UNIONI CIVILI: IL DITO E LA LUNA

di David Arboit

Leggendo i giornali in questi giorni appare evidente come molti si affatichino a raccontare di dettagli e sfumature per non sottolineare lo storico risultato portato a casa dal Partito Democratico conducendo in modo magistrale la battaglia parlamentare sulle unioni civili. Tutti parlano del dito e saltuariamente della Luna.

È stata una battaglia parlamentare che a causa della “geniale” strategia di GR Casaleggio, il gran visir di M5S, si è trasformata in uno scontro tutto politico dove i tatticismi politici (con i relativi i trucchi, le bugie e i voltafaccia) sono diventati unico scopo e orientamento dello scontro. Buttarla in politica utilizzando meschine manovre da partito della prima repubblica, però, è costato molto caro a M5S che ha dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza della situazione sia perché ha esibito una assoluta indifferenza per i bisogni dei cittadini (ciò che conta per loro è sgambettare il PD, a qualunque prezzo) sia perché avendo imboccato la via dei tatticismi politici sono stati ugualmente sconfitti (dopo essere stato falciato in area, il PD si è rialzato e messo la palla in goal lo stesso).

Nel merito della questione poi c’è chi ha cercato di sminuire la vittoria del PD parlando di una legge monca, depotenziata ecc. Su questo fa chiarezza un sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano “La Repubblica” nel quale appare evidente che la scelta del Partito Democratico e la decisione del Parlamento corrispondono perfettamente agli orientamenti del popolo italiano.

Matteo Renzi – leggiamo su Repubblica di oggi –  è riuscito a sbloccare una legge-bandiera. Facendo, però, attenzione agli orientamenti degli elettori. Come emerge dal sondaggio di Demos, realizzato nei giorni scorsi e pubblicato oggi da Repubblica. L’Atlante Politico di Demos, infatti, mostra come le Unioni civili fra coppie omosessuali siano approvate da oltre due elettori su tre. Al contrario della stepchild adoption. Accettata da poco più di un elettore su tre. E, soprattutto, da una quota minoritaria, seppure di poco (46%), di elettori del Pd. Ma anche del M5S (41%).

Siamo in una fase storica in cui ignoranza, relativismo e caos ideologico, alimentati ad arte da chi vuole demolire alla radice le competenze di cittadinanza che garantiscono la reale possibilità della democrazia, rendono difficile l’esistenza di orientamenti politici chiari e identificabili in soggetti politici culturalmente omogenei. Se questo è lo stato di fatto, un sano pragmatismo è l’unica via per governare un Paese che ha bisogno in ogni caso di essere governato, cioè di trovare risposte a numerosi problemi. Pragmaticamente e concretamente il PD ha portato a casa una legge sulle unioni civili, e pragmaticamente il PD sa che la giurisprudenza sceglierà in piena autonomia di non discriminare i ragazzi già nati a cui è capitato in sorte di vivere in famiglie di fatto omosessuali.

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Pubblicato il 27 febbraio 2016 su CULTURA, LEGALITA', POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Ciao David …è il concetto di “capitato in sorte” che non mi è molto chiaro…..!!

    Vorresti darmi ad intendere che alla pecora Dolly è capitato in sorte di essere nata in provetta ? O è stata una precisa scelta ?

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