LA GUERRA MONDIALE ECONOMICO-FINANZIARIA ATTUALMENTE IN CORSO

di David Arboit

In suo noto discorso il Papa Francesco ha parlato di “terza guerra mondiale” in atto. È un’affermazione che ha fatto un certo scalpore, ma che poi e scivolata via senza lasciar più di tanto traccia nella opinione pubblica. La maggior parte dei cittadini ha associato questa affermazione ai numerosi conflitti militari presenti sulla faccia della terra, conflitti che producono migliaia di morti, oppure agli atti terroristici che insanguinano il pianeta senza risparmiare nessuno, nessun luogo e nessuna persona.

Ma non è di questo, o solo di questo, che il Papa, io credo, stava parlando quando il 18 agosto del 2014 ha detto «Siamo entrati nella terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti o a capitoli». E infatti, recentemente, ha sentito la necessità di correggersi dichiarando «Ho parlato di terza guerra mondiale a pezzi. In realtà non è a pezzi: è proprio una guerra».

Che cosa può significare veramente questa affermazione del papa?

Per rispondere è opportuno affidarsi alla geopolitica e alla geoeconomia, due modi di affrontare e studiare la globalizzazione. Senza un’intelligenza della globalizzazione siamo ciechi e non riusciamo comprendere nulla di quello che accade anche nel nostro giardino (Not in my Back yard). Non un compito facile avere uno sguardo intelligente sull’intreccio complicato fra economia politica e politica interna e politica internazionale degli Stati. Propaganda, contropropaganda, disinformazione, giornalismo servile ci impediscono di avere una percezione corretta della realtà e ci costringono a un lavoro di interpretazione, ci costringono ad essere un po’ tutti poliziotti, investigatori in cerca della verità.

Lo storico Carlo Ginzburg diceva: «Per capire il presente dobbiamo imparare a guardarlo di sbieco». Voler capire che cosa c’è sotto, andare oltre le apparenze, è un percorso che può essere una forma di delirio paranoico-fantastico (complottismo), ma può anche essere un’investigazione della realtà che porta a una visione più intelligente: «Alla fine l’attualità – scriveva Carlo Ginzburg – emergerà di nuovo, ma in un contesto diverso, inaspettato».

I tre articoli allegati sono tratti da “Limes, rivista italiana di geopolitica”. È un mensile che consiglio di leggere perché se fino a 10/20 anni fa occuparsi di relazioni internazionali poteva essere il pallino di qualche appassionato, oggi, in mondo sempre più globalizzato, l’interpretazione geopolitica e geoeconoica della globalizzazione è semplicemente necessaria.

I tre articoli cercano di individuare temi e problemi relativi alla seguenti domande: è vero o non è vero che c’è in atto una terza guerra mondiale? Quali i sintomi che ci fanno propendere per un “sì”? E se sì quali forme assume, come si differenza dalla prima dalla seconda guerra mondiale?

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Pubblicato il 8 aprile 2016 su ECONOMIA POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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