FAMIGLIA: IPOCRISIE, STRUMENTALIZZAZIONI E FATTI CONCRETI

family day 2016

di David Arboit

L’Italia è il Paese che a chiacchiere sembra essere il più attaccato alla famiglia tradizionale e al principio della famiglia come nucleo fondante della società civile. Ma è anche il Paese che la famiglia la tratta peggio di tutti in Europa, da sempre e a prescindere dal colore dei governi. I dati demografici sono un riscontro oggettivo delle politiche sociali sulla famiglia: mentre in Francia, paese da sempre giudicato come statalista e anticlericale, un robusto sostegno pubblico alla famiglia favorisce la formazione di famiglie feconde e quindi una crescita demografica, in Italia, paese a chiacchiere familista, lo scarso sostegno pubblico alla famiglia, si misura anche con una decrescita demografica.

Ben venga, quindi, ogni anno un Family day, per colmare la distanza che ci separa da altri Paesi europei che della famiglia hanno avuto cura meglio di noi.

Appare invece strumentale una manifestazione contro il Governo tutta ed esclusivamente orientata a un no alla unioni civili. Già dando i numeri della partecipazione chi la organizza perde credibilità: due anni fa, il concerto dei Rolling Stones nello stesso sito, tutto esaurito, ha registrato la vendita di 71.000 biglietti. Ancora maggiore credibilità la perde quando esplicita quasi con ingenuità il contenuto squisitamente elettorale della manifestazione: «Non vogliamo fare guerre a nessuno. Ma alle elezioni, anche a quelle amministrative ricordiamoci chi si è messo con la famiglia e i bambini e chi si è dimenticato di questo diritto». È vero siamo in campagna elettorale, alla vigilia di una tornata di elezioni amministrative importante. Messaggio semplice, chiaro, diretto e vecchio: il Centrosinistra è contro la famiglia. Del resto la famiglia è stato sempre il cavallo di battaglia elettorale del Centrodestra, con qualche dissonanza rispetto alla coerenza personale, e non caso in favore di telecamera ieri in piazza c’erano tutti: Meloni, Gasparri, Brunetta, Giovanardi, Schifani, Lupi, Sacconi, Toti, Matteoli, Quagliariello, Santanché, Formigoni, Romani, Mauro, e mi scuso se ho dimenticato qualcuno. Alfano twitta che è lì col cuore anche se non è presente. I fascisti di Casa Pound espongono lo striscione “Madre, padre, figlio, famiglia, popolo, nazione, identità, libertà”.

In ogni caso, sulle unioni civili il Parlamento, che rappresenta il popolo italiano, tutto il popolo italiano con i suoi differenti punti di vista, discuterà e deciderà secondo le regole della democrazia parlamentare.

In prima fila ieri a Roma anche Roberto Maroni. Ma le chiacchiere per il Centrodestra lombardo stanno a zero.

«A fronte degli annunci del cosiddetto “Governatore”, – scrive il Consigliere regionale del PD Carlo Borghetti – la sostanza dei provvedimenti della Giunta Maroni ci restituisce una Regione ferma, e ben al di sotto delle aspettative, specie nel sostegno a chi fa più fatica: il Fondo Famiglia (istituito dall’Assessore Cantù, fatta dimettere da Maroni lo scorso agosto) prevedeva nel 2013 uno stanziamento di 330 milioni, ma per il 2016 è tagliato a 50; i Fondi Nasko e Cresco, per aiutare le giovani mamme a rinunciare all’interruzione di gravidanza e sostenere la maternità, dai 9 milioni del 2012, sono stati tagliati ai 2,2 milioni del 2015, e agli 860mila euro del 2016; il Fondo Sociale regionale (destinato ai servizi per minori, anziani e disabili gestiti dai Comuni) dai 70 milioni del 2015 è stato tagliato ai 54 milioni del 2016… Per le famiglie che assumeranno una badante nel 2016, a fronte dei 700mila euro che avevo ottenuto nel 2015 con l’approvazione della legge sulla assistenza familiare (da me presentata), per il 2016 sono stati stanziati… zero euro! L’elenco potrebbe continuare.»

A fronte di queste contestazioni, sono certo che il Centrodestra lombardo ribatterebbe: “È colpa di Renzi, del Governo che ha tagliato i soldi alle Regioni”. In realtà il Governo ha aumentato alla Lombardia il Fondo Sanitario (di poco, ma aumentato), ha ripristinato il Fondo Nazionale per la Non-Autosufficienza (azzerato dai Governi Berlusconi-Bossi) e ha aumentato il Fondo per le Politiche Sociali. Il Governo Renzi, quindi, ha aumentato le risorse per il Socio-Sanitario e per il Sociale destinate alle Regioni.

Anche a proposito di famiglia il governo Renzi ha mosso acque fino a ieri stagnanti. Con la Delega norme relative al contrasto alla povertà e alla esclusione sociale il Governo Renzi attua una misura a sostegno di 280.000 famiglie, 580.000 bambini, complessivamente un milione e mezzo di persone: sono previsti 600 milioni per il 2016 e un miliardo per il 2017 e 2018. La delega per la definizione di nuovi diritti per il lavoro autonomo (partite IVA) prevede la tutela della maternità anche per questa categoria di lavoratori. Se aggiungiamo l’abolizione della TASI sulla prima casa, l’introduzione della “carta famiglia” per chi ha più di tre figli, che garantisce sconti o riduzioni tariffarie da soggetti pubblici e privati, la proroga del “voucher” pannolino, cioè della possibilità per la madre lavoratrice di richiedere dei voucher per acquistare servizi di baby sitting per i figli (600 euro al mese per sei mesi), lo stanziamento di nuovi fondi per la cosiddetta “legge dopo di noi”, in favore delle persone disabili che rimangono senza genitori, lo stanziamento di 290 milioni per la carta acquisti culturali dei neodiciottenni, si può affermare che certamente sono stati fatti numerosi passi avanti da questo Governo per tutelare le famiglie.

Ma le politiche sociali non bastano, anzi sono solo il contorno perché il piatto forte è, e deve essere, un altro. Il vero sostegno politico alla famiglia è il risultato soprattutto di politiche del lavoro e di politiche della casa. Senza lavoro, o con la precarietà del lavoro e senza certezza di reddito, con un mercato immobiliare monopolizzato da grandi imprese senza scrupoli, con affitti capestro, con housing sociale assente da decenni, il progetto di metter su famiglia è un’avventura che sembra essere irresponsabile se non disperata. Casa, lavoro e giusto salario per tutti, questo è il vero programma politico di chi vuole veramente sostenere la famiglia.

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Pubblicato il 31 gennaio 2016 su CULTURA, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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