindi sarebbe stato più logico attendersi una richiesta di chiusura immediata del piattaforme, pagando tutti gli oneri del caso, cause da parte delle aziende coinvolte, manifestazioni sindacali, ricollocamento dei lavoratori ecc. E’ chiaro sto facendo un ragionamento paradossale, ma è solo per far riflettere su alcune posizioni che sinceramente, secondo me, definire strumentali è poco.
    Per il secondo punto, chi attiva un referendum con quorum sa che si pone due obiettivi: non solo vincerlo, ma, anche e prima, dimostrare che il quesito posto è davvero sentito da chi dovrebbe esprimere un voto. Quindi il non andare a votare è solo dire a chi ha sostenuto questo referendum che forse non è in sintonia con la maggior parte dei cittadini, per carità non è una tragedia, a parte i soldi spesi, è la democrazia.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    P.S. vedo una grande partecipazione al tema sul blog da parte, per quanto so, di rappresentanti del PD di Buccinasco, sono certo che la si potrà leggere anche per temi più locali, su cui indomito trovo solo Arboit.

  11. TUTTI AMBIENTALISTI!
    Errante Filippo ha aggiunto 2 nuove foto.
    16 h •
    Domenica non salvaguardare gli interessi di qualcuno, ma guarda solo al bene pubblico e dell’ambiente!
    Io domenica vado a votare e voto Sì. Voglio vivere in un Paese in cui l’energia sia una soluzione e non un problema. L’ex Presidente della Repubblica Napolitano e Renzi hanno invitato gli Italiani ad astenersi. Questo dimostra lo spessore di questi ridicoli personaggi. I veri uomini delle istituzioni invitato alla partecipazione. Sempre!”.

  12. Se il bue da del cornuto al toro …sempre due cornuti rimangono…..!!

  13. Stefano Parmesani

    Roberto, la chiusura del commento di Paolo Caimi spiega perfettamente che l’astensione non è un dramma, è democrazia. Concordo con lui. Aggiungo che prendi un granchio quando affermi che dovrei “andare a votare in modo tale che il Referendum raggiunga il Quorum e prevalgano o i Si oppure i No….poche balle….!!!” E’ una posizione legittima la tua che comprendo e rispetto. La mia posizione, a favore dell’astensione, è comunque nel pieno rispetto della Costituzione Articolo 75 che recita “E` indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. […] La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum.” Quindi sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignità di chi dice sì o no.

    Concludo col dire che non credo di contraddire me stesso. Sono contrario alle NUOVE trivellazioni, comunque non realizzabili per Legge. Anche per questo motivo ritengo il referendum inutile.

  14. Stefano a me basta un solo motivo….per non ritenere inutile il referendum….

    VOTANDO SÌ
    diamo una scadenza certa alle concessioni di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa. La vittoria del referendum cancellerà l’ennesimo regalo fatto alle compagnie petrolifere grazie all’approvazione della Legge di Stabilità 2016, che permette loro di estrarre petrolio e gas nei nostri mari entro le 12 miglia, senza alcun limite di tempo. Se vince il SI, sarà ripristinata la norma precedente che prevede una scadenza temporale per ogni concessione.

  15. Fermi tutti ma l’Errante di cui si parla è quello che sosteneva, sentito personalmente, che i partiti sono finiti, e pochi giorni dopo ha messo in piedi una lista sostenuta, e portata alla vittoria, dai partiti di destra di Corsico? Quindi i partiti finiti sono solo quelli del centrosinistra ( non è chiaro se solo di Bucci o tutti) ?
    E’ quello che è stato tante volte megafono istituzionale di una lista sul cui blog si può leggere che il riscaldamento del pianeta non esiste, interventi di una qualificato consulente, o che la forestazione a Buccinasco è stata una nefandezza ( andare a leggere per credere), è proprio lui ? A questo punto delle due l’una: o va sul blog citato e dice che su questi temi scrivono scemenze, oppure il nostro ecologista a corrente alternata di autorevolezza ne ha davvero poca. Un vero uomo delle istituzioni.
    Meditate gente, meditate, in particolare qualcuno che è rimasto in consiglio a Bucci…
    Saluti.
    Paolo Caimi

  16. Stefano, per la miseria, guarda cosa ho trovato da leggere….!!
    Sei sicuro di essere un democratico e non un liberale di centrodestra ?……un berlusconiano, insomma……

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lastensione-consapevole-1247282.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: